Come l’acido fitico riduce l’assorbimento del ferro

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L’acido fitico è una sostanza che si trova naturalmente nei semi delle piante.

Ha suscitato un grande interesse nel campo dell’alimentazione a causa dei suoi effetti sull’assorbimento dei minerali. L’acido fitico, infatti, riduce l’assorbimento di ferro, zinco e calcio e può provocare carenze di minerali (Leggi qui lo studio 1).

Per questo spesso si definisce questa sostanza come antinutriente.

In ogni caso la questione è molto più complicata, perché pare che l’acido fitico possa avere anche degli effetti benefici.

In questo articolo daremo uno sguardo dettagliato all’acido fitico, ai suoi effetti generali sulla salute e ai metodi per ridurlo.

Che cos’è l’acido fitico?

L’acido fitico è la forma di deposito del fosforo che si trova in diverse piante, soprattutto nella crusca dei cereali, nelle noci e nei semi.

E’ spesso usato in campo commerciale come conservante per le sue proprietà antiossidanti.

Acido fitico negli alimenti

L’acido fitico si trova solo nei prodotti vegetali.

Tutti i semi commestibili, i cereali, i legumi e le noci lo contengono in diverse quantità, e piccole quantità si trovano anche nelle radici e nei tuberi.

Qui di seguito sono riportate le quantità di acido fitico contenute in alcuni cibi ad alto contenuto di fitati:

Acido fitico (mg/100 grammi)

Lenticchie: 270-1.500
Legumi (media ): 500-2.900
Mandorle: 350-9.420
Noci: 200-6.700
Noci Pecan: 180-4.520
Semi di sesamo: 140-5.360
Cioccolato fondente: 1.680-1.790
Bietola: 3.530
Spinaci: 3.670

Come puoi vedere, il contenuto di acido fitico è molto variabile. Per esempio, la quantità contenuta nelle mandorle può variare di molto.

L’acido fitico riduce l’assorbimento di minerali

L’acido fitico riduce l’assorbimento di ferro e zinco e un po’ del calcio (Leggi qui gli studi 2, 3).

Questo si applica al singolo pasto, non all’assorbimento totale di minerali di tutta la giornata.

In altre parole, l’acido fitico riduce l’assorbimento di minerali durante il pasto, ma non ha effetti sui pasti successivi.

Per esempio, buttarsi su uno snack di noci durante i pasti o a fine pasto, riduce la quantità di ferro, zinco e calcio che assorbi dalle noci, ma non quella dei minerali che assumerai ore dopo.

In ogni caso, quando mangi cibi ad alto contenuto di fitati nella maggior parte dei tuoi pasti, la carenza di minerali si protrae per tutto il tempo. Quindi è dannoso.

In una dieta sana e bilanciata questo accade di rado, ma può essere un problema nei periodi in cui si mangia in modo disordinato, nei paesi in via di sviluppo (dove la principale fonte di cibo sono cereali e legumi) e per chi mangia prevalentemente cereali e legumi senza fare attenzione a come prepararli.

Come ridurre l’acido fitico nei cibi

Evitare completamente gli alimenti che contengono acido fitico è una pessima idea, perchè molti di questi, come i cereali integrali, le mandorle e i semi, sono molto nutrienti, salutari e gustosi.

Inoltre in molti paesi in via di sviluppo il cibo è poco e c’è necessità di fare affidamento su cereali e legumi per sfamarsi.

Fortunatamente esistono dei metodi di preparazione che possono ridurre la quantità di acido fitico nel cibo.

Ecco i metodi principali:

Ammollo: Mettere a bagno cereali e legumi riduce la quantità di fitati. Metti a bagno i cereali in acqua e aceto di mele non pastorizzato o in acqua e succo di limone per una notte intera. I legumi, invece, possono essere messi a bagno per una notte in semplice acqua (Leggi qui lo studio 4).

Germogliare: I germogli di semi, cereali e legumi provocano la degradazione dei fitati (Leggi qui gli studi 5, 6).

Fermentazione: Gli acidi organici che si formano durante la fermentazione, promuovono la rottura dei fitati. Questo è il metodo che meno promuoviamo, perché il cibo fermentato può risultare spesso indigesto.

Quindi ricorda di mettere sempre a bagno i cereali e i legumi la sera prima di cucinarli. Poi scolali, sciacquali bene e procedi con la cottura base.

Benefici sulla salute dell’acido fitico?

L’acido fitico è un buon esempio di come un nutriente può essere amico e nemico, a seconda delle circostanze.

Oltre alle sue proprietà antiossidanti (Leggi qui lo studio 11), pare che l’acido fitico possa proteggere dalla formazione di calcoli renali (Leggi qui gli studi 12, 13) e cancro (Leggi qui gli studi 14, 15, 16, 17).

E’ stato suggerito che l’acido fitico può essere uno dei motivi per cui i cereali integrali riducono i rischi di cancro al colon (Leggi qui lo studio 19).

Ovviamente queste cose vanno prese con le pinze, ma sono un buon modo per riflettere sulle possibili qualità dell’acido fitico.

L’acido fitico è qualcosa a cui stare attenti nella dieta moderna?

La risposta breve è probabilmente no.

In ogni caso, a causa del rischio di carenza di minarali, sarebbe meglio diversificare la dieta e non includere cibi ad alto contenuto di fitati in ogni pasto.

Questo è importante soprattutto per le persone che soffrono di carenza di ferro (Leggi qui lo studio 2).

I vegetariani, e soprattutto i vegani, sono a rischio, perché spesso abusano di legumi, cereali integrali e semi oleosi (Leggi qui lo studio 20, 21).

La questione è che ci sono due tipi di ferro nel cibo: il ferro eme e il ferro non eme.

Il ferro eme si trova nei cibi di origine animale, come la carne, mentre il ferro non-eme (o organico) si trova anche nei vegetali.

Il ferro non-eme delle piante viene assorbito con difficoltà, mentre l’assorbimento del ferro eme è più efficiente. Il ferro non-eme inoltre è molto suscettibile all’acido fitico, mentre il ferro eme non lo è (Leggi qui lo studio 22).

Inoltre lo zinco è ben assorbito dalla carne, anche in presenza di acido fitico (Leggi qui lo studio 23).

Quindi la carenza di minerali causata dall’acido fitico è un concetto raro nelle persone che mangiano carne e che, in generale, mangiano bene e in modo equilibrato.

Ma può essere un problema per chi consuma molti cibi ad alto contenuto di fitati e poca carne o derivati animali.

Conclusione

I cibi ad alto contenuto di fitati, come cereali, noci, semi e legumi possono aumentare i rischi di carenza di ferro e zinco.

Tuttavia strategie come ammollo, germogliazione e fermentazione possono aiutare a ridurre l’acido fitico.

Inoltre l’acido fitico, secondo alcuni studi, potrebbe anche avere alcuni effetti positivi.

Fonte:

Authority Nutrition

Risorse:

Abbiamo parlato di acido fitico anche in questo articolo.


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Raffaella Scirpoli

Raffaella Scirpoli è una giovane Naturopata che da più di 3 anni collabora con Francesca nel programma Energy Training. Ha scoperto il mondo dell’alimentazione naturale solo pochi anni fa, ma è stato “amore a prima vista”. Seguendo i consigli di Francesca, di cui si considera l’allieva numero uno, ha stravolto le sue abitudini alimentari e si è sentita subito più energica, più consapevole e più sana.

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  1. ha commentato:
    -

    Ne avevo già letto, ma mi è rimasto un dubbio: l’ammollo è proprio da fare con aceto non pastorizzato? Quello normale non svolge la stessa azione?

    Grazie 🙂

    • ha commentato:
      -

      Ciao Martina,
      deve essere di mele non filtrato.

  2. ha commentato:
    -

    Come devono essere trattati i semi di lino e/o sesamo che al mattino mangio con lo yogurt. x evitare questo acido?grazie

    • ha commentato
      -

      Ciao Nicoletta,
      – semi di lino: ammollo due ore in semplice acqua, scolare e, se vuoi, macinare
      – semi di sesamo: sciacquare, tostare e tritare
      Un caro saluto

  3. ha commentato:
    -

    si dott.sssa maanche per esempio se devo mangiare il miglio la quinoa pasta integrale devo avere qst accortezze??

    • ha commentato
      -

      Ciao Sandro,
      tutti i cereali integrali in chicchi (e anche la quinoa) vanno trattati in questo modo per rimuovere l’acido fitico (ammollo con acqua e aceto di mele o acqua e succo di limone). Non puoi fare la stessa cosa con la pasta, per questo non va consumata, se non ogni tanto, e solo quella integrale senza glutine (quindi di grano saraceno, riso, miglio, quinoa o amaranto).
      Un caro saluto

      • ha commentato:
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        Dott.ssa scusi le volevo chiedere ma per. esempio x una razione da 100grammi ( es. quinoa, riso) il succo di limone o aceto di mele pastorizzate la quantità da mettere in ammollo con l’ acqua ?? poi un altra cosa le mandorle se prese dopoi i pasti principali 2-3 ore prima possono essere associate a un frutto o no?? e prese singolarmente ( mandorle) il ferro si prende??? , poi volevo sapere siccome io mangio anche la soya ( tofu) cagliatura dlla soya e fagioli edemame ( fagioli prematuri) devono subire qualche lavorazione?? e x il pane integrale?? bisogna farselo da solo con lievito di madre ho sentito dire??? mi scusi se le pongo tutte qst domande ma mi piace capire!!

        • ha commentato
          -

          Ciao Sandro,
          1. Per ogni tazza d’acqua di aggiungono 2 cucchiai di aceto di mele o il succo di mezzo limone
          2. Le mandorle è meglio mangiarle da sole (ricorda di metterle sempre a bagno in acqua e aceto di mele o acqua e succo di limone) oppure nelle insalate
          3. Elimina il tofu e la soia in generale, fanno malissimo (Leggi qui gli articoli)
          4. Anche il pane non va bene, nemmeno quello integrale. Al massimo puoi preparare un pane di cereali senza lievito di birra, seguendo questa ricetta: http://www.energytraining.it/ricetta/pane-di-riso-e-semi-di-girasole/
          Un caro saluto

          • ha commentato:
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            questo pomeriggio leggerò questi i articoli però volevo premettere dott.ssa che da quando assumo tofu almeno 3/ 4 volte a settimana io essendo un ragazzo trapiantato renale prendendo immonosuppressori che mi hanno alzavano il colesterolo totale 280 LDL 130 HDL 50 da quando assumi latte di soya e tofu? mi si sono abbassati i valori drasticamnete 165 TOTALE HDL 85 LDL 70!!!!! io mi nutro sia di legumi ma in buona parte di soya?? io tricliceridi dimenticavo da 450 a 132!!! mangiando cereali legumi e buona parte tofu con insalate??

          • ha commentato:
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            si dott.ssa ho letto questo articolo , e sono un pò critico a qst argomento ovvero:ù
            Io mi sono avvicinato in Primis al vegeteriano ( sewnza latte , uova , formaggi) e poi al vegano in quanto 2 anni fà ho subito un trapianto renale ex novo da mi madre ho 27 anni!! all’ inizio mangiando onnivoro e prendendo gli immonosupressori che come fetto collatterale alzano i tricliceridi e colesterolo , li avevo 280 totale!! hdl 55 e Ldl 130 e triclicersi 450 mi volevano dare le statine, ma io ho aspettato ed aggi posso dirvi con certezza provata che il salto di qualità nella mia salute è stata la soya perchè all’ inizio ho iniziato mangiando legumi tranne soya e bere latte di avena e mandorle e nei primi sei mesi le analisi colesterolo totale 235 , ldl 110 hdl 55, poi negli ultimi 4 mesi ho iniziato a bere soya e sopratutto a mangiare Tofu 4 volte a settiman nelle insalate max 80_!00 grammi e le analsi sono state sbalorditive colesterolo totale 170 hdl 85 e ldl 70!! nn ho più preso le pasticche della pressione e betabloccantii ad oggi solo con il mangiare ho qst valori e la pressione 115.65 e 55 bm – suTricliceridi 132

          • ha commentato
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            Ciao Sandro,
            ti ringraziamo della tua condivisione, ma siamo molto perplesse sulla tua abitudine di consumare soia in modo quotidiano. A lungo andare può essere molto dannosa. Ci sarebbero altri alimenti più sani da integrare per migliorare la tua condizione…
            Un caro saluto

          • ha commentato:
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            ciao dott.ssa propio oggi rileggendo accuratamente i vostri 3 articoli sulla soya , su una cosa mi sono accorto che da quando la assumo sinceremante ho avvertito una leggera impotenza da quando assumo soya, quindi mi sono detto che soli ” gli stupidi non cambiano idea” quindi per vedere in primis se qst lieve sintomo scompaia secondo poi, ho comprato propio oggi il latte di avena ( spero che faccia bene quello) per farci il porridge e cambiare e il tofù cercherò di minimizzarlo al max 1 volta ogni 15 giorni cercherò di variare con i legumi ( fagioli, ceci, lenticchie, fagioli azucki ecc..) poi volevo sapere ma mangiando vegano nn per forza si deve fare un piatto unico per esempio cereali più legumi ( fagioli e pasta metionina / lisina) siccome sò che abbiamo una riserva aminoacida un pool aminoacido nn cè poroblemi l’ importante è integrare tutti gli aminoacidi essenziali durante la giornate e variare tuuti legumi e ceeali durante la setttimana??? … poi volev osapere se avevate ricette con i legumi il mio problema se devo mangaiere legumi io il pane come faccio a non mangiarlo mi riesce difficile?? grazie in anticipo

          • ha commentato
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            Ciao Sandro,
            non puoi consumare i legumi più di 3-4 volte a settimana, perché gonfiano. Hai bisogno di alternarli ad altre proteine (semi di chia, semi di canapa e almeno formaggio da latte crudo e uova – quindi cercare di passare a un regime vegetariano). Puoi cucinare i legumi seguendo questa ricetta: http://www.energytraining.it/energytv/puntata-29-legumi-digeribili/. In questo modo diventano una crema e non è necessario accompagnarli al pane. Purtroppo non possiamo aiutarti molto rispondendo ai tuoi commenti senza conoscerti e senza sapere la tua costituzione e la tua “storia alimentare”. L’ideale per te sarebbe fare una consulenza con Francesca o entrare nel Programma di Trasformazione, introdurre tutti i principi di alimentazione sana ed essere seguito da Francesca nel coaching.
            Se sei interessato posso spiegarti come fare.
            Un caro saluto

          • ha commentato:
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            Si dott.dsa se avete un e- mail personale poi vorrei sapere se per esempio mangio SOLO!!!!il miglio di verdure solo a pranzo?? Il ferro di quell’ allimento lo prendo anche se’ e’ riccondi fitati???

          • ha commentato
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            Ciao Sandro,
            non si può avere la mail personale di Francesca. Puoi contattarla solo facendo una consulenza individuale o iscrivendoti al Programma nel coaching mensile. Se prepari il miglio mettendolo a bagno in acqua e aceto di mele o acqua e succo di limone (come consigliamo), elimini gran parte dell’acido fitico.
            Un caro saluto

  4. ha commentato:
    -

    come faccio nel caso ad avere una consulenza con la dott.ssa avete un email??? io sono di cìviterbo dai video la dott.ssa . mi sembra del sud

  5. ha commentato:
    -

    si salve invece per i semi di zucca come ci si deve comportare?

    • ha commentato
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      Ciao Mafalda,
      benvenuta sul blog!
      I semi di zucca vanno messi a bagno per 2 ore in acqua e succo di limone prima di essere consumati.
      Un caro saluto

      • ha commentato:
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        la ringrazio della sua risposta e blog molto interessanti per i semi di sesamo come mi devo comportare??’ ho letto tritare ma se li bagno solamente e li faccio tostare e poi li metto sui KELLONS a colazione si può fare?? /la quantità di limone?? con i semi di zucca?? / ho visto i vostri blog sono molto interessanti a presto chiederò una consulenza con voi!

        • ha commentato
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          Ciao Mafalda,
          i semi di sesamo non devi metterli a bagno, ma solo tostarli e tritarli prima di utilizzarli. Quindi non serve il limone. I semi di zucca invece vanno messi a bagno per 2 ore in sola acqua.
          Un caro saluto

      • ha commentato:
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        si ho letto anche di essicatori?? ciè per esmpio se compro 250 grammi di semi di sesamo o zucca dicono di metterli in ammollo e poi disidratarli a basse temparature??? / al forno anche 65 gradi) vero??

        • ha commentato
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          Ciao Mafalda,
          l’opinione di Francesca è che l’essiccatore sia una spesa superflua, secca tutto e rende le cose assolutamente disidratanti e bisognose di essere poi reidratate.
          Un caro saluto

  6. ha commentato:
    -

    Ciao, noci, mandorle, ecc. dopo l’ammollo entro quanto tempo devono essere consumate? Si possono conservare per qualche giorno?
    Grazie…

    • ha commentato
      -

      Ciao Alice,
      dopo l’ammollo andrebbero consumati subito (es. messi nelle insalate o usati nel porridge…)
      Se vuoi conservarli un po’ di più, puoi sia tostarli che asciugarli e conservarli in frigorifero.
      Però solo per pochi giorni perché potrebbero ammuffire.
      Un caro saluto

  7. ha commentato:
    -

    Ciao,
    complimenti per l’articolo! Da sempre tormentato da una domanda…ne approfitto per chiedere! 🙂
    Non mi è ben chiaro un concetto: l’acido fitico riduce l’assorbimento dei minerali contenuti nell’alimento o anche quello degli alimenti che comprendono il pasto? Ossia se io mangio uno yogurt con frutta secca e semi, esempio mandorle nocciole noci macadamia, semi di lino sesamo etc..non assorbo i minerali contenuti nella frutta secca ma assorbo per esempio il calcio contenuto nello yogurt o la presenza dell acido fitico riduce anche l assorbimento di questo? o per esempio se aggiungo semi di lino, sesamo e frutta secca nell insalata insieme a fonti di ferro quale carne e calcio quali per esempio rucola prezzemolo basilico, interferisce anche in questo caso?
    Grazie in anticipo

    • ha commentato
      -

      Ciao Vincenzo,
      grazie! Fai bene ad esporre i tuoi dubbi 🙂
      L’acido fitico interferisce con l’assorbimento dei minerali in ogni caso, perché neutralizza i nutrienti di tutto il pasto e sottrae nutrienti dalle riserve del corpo.
      E’ meglio avere sempre l’accortezza di ammollare semi e cereali integrali, non costa nulla e crea un grande beneficio.
      Un caro saluto

      • ha commentato:
        -

        Grazie per la gentile risposta!
        una cosa che ho dimenticato a scrivere nel precedente messaggio, in presenza di vitamina c il legame tra acido fitico e minerali dovrebbe inibirsi comunque o quantomeno diminuire, sbaglio?
        comunque si parla di quantità minime, 10grammi solitamente di semi di lino e sesamo, o 10-20 di mandorle! ..che pensa? Grazie di nuovo!

        • ha commentato
          -

          Ciao Vincenzo,
          sì, la vitamina C inibisce il legame e, potenzialmente, migliora l’assorbimento dei minerali, ma non tutti gli alimenti ricchi di vitamina C si possono aggiungere in un pasto salato (ad es. non puoi aggiungere agrumi in un pasto salato) e in più abbinare cereali e semi oleosi alla vitamina C non è adatto a tutti perché troppa vitamina C creerebbe molto calore.
          Comunque mettere in ammollo semi e cereali con il succo di limone può aiutare anche in questo senso.
          Resta il fatto che l’ammollo con acqua e aceto di mele o acqua e succo di limone è il migliore trattamento che si possa fare per ridurlo, quindi va fatto, è imprescindibile.
          Un caro saluto

          • ha commentato:
            -

            Nuovamente grazie per la risposta!
            A proposito di ciò che ha scritto non capisco la difficoltà nell’accoppiare insieme semi oleosi o frutta secca “non cereali” con vitamina c…facendo qualche esempio in uno yogurt si può inserire benissimo frutta o in un insalata vari tipi di verdura… più complesso per i cereali ma non mangiandone non è il mio caso! ..il fatto dell ammollo oltre il fattore gusto che diminuisce c è una grandissima perdita di tempo che mi spingerebbe a non mangiarli sicuramente! ..attendo il suo pensiero a riguardo! …grazie nuovamente!

          • ha commentato
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            Ciao Vincenzo,
            da quello che scrivi deduco che sei nuovo sul blog, perché mi è sembrato di capire che mangeresti yogurt con semi oleosi e frutta (che non è quello che consigliamo noi) e che non consumi cereali integrali in chicchi senza glutine.
            Lo yogurt è un alimento freddo e squilibrato. Al massimo i semi si potrebbero mangiare in un porridge o si potrebbero mettere nell’insalata, come hai detto tu.
            Metterli in ammollo non toglie tempo e non rovina il gusto. Puoi farlo la mattina appena sveglio, fare il resto delle attività che fai durante la giornata senza curarti dei semi, e per il pranzo saranno pronti, o puoi metterli a bagno dalla sera prima.
            Fai una prova, non costa nulla. Hai tutto da guadagnarci. E prova anche i cereali integrali. Non so se attualmente mangi pasta, ma se è così dovresti proprio sostituirla con i cereali integrali in chicchi.
            Un caro saluto

  8. ha commentato:
    -

    Ciao Raffaella,
    scusa la mia ignoranza ma a questo punto non sarebbe meglio mangiare cereali raffinati eliminando così l’acido fitico?
    Perché dovrei mangiarli integrali?
    Grazie e buon lavoro.

    Valeria

    • ha commentato
      -

      Ciao Valeria,
      no, perché i cereali integrali contengono anche fibre e nutrienti (come le vitamine del gruppo B), mentre i cereali raffinati sono un cibo “morto”, privo di sostanze nutritive, fibre ed enzimi che non solo non ti dà nulla, ma ti priva anche dei nutrienti ed è indigesto (crea fermentazione, gas e muco).
      Spero che adesso sia più chiaro.
      Un caro saluto

  9. ha commentato:
    -

    Ciao Raffaella,
    grazie per la tua disponibilità e chiarezza nelle risposte.
    Ne approfitto per chiederti un’ ultima cosa.
    I semi tostati (esempio mandorle tostate, pistacchi, semi di girasole tostati) vanno messi comunque in ammollo oppure la cottura elimina l’acido fitico?
    Grazie ancora e buon lavoro.

    Valeria

    • ha commentato
      -

      Ciao Valeria,
      prego! 🙂
      Se vuoi tostare i semi devi comunque prima ammollarli, poi li asciughi e li tosti in forno con il sale.
      Però non ne consumare troppi perché potrebbero gonfiare e darti colite.
      Alla prossima

  10. ha commentato:
    -

    Ciao Francesca e Raffaella,
    Vorrei chiedervi un chiarimento : le noci brasiliane sono salutari? Se si, quanto tempo si lasciano in ammollo?
    Grazie e un caloroso abbraccio ad entrambe.

    • ha commentato
      -

      Ciao Francesco,
      sì, le noci del Brasile sono ricche di nutrienti. Contengono selenio, magnesio e rame e fanno bene soprattutto a ossa e denti.
      Dal momento che sono molto ricche non vanno consumate in grandi quantità, 3 al giorno sono più che sufficienti. Puoi metterle a bagno per 4 ore.
      Un caro saluto

  11. ha commentato:
    -

    Ciao Raffaella, per quanto riguarda i semi di lino, ho letto che andrebbero frantumati per meglio estrarre l’acidi alfa-linoleico che contengono. Voi cosa ne pensate? E poi, dopi l’ammollo di potrebbero inghiottire con un bicchiere d’acqua senza masticarli? Grazie come sempre

    • ha commentato
      -

      Ciao Valentina,
      Francesca mi ha suggerito una risposta molto completa per te.
      I semi hanno fondamentalmente lo scopo di smuovere e liberare l’intestino e in questo senso vanno sempre messi in ammollo con poca acqua e poi masticati con cura o frullati.
      Se invece desideri prendere i semi per attingerne omega 3 preziosi per ossigenare la cellula (arricchire di ossigeno l’interno della cellula) devi prenderli sottoforma di olio da “frigo”, cioè non solo biologico e spremuto a freddo, ma che abbia conservato tutte le proprietà complete, perché tenuto sempre al freddo (rispettando la catena del freddo). Questo evita il rischio di irrancidimento,
      molto alto per i semi di lino e l’olio.
      Per essere assorbito meglio l’olio deve essere combinato con delle proteine magre (massimo il 2% di grassi), ad esempio del formaggio quark magro bio, in modo che le proteine contenute (soprattutto cisteina e metionina ricche di zolfo) e i grassi leggerissimi, aiutino a superare la barriera cellulare (che altrimenti sarebbe completamente impermeabile all’olio se fosse preso direttamente) e a penetrare realmente nella cellula.
      Questo mix fatto di 2 parti di quark magro bio ed una parte di olio di lino da frigo è chiamato “Crema Budwig” ed è una scoperta della grandissima dottoressa Budwig, più volte candidata al premio nobel, scopritrice della differenza tra i vari grassi e degli Omega 3, 6 e 9.
      Con questa crema (ottimo piatto non solo depurativo e rinvigorente, ma anche proteico e completo) la dottoressa ha curato migliaia di casi di tumore incurabile, con metastasi, ecc. Ed è anche una validissima alternativa alle proteine per vegetariani.
      Un caro saluto

      • ha commentato:
        -

        Grazie mille! Siete davvero formidabili! Alla prossima!

      • ha commentato:
        -

        Non sono ancora riuscita a trovare formaggio quark con il 2% di grassi…dove posso trovarlo?

      • ha commentato:
        -

        Non sono ancora riuscita a trovare un formaggio quark con il 2 % di grassi… dove posso trovarlo?

  12. ha commentato:
    -

    Grazie Raffaella, sei una fonte di informazione inesauribile. Un altro chiarimento sui semi oleosi. Attraverso il programma di trasformazione, ho conosciuto gli anacardi e le buonissime noci di macadamia. Queste possono essere consumate in quantità maggiore, rispetto alle noci brasiliane? Io ne vado pazzo!! Ma non vorrei esagerare.

    • ha commentato
      -

      Ciao Francesco,
      grazie, sei troppo gentile 🙂
      E’ sempre meglio non esagerare con i semi oleosi. Ne basta un cucchiaio e devono essere sempre accompagnati da verdure, insalate, cereali o usati per fare dei dolcetti crudisti (con spezie, olio di cocco ed eventualmente frutta secca), mai presi da soli come snack perché diventano indigesti.
      Un caro saluto

  13. ha commentato:
    -

    Ciao io mangio mangio molto rido integrale se lo metto ammollo con succo di limone su 150g da crudo quanto limone va’, ??? o quanti cucchiai di aceto grazie??

    • ha commentato
      -

      Ciao Fiorella,
      benvenuta sul blog! 🙂
      L’ammollo va fatto con acqua e aceto o succo di limone.
      Per ogni tazza d’acqua di ammollo si aggiungono 2 cucchiai di aceto di mele o il succo di mezzo limone.
      Un caro saluto

      • ha commentato:
        -

        Si fiorella ma quanto tempo deve stare in ammolo e au 150,g di riso quanta acqua ci si deve mettere?

        • ha commentato
          -

          Ciao Fiorella,
          l’ammollo deve essere di 4-5 ore (va bene anche tutta la notte se li metti dalla sera prima). La quantità di acqua non va misurata con precisione, l’importante è che sia abbondante, abbastanza da coprire completamente il cereale.
          Un caro saluto

  14. ha commentato:
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    su 150 grammi quanti deve essere messa di acqua??

    • ha commentato
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      Ciao Sandro,
      l’acqua deve essere abbastanza da coprire completamente il cereale, non c’è una misura precisa.
      Un caro saluto

  15. ha commentato:
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    Buonasera a tutti! X quanto riguarda l’assorbimento del ferro… la vitamina C lo migliorerebbe… x cui sarebbe sufficiente consumare peperoncino crudo insieme a carne e verdure o insieme ai legumi x facilitarne l’assorbimento? Io sono di costituzione calda e comunque da anni consumo quotidianamente e moderatamente il peperoncino perchè mi piace molto… oppure se condissi la verdura tipo bietole, spinaci, cicorie… con un po ‘ di succo di limone e ovviamente olio evo potrebbe andar bene x facilitare l’assorbimento del ferro contenuto in alcune delle verdure stesse o nella carne o legumi consumati nello stesso pasto? Avrei un’ultima domanda… i legumi precotti contengono più fitati? Ho fatto un po di ricerche e alcuni sostengono che vengono ammollati prima della cottura e del confezionamento… x cui nn dovrebbero contenerne… altri sostengono il contrario.. sciacquandoli eliminerei l’eccesso di sale ma i fitati? Anche se indubbiamente i legumi secchi o freschi sarebbero la scelta migliore… come devo comportarmi con quelli precotti? Oltre a preferire quelli in barattolo di vetro e non in lattina…. grazie! Baci

    • ha commentato
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      Ciao Annamaria,
      vediamo un po’…
      il peperoncino crudo è troppo squilibrato. E’ un alimento troppo riscaldante, che dopo un po’ darebbe chiari segni di calore e infiammazione, soprattuto se hai una costituzione di base calda. Le verdure con limone vanno bene, ma non esagerare con spinaci e bietole, perché contengono ossalati e sono un po’ acidificanti. Meglio cicoria, catalogna, insalate. Consuma legumi freschi ogni volta che puoi e cerca di limitare il consumo di quelli precotti, che contengono davvero poco nutrimento. I legumi vanno ammollati e cotti a lungo con alghe e spezie, questo tipo di cottura completa, lunga e lenta è essenziale e non puoi farla con quelli precotti.
      Un caro saluto

  16. ha commentato:
    -

    con i semi di chia come si fa l’ammollo?

  17. ha commentato:
    -

    cioe’ una volta ammollati diventano una crema,quindi bisogna risciaquarli o vanno bene cosi come vengono? grazie

    • ha commentato
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      Ciao Pasquale,
      puoi metterli in ammollo con pochissima acqua (quel tanto che basta per coprirli), per farli ammorbidire e per creare il gel (che va consumato insieme ai semi). Non devi scolarli ma mangiare tutto.
      Un caro saluto

  18. ha commentato:
    -

    Ciao nn ho capito una cosa ma se io alle 17! X esempio mi faccio uno snack di mandorle oppure una tazza di cacao amore il ferro di questi alimenti assunti da soli ed a digiuno viene assorbito il loro ferro?

    • ha commentato
      -

      Ciao Mirko,
      sì, ma le mandorle devi sempre metterle a bagno prima di consumarle.
      Poi avrei alcuni dubbi sulla tazza di cacao amaro: un po’ troppo riscaldante e squilibrata…Rischieresti di avere più danni che benefici.
      Un caro saluto

  19. ha commentato:
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    Allora diciamo unz tazza fredda di latte di avena con 10 g di cacao in polvere CRUDO!?

    • ha commentato
      -

      Ciao Mirko,
      meglio mettere da 1/2 a 1 cucchiaino di cacao crudo in una tazza di tè verde tiepido con spezie e olio di cocco e prenderla al mattino come bevanda energizzante. In questo modo è più completa del semplice latte e cacao.
      Oppure puoi usare il cacao crudo per preparare dei dolcetti crudisti o spolverarne un po’ sulla frutta.
      Un caro saluto

  20. ha commentato:
    -

    Ciao Raffaella vorrei chiederti una conferma. La tostarura dei semi di girasole posso farla in forno? Rispetto a quella in padella mi sembra più veloce e pratica. Se si a quale temperatura imposto il forno?

    • ha commentato
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      Ciao Francesco,
      sì, puoi farla in forno a 150-160 gradi (forno preriscaldato).
      Un caro saluto

  21. ha commentato:
    -

    Buongiorno Raffaella leggevo un suo commento precedente dove sconsiglia il consumo di yogurt con semi oleosi e frutta. Io al mattino preparo la crema cousmine, sostituendo lo yogurt con il kefir, e quindi con frutta e semi oleosi: vorrei sapere quali sono le controindicazioni. Un saluto e grazie

    • ha commentato
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      Ciao Stefania,
      se il kefir è di latte pastorizzato è un prodotto troppo caldo e grasso.
      Il kefir d’acqua è migliore, ma ha i suoi problemi: sviluppa facilmente delle fermentazioni anomale che possono a lungo andare dare mal di pancia, creare gonfiore e umidità e rallentare la digestione.
      Non è adatto soprattutto alle costituzioni calde e con muco e non per uso quotidiano.
      Puoi comunque preparare la crema Budwig della dottoressa Kousmine, ma fare una versione “rivisitata” con semi, olio di cocco, frutta, bacche di goji e spezie (senza aggiungere yogurt o kefir).
      Un caro saluto

      • ha commentato:
        -

        Grazie Raffaella, la mia credo sia una costituzione fredda, me lo sconsiglia lo stesso? Ne ho letto come di un toccasana grazie ai numerosi tipi di fermenti presenti nelle colonie.
        Il kefir che utilizzo è di latte pastorizzato e lo produco io con le colonie di fermenti. Quale latte mi consiglia di utilizzare? Riducendo molto il consumo di formaggi di cui ero una divoratrice quotidiana ho adottato il kefir di latte sia per l’apporto di calcio oltre al piacere nel mangiare questo particolare “yogurt”.
        Ho provato anche il kefir d’acqua ma non gradivo l’indispensabile uso di zucchero bianco nella preparazione; dico bianco perché sia nei miei tentativi che in quelli di amici l’uso di altri zuccheri, miele compreso, riduceva la vitalità delle colonie.

        • ha commentato
          -

          Ciao Stefania,
          noi non incoraggiamo l’uso di latte pastorizzato e come ti ho detto non siamo fan del kefir, abbiamo riscontrato che può dare problemi. In ogni caso quello che conta è la tua esperienza, fai sempre attenzione a come ti senti e se noti problemi di gonfiore prova a sospendere. Inoltre potresti provare a farlo con latte di mandorla (per non usare il latte pastorizzato) e magari non consumarlo quotidianamente.
          Un caro saluto e grazie per aver condiviso la tua esperienza

  22. ha commentato:
    -

    quanto devo essere messi un ammollo noci e mandorle tempo?? avete una lista!!

    • ha commentato
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      Ciao Sandro,
      per 4 ore in acqua e succo di limone.
      La lista completa è sul Ricettario di Base di Energy Training che ricevi iscrivendoti.
      Un caro saluto

  23. ha commentato:
    -

    Le mandorle senza buccia, e i semi decorticati vanno messi in ammollo lo stesso?

    • ha commentato
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      Ciao Giusy,
      sì, ma per meno tempo. Basta un’ora di ammollo.
      Un caro saluto

  24. ha commentato:
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    Vorrei sapere come mangiare i semi di sesamo e simili. Crudi no, per via dell’acido fitico, tostati no perchè sviluppano sostanze cancerogene e ne distruggo i nutrienti, interi no altrimenti non si assimilano, se li metto a bagno col limone non li posso piu’ macinare. Ho pensato di mangiarli a colazione o a merenda macinati , cosi’ non interferiscono coi pasti principali, faccio bene?

    • ha commentato
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      Ciao Laura,
      piacere di conoscerti e benvenuta sul blog.
      I semi di sesamo vanno tostati ( devono essere dorati, non neri e bruciacchiati) e tritati, così puoi assimilarli bene. Puoi metterli sulle verdure oppure puoi preparare il gomasio e metterlo sui cereali (gomasio). Gli altri semi oleosi (mandorle, noci, noci Pecan, semi di girasole, semi di zucca…) vanno messi a bagno in acqua e aceto di mele o acqua e succo di limone o semplice acqua, a seconda del tipo. Ti interessa sapere l’ammollo di qualche seme oleoso in particolare?
      Un caro saluto

      • ha commentato:
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        Grazie per la celere risposta. Allora ricapitolando: i semi di sesamo non vanno messi a bagno e basta una leggera tostatura. Ma i semi di zucca acquistati già tostati hanno ancora acido fitico? Poi i semi di chia, ho letto che bisogna metterli a bagno in poca acqua , per quanto?, e poi bere il tutto, ma come viene eliminato l’acido fitico cosi’? E ancora una cosa. Consumo regolarmente cereali integrali che metto a bagno con l’aceto di mele non pastorizzato, ma il miglio decorticato non lo ammollo mai perchè se è decorticato in teoria è come se fosse raffinato, faccio bene?

        • ha commentato
          -

          Ciao Laura,
          la tostatura industriale dei semi fa irrancidire i suoi grassi, quindi ti sconsigliamo di acquistare semi già tostati. Per quanto riguarda i semi di chia, dato che è impossibile metterli in ammollo e poi scolarli (è importante consumare anche il gel che si forma con l’ammollo), solo in questo caso facciamo eccezione, tanto se ne usano pochi e l’effetto positivo delle proteine sane supera quello dell’acido fitico. Laddove si può ammollare e scolare è sempre meglio farlo. Il miglio decorticato puoi non ammollarlo.
          Un caro saluto

  25. ha commentato:
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    HELP! Ho comprato il miglio bruno integrale. Ma non mi sono chiare le modalità di preparazione. Ad esempio va messo a bagno? Come si cucina? Leggendo la confezione sembra che si possa mangiare addirittura crudo aggiunto al muesli….non sono indicati tempi di cottura, se cottura c’è. Aiutami, grazie.

  26. ha commentato:
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    Ciao Raffaella, rubo un attimo del tuo tempo se puoi rispondermi. Riguardo alla frutta secca come mandorle, nocciole, ecc. acquistandole già tostate, c’è sempre traccia dei fitati oppure vengono eliminati? Grazie e complimenti per la disponibilità.

    • ha commentato
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      Ciao Fabrizio,
      piacere di conoscerti e benvenuto sul blog.
      Ci vuole l’ammollo, la tostatura non elimina i fitati, anzi peggiora la situazione, soprattutto se è fatta in modo industriale e con oli di cattiva qualità (che spesso si trovano nei semi oleosi confezionati).
      Un caro saluto

  27. ha commentato:
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    Ciao Raffaella, rubo un attimo del tuo tempo se puoi rispondermi. Riguardo alla frutta secca come mandorle, nocciole, ecc. acquistandole già tostate, c’è sempre traccia dei fitati oppure vengono eliminati? Grazie per la disponibilità e complimenti per tutto.

  28. ha commentato:
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    Salve, ho letto che alcuni siti come rimedio contro la stitichezza consigliano di ammollare i semi di lino e poi berne l’acqua perchè ricca di mucillagini. Secondo voi è una buona pratica abituale o rischio di bere troppi fitati? Oppure meglio consumare i semi ammollati e buttare l’acqua?

    • ha commentato:
      -

      Ciao Fabrizio,
      le mucillaggini possono essere un ottimo rimedio. Meglio comunque mettere i semi di lino in ammollo in acqua bollente e poi bere solo l’acqua e lasciare i semi che potrebbero dare irritazione.
      Aiuta l’intestino bevendo acqua calda durante il giorno e donagli tanta idratazione consumando ghi e olio di cocco. Inoltre nel nostro shop online trovi una sezione con prodotti specifici per la cura e la salute di stomaco ed intestino. Un caro saluto.
      https://www.energyfoods.it/stomaco-e-intestino/

  29. ha commentato:
    -

    Salve, vorrei sapere se anche i semi pelati hanno bisogno di ammollo. Esempio: mandorle pelate piuttosto che mandorle soltanto sgusciate.
    Grazie
    Linda

    • ha commentato:
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      Ciao Linda,
      normalmente le mandorle pelate non avrebbero bisogno di ammollo, ma per maggiore sicurezza noi consigliamo un preventivo ammolo di circa mezz’ora.
      Un saluto

  30. ha commentato:
    -

    I semi di zucca li metto in ammollo per una notte in acqua e poi li metto al sole su una finestra per un giorno e si asciugano. Faccio bene? E poi ho messo bagno una notte i semi di lino , ho provato a scolarli ma non ci sono riuscita perchè hanno fatto la mucillagine, ho provato a tritarli ma è stato impossibile sempre per via della mucillagine. Quindi come faccio a eliminare l’acido fitico? e poi i semi di lino irritano o si possono mangiare tranquillamente?

    • ha commentato:
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      Ciao Laura,
      per i semi di zucca ok, per quanto riguarda i semi di lino puoi tritarli senza ammollarli ma vanno consumati senza esagerare proprio perché non si riesce ad eliminare l’acido fitico. Un caro saluto

  31. ha commentato:
    -

    Buongiorno, volevo chiedere delucidazioni riguardo i semi di chia. Io li metto a bagno in un pochino d’acqua per qualche ora e poi li mangio in corrispondenza dei pasti. Ma ora mi è sorto un dubbio. Interferiscono con l’assorbimento del ferro? Mi era sembrato di sentire a geo e geo su rai tre che non contenessero acido fitico, ciò è vero?

    • ha commentato:
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      Ciao Laura,
      i semi di chia contengono acido fitico e possono interferire con l’assorbimento del ferro. Noi consigliamo di consumarli non più di due volte a settimana soprattutto come alternativa proteica facendo attenzione a non usarli contemporaneamente ad altri cibi proteici (carne, formaggi, uova). Se non hai carenza di ferro puoi consumarli in tutta tranquillità senza abusarne. In caso contrario è consigliabile sospenderne l’uso e seguire per almeno un mese il regime RESET che proponiamo nel nuovo programma. Un caro saluto

  32. ha commentato:
    -

    Salve! Ho spesso carenza di ferro, emoglobina ed ematocrito bassi. Mangio regolarmente mandorle,noci come spuntino. Assumo carne rossa circa due volte a settimana. Nei restanti giorni uova, tacchino e formaggio una o due volte preferendo il parmigiano.3 frutti di stagione al giorno e come verdure cetrioli o zucchine,finocchi . Purtroppo tollero ben poco le verdure. Nonostante tutto sono sempre anemica. Cosa posso fare?Ho preso anche del ferro unito alla vitamina C Grazie mille

    • ha commentato:
      -

      Ciao Maria,
      le cause di carenza di ferro possono essere varie: oltre a cattive abitudini alimentari, potrebbe esserci di fondo un’incapacità dell’intestino di assorbire il ferro e altri nutrienti a causa di un’alterazione della flora batterica. Dici di non tollerare certe verdure: questo potrebbe essere sintomo di un intestino infiammato e non colpa delle verdure. L’ideale è che tu possa provare il Reset che trovi dettagliatamente spiegato nel nostro nuovo programma. Una sospensione di almeno un mese da carboidrati, cereali compresi, latte e latticini, glutine, e alimenti troppo infiammanti. E’ la via migliore per placare l’infiammazione e permettere all’intestino di assorbire correttamente il ferro. Un caro saluto

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