Colesterolo: cos’è, a cosa serve e le nuove scoperte scientifiche


colesterolo

Nonostante le miriadi informazioni che circolano sul temuto colesterolo, vorrei aiutarti a fare chiarezza e aggiornarti su ciò che in merito da tempo si sa nella comunità scientifica.

Molto infatti è stato scoperto e ciò che per medici e addetti ai lavori è ormai scontato, non lo è affatto per la maggioranza di noi.

Questo è il primo di tre articoli in cui approfondiremo tutto quello c’è da sapere in merito.

Cos’è il colesterolo?

Il colesterolo è una materia grassa che si trova per lo più nel rivestimento della membrana di ogni nostra cellula, mentre una parte scorre disciolta nel sangue.

È composta da:

  • molecole di colesterolo vere e proprie
  • proteine
  • trigliceridi o comunemente detti acidi grassi

Il prevalere o meno di ciascun elemento di questo mix rispetto agli altri determina, come vedremo nel prossimo articolo, la natura “buona” o “cattiva” del colesterolo.

A cosa serve il colesterolo?

Il colesterolo è una componente vitale per il nostro organismo e questo non viene sottolineato mai abbastanza. Svolge compiti di primaria importanza.

Interviene:

  • nella costruzione della membrana cellulare specie del sistema nervoso
  • nella sintesi delle vitamine, un modo particolare della vitamina D

Inoltre è coinvolto nella produzione di:

  • ormoni surrenali (cortisolo)
  • ormoni sessuali maschili (testosterone) e femminili (estrogeni)
  • acidi della bile utili per la digestione dei grassi

Perché se ne fa un gran parlare?

Per vari decenni il nome colesterolo è stato legato in modo indissolubile e superficiale, alla patologia che causa il maggior numero di decessi in assoluto: l’aterosclerosi, malattia che colpisce più o meno tutti nel mondo Occidentale. Si è visto che essa pone le sue basi addirittura sin dai primi anni dell’infanzia.

Che cos’è l’aterosclerosi?

È una malattia degenerativa che colpisce in modo particolare le arterie iliache, coronariche e carotidi con una lenta ma progressiva calcificazione a seguito di depositi di placche. Queste sono di materiale in gran parte grasso, di colore bianco o giallognolo e nei casi più gravi formano delle vere e proprie masse che ostruiscono il regolare flusso sanguigno verso organi vitali come cuore e cervello.

Quando nelle arterie coronarie il flusso viene gravemente ridotto, si verifica un attacco cardiaco (infarto del miocardio). Se invece viene ridotto nelle arterie carotidi, si verifica un ictus cerebrale.

Data la gravità e purtroppo la grande diffusione dell’aterosclerosi, si è fin troppo demonizzato il colesterolo, ritenendo a torto, che alti livelli riscontrati nel sangue (ipercolesterolemia) fossero la causa primaria di aterosclerosi e dunque di attacchi cardiaci e ictus.

Fine di una credenza

Il buon livello di conoscenza raggiunto negli ultimi anni sulla malattia, libera il colesterolo dall’essere visto come l’unico protagonista sul banco degli imputati di questa patologia dagli esiti spesso mortali.

Medici e studiosi sono ormai concordi nell’affermare che:

I depositi arteriosclerotici non sono causati dall’ipercolesterolemia.

L’aumento di colesterolo non è la causa della calcificazione delle arterie ma una conseguenza. È semmai il segnale del cattivo stato, della debolezza delle nostre arterie e che la malattia (aterosclerosi) si sta sviluppando.

Le arterie, queste sconosciute

Immaginale come dei tubi di irrigazione robusti e flessibili che con la forza della pressione, trasportano il sangue dal cuore alle varie parti del corpo.

La sfida per non incorrere in malattie degenerative come l’aterosclerosi, è tenerle elastiche, pulite, libere da incrostazioni, dalle temute placche che si formano sulle pareti interne delle arterie (endotelio).

I depositi arteriosclerotici in realtà sono una sorta di meccanismo riparatore messo in atto dall’organismo per tamponare le microlesioni delle arterie.

Il colesterolo è infatti per il 75% autoprodotto dal corpo, è il cosiddetto colesterolo endogeno. Solo il 25% è la parte esogena, che proviene cioè dall’alimentazione quotidiana, quasi esclusivamente derivante dal consumo di grassi animali.

Si stima che dall’alimentazione ne ricaviamo tra 0,1 e 0, 5 grammi al giorno, contro gli 1 o 2 grammi prodotti quotidianamente dal nostro organismo.

Il colesterolo endogeno viene prodotto per la quasi totalità dal fegato. È lui che decide quanto produrne in base ai segnali che giungono dalle varie parti del corpo.

Per essere trasportato in tutti gli organi e tessuti, il colesterolo si lega a delle particolari proteine che lo rendono solubile: le lipoproteine. È sotto questa veste che la materia grassa viene trasportata nel flusso sanguigno.

Il Dott. Rath, paladino della medicina cellulare, con i colleghi dell’Università di Amburgo ha condotto degli studi sulla concentrazione di lipoproteine di tipo A nelle pareti delle arterie. La scoperta è stata chiarificatrice: ha constatato che vi erano tante lesioni quante particelle di lipoproteina A.

Il che sta ad indicare come al fegato giunga il segnale di danneggiamento delle pareti arteriose e come lui provveda a ripararle con un aumento di produzione di un certo tipo di colesterolo, composto da particelle adesive che ben si radicano e otturano le micro fessure.

Il colesterolo ha dunque anche un ruolo riparatore delle arterie danneggiate. Più queste sono lesionate e fragili, più il metabolismo è indotto a produrre molecole di colesterolo dal fegato.

Un dato che ci induce a riflettere e ci aiuta a liberarci dalla paura di consumare grassi animali.

Non perdere il prossimo articolo: conosceremo più da vicino le lipoproteine e vedremo come leggere e interpretare i valori del colesterolo.

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