Dipendenza dal cibo: la strategia infallibile per uscirne6 min read

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La dipendenza è quella schiavitù senza speranza che ci lega ad una categoria di alimenti e che non ci consente di staccarcene.

Lo sappiamo, è evidente quanto stiamo bene quando proviamo a staccarcene, l’orizzonte si schiarisce e intravediamo la luce!

Poi però è più forte di noi, ci ricadiamo sempre, in un modo o nell’altro.

Come un cane alla catena, proviamo a correre ma poi la catena ci riporta sempre con le buone o con le cattive, al punto di partenza.

Esattamente come quell’amico che abusa di cocaina senza ritegno e che disprezziamo profondamente, come si fa a non rendersi conto che si sta distruggendo la vita ci diciamo… io non lo farei mai!

Eppure, anche noi abbiamo la nostra bella “droga” quotidiana che ci teniamo stretta stretta e che siamo convinti di non poter mollare.

E allora ci diamo mille giustificazioni per quella catena.

Mille serie motivazioni per quell’abuso che ci concediamo!

Diverse linee di ragionamento una più convincente dell’altra: innanzitutto non la vediamo come una catena: ma siamo pazzi?

Per me la libertà è la cosa più importante ergo la mia è una scelta precisa: IO SONO UN ESSERE LIBERO E SOVRANO e lo sto facendo con consapevolezza, mi va e basta, smetto quando voglio!

Sicuramente io non sono un tipo che perderebbe il controllo per qualcosa!

Oppure iniziamo a lamentarci come bambini: sono cibi che mi piacciono, questa vita è già uno schifo perché dovrei privarmi di questa gioia?

Che vita sarebbe senza?

La carta dello scetticismo è sempre dietro l’angolo: che problema potrà mai darmi questo cibo che mangio tutti i giorni a tutte le ore del giorno?

Siamo proprio sicuri che sia lui la causa dei fastidi che avverto, non è possibile… lo fanno tutti e nessuno è morto per questo.

Ma che davvero le mie nevrosi, la mancanza di concentrazione e il mio sentirmi una miccia pronta ad esplodere dipende da questo?

Ma siamo seri!

Ci sarà sicuramente qualcosa di molto più subdolo e cattivo a cui dare la colpa: sono gli impegni di questa vita che non mi corrisponde, colpa del governo, dell’inquinamento globale, del riscaldamento globale, delle “cavallette” direbbe John Belushi!

Infine se inizia a venirci il dubbio che dipenda da noi, allora abbiamo pronta la carta del blocco insormontabile: si lo so, so tutto, ho tutto chiaro, però è difficile, terribilmente difficile… arriverà il giorno che mi impegnerò ma non ora, ora sono fragile, stanco, in difficoltà, ho diecimila problemi che mi fanno soffrire e mi costringono a rifugiarmi lì, per favore abbi pietà di me, voglio il tuo compatimento.

Io ci provo ma non ci riesco

Ora chiariamo una prima cosa semplice, c’è solo una categoria di alimenti che è in grado di scatenare una reazione simile a quella degli oppiacei, dell’alcool e del fumo delle sigarette: LO ZUCCHERO!

Declinato in ogni possibile variante: pane, pasta, pizza, biscotti, merendine, cracker, patate e patatine, fette biscottate, riso e risotti e poi dolci, gelati, cioccolata, caramelle, frutta, frutta secca (datteri, uvetta…).

Tutte le infinite forme di questo delizioso nutriente, l’unico in grado di scatenare l’inferno e toglierci ogni potere e ogni libertà.

Perché succede questo?

Perché lo zucchero colpisce i recettori del cervello gli stessi che rispondono ad oppiacei e morfina, quindi quando lo mangiamo ci rende “felici”, una forma di felicità semplice, un pò ottusa ma tanto rasserenante.

E poi una volta che ha creato l’aggancio, la catena è fissata e nel giro di un pò di tempo non ce ne possiamo liberare più, troppo forte il desiderio di provare subito quella strana felicità un pò tonta!

E’ una felicità intensa ma breve e nel giro di un pò di tempo le dosi di zucchero devono aumentare.

Nessun altro nutriente è in grado di scatenare dipendenza: non puoi esagerare con le proteine semplicemente ti accorgi che sei arrivato, non puoi esagerare con i grassi perché ti prende una grande nausea e senti subito pienezza, difficile esagerare anche con le verdure, ti accorgi che se esageri ti gonfi.

Invece lo zucchero, e questo è il secondo problema, non ci sazia mai!

Solo la vergogna può farci smettere di mangiarlo, altrimenti potremmo andare avanti ad oltranza e spesso succede.

Quindi la nostra è una dipendenza ne più e né meno come alcool, fumo ed eroina e cocaina, abbiamo perso la libertà e il ben dell’intelletto e abbiamo bisogno di trovare una EXIT STRATEGY, una via per uscirne.

Ora io sono contro tutte le demonizzazioni e non mi piacciono quelle correnti di pensiero che iniziano a demonizzare categorie di cibo escludendole del tutto dalla dieta.

Trovo che siano approcci troppo rigidi e che cadere nell’estremismo non aiuta.

Quindi non voglio creare un nuovo nemico, dopo la demonizzazione di proteine e grassi è l’ora dello zucchero!

E allora che mangiamo? Insomma mettetevi d’accordo qui sembra che tutto faccia male!

Quando fai un eccessivo terrorismo il risultato è che di fronte alla paura dici; se tutto mi fa male e gli esperti sono pure in disaccordo, io continuo con le mie abitudini e mi rimpinzo di zucchero tanto che cambia?

Di qualcosa dobbiamo pur morire, meglio farlo per qualcosa che ci piace.

No, il problema non è il cibo killer, ma l’ABUSO che ne abbiamo fatto, un abuso tale da creare addirittura dipendenza e da farci diventare completamente schiavi.

Mica tutti quelli che bevono un bicchiere di vino sono alcolizzati, però è chiaro che con l’alcool non si scherza e che se iniziamo ad abusarne ne diventeremo dipendenti.

Ora come si esce da una dipendenza?

Come dicevo dobbiamo avere una strategia:

  • Riconosci di avere un problema di dipendenza
  • Adotta gli antidoti, cioè consuma proteine e grassi, più né mangi meno zuccheri desideri
  • Inizia il pasto sempre da un piccolo piatto proteico, è la tua salvezza quotidiana, ti farà diminuire lo zucchero senza accorgerti
  • Prova a fare un giorno sugar free e inizia a farne uno ogni settimana
  • Poi fai due giorni di seguito, meglio se quando lavori
  • E continua così, assaporando settimana dopo settimana il risveglio di corpo e mente
  • Infine quando ti senti pronto pianifica le tue 4 settimane sugar free, i tuoi 28 giorni di totale libertà, tutti di seguito, e vedrai che succede!

Proteine e grassi ti renderanno il distacco più facile ed indolore.

I primi giorni ti fanno toccare con mano quanto lo zucchero influenzi il tuo corpo e il tuo cervello e di come sia una vita senza.

I 28 giorni invece sono la completa cura disintossicante e liberante dopo la quale non avrai più dipendenza ma solo libertà, consapevolezza e scelta.

Dopo questo tempo sugar free che io chiamo nel mio metodo il RESET, anche se introdurrai nuovamente dello zucchero, avrai tu il comando e potrai decidere se e quanto zucchero mangiare senza diventarne più schiavo.

Avrai la vera libertà di mangiare ciò che vuoi per sentirti davvero al massimo senza paure o catene.


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Devi Francesca Forcella

Devi Francesca Forcella

Educatrice, naturopata e Fondatrice e Direttrice di “Energy Training” – il Programma di alimentazione e salute naturali più seguito in Italia – ha insegnato alimentazione e cucina naturali a centinaia di persone durante innumerevoli corsi e consulenze individuali.

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