Fegato grasso: dieta e rimedi naturali per rimetterlo in forma

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La steatosi epatica non alcolica (NAFLD), conosciuta meglio come malattia del “fegato grasso”, è considerata la patologia epatica più comune nel mondo occidentale.

In America colpisce ogni anno milioni di persone.

Si stima che ne sia affetto il 25% della popolazione e la percentuale che riguarda i bambini è in costante aumento.

Il fegato, depuratore instancabile

Il fegato, dalle dimensioni più o meno di un pallone da calcio, è il tuo organo interno più grande.

È responsabile di funzioni cruciali come digerire il cibo, immagazzinare energia, vitamine e minerali essenziali come, ad esempio, il ferro.

Rimuove le tossine dal sangue e scompone sia l’alcol sia le sostanze chimiche contenute nei farmaci.

Lavora instancabilmente per purificare il sangue e produrre la bile necessaria per digerire i grassi.

Cos’è la steatosi epatica

Quando il grasso accumulato nel fegato costituisce il 5-10 percento del peso dell’organo, è allora che viene diagnosticata la steatosi epatica.

Nelle persone che ne soffrono, gli epatociti, le cellule del fegato, hanno difficoltà a smaltire in modo corretto il flusso delle varie particelle di grasso che arrivano ed escono continuamente dal fegato.

Si viene a creare, in poche parole, uno squilibrio tra l’assorbimento e l’eliminazione dei grassi.

Prima di analizzare i due tipi di steatosi epatica, per meglio comprendere l’origine di questa patologia così diffusa, occorre capire in breve ma bene, il ruolo del fegato nel metabolizzare i grassi che ingeriamo dalla nostra alimentazione.

Consumi pochi grassi e mangi tutto poco condito? C’è una sorpresa per te.

Se non sei un biologo forse ti stupirà sapere che è inutile ridurre drasticamente il consumo di grassi dalla tua dieta, perché il fegato trasforma in trigliceridi (sostanze formate da tre molecole di acidi grassi e una di glicerolo) anche gli zuccheri derivati dai carboidrati in eccesso.

Quindi anche se tu mangi pasta, pane, pizza, o il migliore riso biologico integrale senza aggiungere un filo d’olio, hai comunque fatto il pieno di glucosio e inviato al fegato ugualmente una buona dose di grassi, con l’aggravante che questi non sono nemmeno di buona qualità.

Si tratta di macromolecole di VLDL (Very Low Density Lipoproteins), uno dei vari tipi di lipoproteine, che il fegato produce per consentire ai tipi di grasso (colesterolo, trigliceridi e fosfolipidi), di viaggiare nel flusso sanguigno.

Sono composte per la maggioranza di trigliceridi destinati alle cellule e una volta terminato il loro compito, mutano in LDL (Low Density Lipoproteins), le particelle che rilasciano il colesterolo “cattivo”.

Morale: più carboidrati consumi durante il giorno, più il tuo fegato produrrà particelle di colesterolo “cattivo”.

Non tutto il grasso è male

 

fegato grasso

Il fegato ha bisogno, contrariamente a quanto si crede, di grassi di buona qualità HDL (High Density Lipoproteins) per produrre la bile ed emulsionare in modo corretto i grassi “di prima mano” che assumi dal cibo.

Solo se sono ben emulsionati, possono essere assimilati dall’intestino tenue. Questo sintetizza altri trigliceridi e HDL, che attraverso i vasi linfatici e il flusso sanguigno, raggiungono le cellule del fegato.

La cosa importante è che durante il loro percorso, le HDL riassorbono il colesterolo cattivo, rimuovendolo anche dalle placche arteriose e sarà materiale che il fegato userà per produrre bile e sali biliari.

Mi sono dilungata nell’illustrare questo doppio percorso dei grassi, per farti comprendere quanto l’essere avari nell’accompagnare i piatti con grassi sani, o peggio eliminarli dalla dieta, possa essere dannoso e controproducente e dare man forte al fenomeno del “fegato grasso”.

In carenza di grassi, il fegato oltre a non riuscire a produrre la bile necessaria, interpreta questo come un segnale di allarme, di carestia e provvede a rimediare.

In che modo?

Estrae continuamente trigliceridi dai carboidrati, un tipo di grassi molto insidiosi che:

  • costringono il fegato a produrne un surplus di colesterolo ossidato e a trattenerlo e stoccarlo con cura dando vita al fenomeno del “fegato grasso”
  • si infiltrano in tutti gli altri organi viscerali
  • aumentano il grasso addominale e si comportano come una ghiandola ormonale rilasciando pericolosi agenti infiammatori
  • squilibrano il livello di acidità ed infiammazione nel corpo
  • creano infiammazione nel fegato che può vedere compromessa la sua capacità di funzionare

Uno studio pubblicato sulla rivista Hepatobiliary Surgery and Nutrition, ha concluso che un consumo eccessivo di carboidrati contribuisce direttamente e con maggiore probabilità, al fenomeno della steatosi epatica (NAFLD), rispetto all’assunzione di grassi nella dieta. (1)

È insomma una ruota che gira sempre nella stessa direzione, quella della malattia: l’ipercolesterolemia, la steatosi epatica, l’obesità.

Dopo questa doverosa digressione, ti sarà più chiaro come si vada incontro alla steatosi epatica e come questa non sia causata solo da un consumo eccessivo di alcool.

La steatosi epatica alcolica è il risultato di un consumo eccessivo di alcolici. Il sangue non è in grado di metabolizzare correttamente l’alcol, che va a danneggiare il tuo fegato. Questo può anche essere una condizione ereditaria e lo puoi scoprire solo sottoponendoti ad un test nutrigenetico.

La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è invece il tema di questo articolo e deriva da un accumulo eccessivo di acidi grassi nel fegato dovuto ad una dieta alimentare troppo sbilanciata verso i carboidrati, grassi di pessima qualità (grassi trans, idrogenati, oli vegetali, margarina) e carenza di quelli di ottima qualità (olio di cocco, ghi, olio extravergine di oliva).

Quali altre cause?

C’è un altro mito da sfatare nell’ambito di una alimentazione che crediamo corretta: un eccessivo consumo di frutta.

Se è vero che è una fonte di vitamine e fibre, non possiamo ignorare il suo contenuto di fruttosio.

L’eccesso di fruttosio è una delle cause principali della malattia del fegato grasso non alcolico

 

fegato grasso

Il fruttosio non è presente solo nella frutta.

È uno zucchero presente quasi ovunque: nello sciroppo di mais, nel succo di frutta, nello sciroppo d’agave e nel miele, nelle caramelle, merendine e snack e in molti cibi confezionati (anche biologici).

L’effetto del fruttosio sul fegato, è molto simile a quello dell’alcool e a differenza del glucosio, che può essere utilizzato praticamente da ogni cellula del corpo, il fruttosio può essere metabolizzato solo dal fegato.

Consumare cibi ricchi di fruttosio, finisce per danneggiare il fegato allo stesso modo dell’alcool.

Il fruttosio come l’etanolo

Secondo il dottor Robert Lustig, un neuroendocrinologo della Divisione di Endocrinologia dell’Università della California, il fruttosio è una tossina epatica che crea una dipendenza cronica.

Le sue scoperte sono state pubblicate sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, in cui spiega le tre somiglianze tra il fruttosio e il sottoprodotto della fermentazione dell’alcool, l’etanolo.

  1. Entrambi servono come substrati per convertire i carboidrati nella dieta in grassi, e promuovono l’insulino-resistenza, la dislipidemia (livelli anomali di grasso nel sangue) e il “fegato grasso”.
  2. Il fruttosio subisce la reazione di Maillard con le proteine, portando alla formazione di radicali liberi che possono provocare infiammazione del fegato simile all’acetaldeide, un metabolita intermedio di etanolo.
  3. Il fruttosio crea assuefazione e possibile dipendenza come l’etanolo.

Una bevanda zuccherata al giorno aumenta il rischio di steatosi epatica

Uno studio della Tufts University ha rivelato che coloro che consumano almeno una bevanda zuccherata ogni giorno, presentano un rischio maggiore di danni al fegato e NAFLD. (2)

La steatosi epatica nei bambini

Le bevande zuccherate sono probabilmente uno dei fattori principali nel motivo per cui anche i bambini stanno sviluppando in modo preoccupante, il fenomeno del “fegato grasso”.

Quasi il 10 percento dei bambini negli Stati Uniti ha la steatosi epatica (NAFLD).

L’1% coinvolge bambini dai 2 ai 4 anni, il 17% dai 15 ai 19 anni. Circa il 38% dei bambini obesi soffre di questa patologia.

I bambini con NAFLD sono particolarmente a rischio di complicanze e prognosi sfavorevole, inclusa la necessità di un trapianto di fegato in età adulta.

Nel lungo periodo la steatosi epatica se non curata, è probabile che progredisca in malattie più gravi come la fibrosi epatica (accumulo di tessuto anormale fibroso), la cirrosi (accumulo di tessuto cicatriziale) e la steatoepatite (NASH).

I prodotti chimici possono contribuire alla malattia del “fegato grasso”

Una ricerca presentata alla riunione annuale 2015 della Endocrine Society a San Diego, in California, ha rivelato che sostanze chimiche, in particolare il bisfenolo-A (BPA), potrebbero contribuire alla malattia del “fegato grasso”.

L’esposizione alle tossine

Entriamo tutti in contatto ogni giorno con varie forme di tossine attraverso l’aria che respiriamo, i cibi che mangiamo e i prodotti che usiamo.

I prodotti chimici, gli insetticidi, i prodotti di bellezza sintetici, il fumo, danneggiano le cellule del fegato.

Gli alimenti trasformati e confezionati, fonte comune di BPA e ftalati, in particolare in lattina, ma anche di alimenti confezionati in pellicola, sono dannosi per il fegato.

Bassi livelli di vitamina E

Uno studio ha testato l’ipotesi che un basso livello di vitamina E possa essere collegato a malattie del fegato.

In effetti si è scoperto che nei topi, bassi livelli di vitamina E, hanno causato un aumento dello stress ossidativo e della concentrazione di grasso epatico.

Sintomi della steatosi epatica

Il fenomeno del fegato grasso, è silente e asintomatico, non ci sono sintomi.

Solo dopo anni o addirittura decenni, possono emergere alcuni segnali, che includono:

  • stanchezza
  • perdita di peso improvvisa
  • inappetenza e nausea
  • difficoltà di concentrazione
  • gonfiore e gas intestinale
  • fegato ingrossato
  • gambe e caviglie gonfie

Alimenti che peggiorano la malattia del “fegato grasso”

 

fegato grasso

Come abbiamo visto, fruttosio, zuccheri e carboidrati sono più insidiosi dei grassi, più di quanto siamo portati a credere.

Altri alimenti che peggiorano il quadro sono: alcool, droghe, sostanze chimiche, additivi, conservanti, cibi fritti, alimenti trasformati o raffinati (a base di farina bianca, latte pastorizzato).

Alimenti che migliorano la malattia del “fegato grasso”

In particolare, per prenderti cura di un fegato sovraccarico, includi nella tua dieta quotidiana verdure ricche di fibre che accelerano l’eliminazione delle tossine dal corpo:

  • cavolfiore
  • broccoli
  • verdure a foglia verde (cicoria, spinaci, tarassaco, crescione)
  • cavoletti di Bruxelles
  • sedano
  • asparagi
  • erbe aromatiche e spezie (prezzemolo, menta, coriandolo, basilico, zenzero)
  • radice di dente di leone

Cardo mariano, potente disintossicante

Aiuta a ricostruire le cellule del fegato, rimuove le tossine e veleni dal corpo che vengono elaborati proprio attraverso il fegato.

Secondo uno studio del 2010, i benefici del cardo mariano aiutano a curare malattie epatiche alcoliche, l’epatite virale acuta e cronica e malattie epatiche causate da tossine e veleni. (3)

Integratori e rimedi naturali per la steatosi epatica

Accanto ad una dieta equilibrata e ad uno stile di vita sano, puoi affiancare rimedi specifici che aiutano la depurazione del fegato:

  • Vitamina E
  • Curcuma
  • Integratori a base di cardo mariano
  • Integratori a base di riso fermentato (in caso di ipercolesterolemia)

Conclusione

La bella notizia è che riportare i grassi a livelli normali nel fegato è possibile.

Come insegnamo nel Nuovo Metodo Energy Training adottare un’alimentazione che preveda una riduzione temporanea ma drastica di carboidrati e zuccheri e un aumento dell’apporto quotidiano di grassi sani (olio di cocco, ghi, olio extravergine di oliva), permette al fegato di  rilasciare i grassi tossici accumulati nei propri tessuti e recuperare gradualmente in salute e funzionalità.

Una volta che il fegato è tornato ad un buono stato di salute è importante mantenere un’alimentazione a basso tenore di carboidrati e eliminare il cibo spazzatura (o almeno ridurlo ad occasioni sporadiche in cui proprio non se ne può fare a meno).

E’ consigliabile anche prevedere di inserire dei cicli di depurazione da fare almeno un paio di volte all’anno (le stagioni migliori sono l’inizio dell’autunno e l’inizio della primavera) anche con l’uso di integratori mirati a questo scopo come il nostro Energy Epax Clean.

 


Prodotti citati nell’articolo che trovi in vendita nel nostro shop:

Olio di cocco

Ghi

Olio extravergine di oliva


Integratori utili:

Energy Epax Clean

Energy Lip


Fonti:

Draxe.com

Drmercola.com

 


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Maria Pia Festini

Amante dei libri e della scrittura, mamma e assistente scolastica, nel 2013 si iscrive al programma di Energy Training, dal quale ne esce trasformata nel fisico e nella mente. Si lascia alle spalle 10 chili, il tormento quotidiano di cucinare solo per dovere e un rapporto conflittuale con il cibo che la segue sin da piccola. Decide così di diventare "Energy Trainer", affiancando Francesca nelle consulenze e firmando articoli per il blog.

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  1. ha commentato:

    Ottime le notizie sul fegato grasso e sempre interessanti tutti i vari articoli sulla salute.
    Amo molto anche le vostre varie ricette, delle quali alcune provate e riuscite molto bene.

    Grazie

    • ha commentato:

      Ciao Ausilia,

      benvenuta sul blog.
      Siamo molto lieti del tuo apprezzamento, conitnua a seguirci.

      Un caro saluto.

  2. ha commentato:

    Grazie per l’interessante articolo. Vorrei solo sapere perchè il nome del dott. Mercola è stato cancellato dalle fonti.
    Grazie Carla

    • ha commentato:

      Ciao Carla,

      il nome non è stato cancellato ed il link è attivo ma per qualche motivo la nostra piattaforma lo segnala come se fosse un link mancante (ecco il perché della riga sopra la scritta).
      Lo verificheremo al più presto.

      Un cordiale saluto.

  3. ha commentato:

    Vorrei depurarmi.grazie

    • ha commentato:

      Ciao Tina,
      come detto nell’articolo, puoi iniziare dall’alimentazione, effettuando un periodo di Reset da carboidrati e zuccheri e contemporaneamente integrare con dei prodotti specifici per la depurazione del fegato, segnalati in fondo all’articolo. Se vuoi puoi iscriverti al nuovo programma di 8 settimane in cui sarai guidata passo dopo passo nel percorso. Trovi diversi articoli sul Reset e tutte le informazioni qui. Un caro saluto
      https://www.energytraining.it/presentazione/

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