Una digestione perfetta? Il Metodo Energy ed il segreto delle medicine antiche5 min read

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Oggi tutti, chi più chi meno, a vent’anni come a sessanta, abbiamo una digestione incompleta ed affaticata senza esserne il più delle volte consapevoli.

Eppure i dati parlano chiaro: non è un caso se il 90% della popolazione mondiale soffre di problemi gastro intestinali.

Soffriamo di colite o stitichezza, gonfiore, fermentazione, pesantezza di stomaco, acidità, reflusso, malassorbimento: un vero ostacolo tra noi e la salute da superare al più presto.

Seguimi perché in questo articolo scoprirai il vero segreto di una digestione perfetta, uno dei capisaldi del Metodo Energy Training.

Ogni volta che consumiamo un pasto o un semplice spuntino, la trasformazione, l’assorbimento dei nutrienti, l’eliminazione dello scarto, dovrebbero compiersi in modo ottimale.

Anche dal bere un bicchiere d’acqua dovremo poter trarne il massimo beneficio, ma in realtà non è così, anzi.

Beviamo poco, spesso ci dimentichiamo proprio di farlo o se lo facciamo, lo facciamo male.
Preferiamo bere acqua presa dal frigorifero, magari gasata o, quando siamo bravi, beviamo acqua a temperatura ambiente che non digeriamo affatto e che va ad appesantire i nostri reni.

Il pezzo mancante delle medicine antiche

Siamo  in realtà privi di quella fetta di conoscenza, di quel sapere millenario eppure attualissimo, delle medicine antiche.

Queste sapevano bene come la trasformazione del cibo fosse un fattore cruciale per la salute e la longevità. Se ne tramandavano i segreti oralmente, di generazione in generazione.

Un patrimonio che merita di essere più conosciuto ed indagato dalla moderna nutrizione Occidentale. E’ semplice ma potente, con delle leggi universali che riguardano tutti, a cui nessuno può sottrarsi come ad esempio, le tre leggi che governano la trasformazione e rarefazione del cibo.

Le tre leggi della digestione: pilastro del Metodo Energy

La nutrizione cinese ad esempio, ci insegna che il cibo, usato ad arte, può:

  • riscaldare nel tuo corpo il freddo, cioè dare forza ad una digestione debole
  • raffreddare l’eccesso di calore, cioè l’infiammazione
  • seccare l’umidità, cioè togliere muco, il ristagno dei liquidi
  • umidificare la secchezza, cioè idratare

Nessuno spiega questo, nessuna dieta, nessun medico prende in considerazione l’effetto termico del cibo sul nostro corpo.

1. Il calore è vita il freddo è morte

Ogni cosa nel nostro organismo finché siamo in vita, accade attraverso ed in ragione del calore.

Ogni reazione chimica, l’attivarsi degli enzimi digestivi, l’assorbimento dei nutrienti, tutto richiede calore.

Il freddo, al contrario, impedisce ogni processo, blocca ogni meccanismo.

Anche la digestione si sottomette a questa fondamentale prima legge. Tutta la fase digestiva richiede la giusta dose di calore, una temperatura di 38 gradi circa.

Questo, tradotto nella vita di tutti i giorni, significa che se beviamo una bibita ghiacciata o mangiamo una grande insalatona oppure uno yogurt preso direttamente dal frigorifero o qualsiasi altro cibo crudo, freddo e secco, sarà in ogni caso difficilissimo per noi da essere digerito.

Queste abitudini ci portano ad utilizzare solo una millesima frazione dei potenziali nutrienti, tutto il resto sono scorie mal trasformate che si vanno ad accumulare come materiale di scarto, tossine che tratteniamo e che ci indeboliscono ogni giorno di più.

2. Mangiare secondo l’orologio degli organi

Ogni nostro organo interno segue un suo bioritmo giornaliero con orari in cui è al massimo della sua energia e forza, con altri in cui invece è al minimo delle sue prestazioni.

Lo stomaco e tutti gli organi coinvolti nella digestione ad esempio, sono efficienti al mattino e a mezzogiorno. Già alle quattro del pomeriggio sono in fase di rallentamento e digeriscono, con un grande dispendio di energia, fino alle sette di sera.

Dopo quest’ora inizia per loro la fase di disintossicazione e non sono più in grado di occuparsi della trasformazione del cibo che resta incompleto e si accumula sotto forma di tossine.

Il fegato e il turno di notte

Il fegato è uno degli organi più preziosi del corpo, durante il giorno si occupa della digestione, ma è nel turno di notte che inizia il suo lavoro più prezioso:

  • lava e ripulisce il sangue
  • smista i nutrienti che gli sono arrivati durante la giornata
  • accumula energia da spendere il giorno dopo

Compiti che può svolgere solo se non è chiamato a sostenere la digestione. Se siamo abituati a cenare tardi, dopo le 20.00, non potrà pulire il sangue.

Se al contrario, ci abituiamo a consumare una cena leggera, ci aspetta un’altra vita, un altro mondo.

3. Masticare bene a fondo ogni boccone

I ritmi di vita ci portano a consumare il pasto di fretta, ad ingoiare ogni boccone dopo solo tre o quattro masticazioni, costringendo lo stomaco ad un’impresa impossibile con il risultato che:

  • ci gonfiamo
  • mangiamo troppo
  • ci sentiamo appesantiti
  • sentiamo il desiderio di riposare dopo pranzo
  • accumuliamo ancora scorie difficili da smaltire

La regola delle 30 masticazioni

Se la qualità del cibo che mangiamo può portare enormi benefici alla nostra vita, il modo in cui lo mangiamo, fa una grande differenza.

Masticare a lungo ogni boccone attiva tutti i processi enzimatico-digestivi, un vero toccasana per il complesso lavoro che verrà fatto poi dal tutto il sistema digestivo e di eliminazione.

Quanto masticare?

L’ideale è trattenere il boccone per almeno 30 masticazioni se davvero vogliamo assimilare tutti i nutrienti e non sprecare nulla.

Cosa puoi fare in pratica

Ecco in breve come applicare le tre leggi nella routine di tutti i giorni.

  • cuoci rapidamente verdura e frutta per garantire salute e calore allo stomaco
  • inizia il pasto con un piatto di proteine, ti daranno forza e sazietà
  • evita dolci e frutta a fine pasto, causa prima di fermentazione e meteorismo
  • riduci il cibo crudo: verdure crude, latte (anche di cereali), cibi presi direttamente dal frigo senza riscaldarli
  • prenditi il tuo tempo, mastica: non ti dimenticare che hai dei denti!
  • non bere troppo durante i pasti: rischi di annacquare i succhi gastrici indebolendoli
  • migliora la trasformazione se la digestione è il tuo punto debole, usa periodicamente degli enzimi digestivi
  • rispetta l’orologio degli organi: concediti una colazione da principe, un pranzo da re ed una cena da povero
  • sperimenta com’è anticipare la cena ed osserva la qualità del tuo sonno e il risveglio successivo.

Fai tue queste leggi, falle entrare nella tua vita quotidiana, prova anche solo per qualche giorno e verifica il loro impatto sul tuo corpo.

Vedrai, sarà meraviglioso vedere la tua vita cambiare, iniziare a sentirti più leggero, attivo e di buon umore.


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Maria Pia Festini

Operatrice olistica specializzata in nutrizione, si diploma alla SAUTÓN Academy di Devi Francesca Cillo dove ora è Tutor e Coach.
Laureata in Lettere, amante dello studio e della scrittura, alterna il lavoro di collaboratrice del blog a quello di consulente online e offline.
Collabora con centri olistici, erboristerie e organizza piccoli eventi in giro per l’Italia, a sostegno della diffusione e della conoscenza del SAUTÓN Approach, il metodo che dal 2013 l’ha trasformata nel fisico e nella mente regalandole una nuova vita.

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  1. Avatar
    ha commentato:

    Buongiorno e grazie mille ancora x i vs preziosi articoli, vi seguo e metto in pratica ogni vs consiglio! Ho una domanda , posso mangiare le uova, o altre proteine con il cocco grattugiato? Potrebbe creare problemi alla digestione, la mattina, ad esempio, faccio colazione con pancake di uova e cocco rape’, può andare bene? Grazie infinite!

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      ha commentato:

      Ciao Laura,
      se ci segui allora sai che l’unica raccomandazione riguardo le uova sono il loro modo di essere consumate: albumi cotti e tuorli rigorosamente crudi. Il cocco rapè va bene perché ricco di fibre prive di acido folico e di ossalati. Continua a seguirci e grazie per il tuo feedback! Un caro saluto

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        Grazie mille, quindi il pancake solo con albume, è così? So che nn si può associare proteine con frutta, come considero allora il cocco, può essere associato alle proteine? È questo il mio dubbio, grazie ancora!

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          Ciao Laura,
          il pancake va preparato solo con l’albume. Il cocco non va associato alle proteine ma consumato lontano dai pasti cercando di non esagerare nelle quantità perché potrebbe causare un po’ di gonfiore per la ricchezza delle fibre contenute. Testalo su di te e vedi come va. Un caro saluto.

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    ha commentato:

    Ottimi consigli, grazie!!!

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      ha commentato:

      Grazie Massimo,
      continua a seguirci! Un caro saluto

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    ha commentato:

    grazie di cuore!

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      ha commentato:

      Ciao colomba,
      sono felice che l’articolo ti sia piaciuto. Un caro saluto

  4. Avatar
    ha commentato:

    Buona sera , vorrei sapere cosa è meglio mangiare al mattino cosa a pranzo e cosa alla sera , per esempio al mattino al mattino cereali di avena con latte di soia più qualche frutta secca a pranzo ??? E a pranzo???? Grazie per i vostri consigli .

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