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GUIDA DEFINITIVA ALLA STITICHEZZA

 

Alimentazione, stile di vita e rimedi naturali
per risolverla una volta per tutte

Franca branda

Franca Branda

Operatrice Olistica in Educazione Alimentare ed Energetica.
Consulente e Coach del Metodo Energy Training.

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La medicina occidentale tende a considerare la stitichezza o costipazione un semplice disturbo e, in generale, a sottovalutare l'impatto sulla nostra qualità di vita, nonostante sia sempre più diffusa.

Secondo la medicina allopatica infatti si inizia a parlare di costipazione quando si evacua meno di tre volte a settimana, lasciando di conseguenza intendere che sia normale non avere almeno un'evacuazione giornaliera.

Di conseguenza molte persone tendono anch'esse a sottovalutare il problema e a considerare normale il riuscire ad andare in bagno in modo soddisfacente solo poche volte a settimana, invece che ogni giorno.

Le medicine antiche, in particolare l'Ayurveda e la Medicina Tradizionale Cinese, insegnano da millenni che non solo per restare in salute bisognerebbe evacuare tutti i giorni ma anche due o tre volte al giorno nel caso in cui questo sia necessario all'intestino per svuotarsi completamente (in questo caso si parla naturalmente di feci ben formate, prodotto di una buona digestione, e non di diarrea).

Un altro parametro importante per capire se soffri o meno di stitichezza, oltre a quello della frequenza delle evacuazioni è la difficoltà.

La tua visita mattutina in bagno dovrebbe essere un momento breve e rilassante e tutto dovrebbe scorrere via facile e liscio.

Se al contrario per te andare in bagno la mattina si traduce in tempi lunghi, sforzi dolorosi e un gran dispendio di energia per riuscire ad espellere poche palline dure “stile capretta” allora, anche se evacui tutti i giorni, anche tu soffri di stitichezza.

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Come si formano le feci?

Le feci sono il prodotto della digestione che inizia in bocca con la masticazione e si conclude, o dovrebbe concludersi, ogni mattina nella tazza del water.

Semplificando, puoi immaginare il tuo apparato digerente come un lungo tubo che inizia dalla bocca e termina con l'ano.

Questo tubo si trova nel tuo corpo ma la sua parte interna, cava, in un certo senso si trova invece all'esterno del tuo organismo questo perché, quando le pareti del tubo sono sane, non c'è nessuna comunicazione anomala tra l'interno del tubo e l'interno del tuo corpo.

In altre parole l'interno di questo tubo non ha mai un accesso diretto verso il resto del tuo organismo.

Il tuo apparato digerente ha un ruolo fondamentale nel determinare il tuo stato di salute.

Quando introduci del cibo in bocca e inizi a impastarlo con la saliva e a masticarlo, quello è il momento in cui inizia la digestione.

La digestione termina poi nell'intestino crasso dopo che l'organismo ha estratto dal cibo che hai mangiato i nutrienti, l'acqua e l'energia.

Quello che rimane è il prodotto di scarto, ciò che il tuo corpo non può utilizzare, insieme ad una buona parte di acqua e al quale durante il viaggio lungo l'intestino si aggiungono altri elementi come batteri intestinali vivi e morti, muco e cellule epiteliali delle pareti intestinali vecchie che vengono espulse per essere sostituite.

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Cosa succede nell'intestino
quando non vai in bagno

Svuotare l'intestino con cadenza regolare è estremamente importante per la tua salute.

Se non ti liberi regolarmente le feci rimangono all'interno dell'intestino e iniziano a fermentare e (letteralmente) ad imputridire provocando gonfiore, produzione di gas e dolori addominali e proliferazione di batteri patogeni.

L'accumulo delle feci che induriscono e si attaccano alle pareti intestinali finisce per danneggiarle e le tossine prodotte dalla loro fermentazione a questo punto riescono a superare la barriera intestinale, che non è più impermeabile, ed entrano in circolo nel sangue intossicando progressivamente tutto l'organismo.

E' importante inoltre ricordare che nell'intestino ha sede circa il 70-80% del nostro sistema immunitario ed è quindi facile comprendere come la costipazione, soprattutto se cronica, può compromettere anche le capacità difensive e di rigenerazione dell'organismo.

Infine, ultimo ma non meno importante, negli ultimi anni la scienza ha confermato quello che gli antichi già sapevano cioè che esiste uno stretto collegamento tra intestino e cervello, che viene definito proprio asse intestino-cervello, che mette in comunicazione stretta e continua questi due organi così importanti: lo stato di salute o malattia dell'intestino influenza in modo importante anche il nostro cervello.

Studi recenti hanno confermato ad esempio che esiste un collegamento ben preciso tra malattie come la depressione, l'epilessia e l'autismo e lo stato di salute dell'intestino e del microbiota intestinale (cioè la cosiddetta flora batterica).

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Quali sono le possibili cause
e chi ne è più colpito?

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La stitichezza può avere diverse cause compresa una tendenza personale al calore e all'infiammazione (in altre parole una costituzione che tende al calore) ma tra le principali e più importanti abbiamo:

  • l'alimentazione
  • la disidratazione
  • malattie o disturbi che possono provocare costipazione come effetto collaterale
  • la sedentarietà
  • ignorare lo stimolo di andare in bagno
  • scarsa masticazione
  • alcuni tipi di farmaci
  • abuso di lassativi
  • alterazioni del microbiota intestinale

Ne sono più colpite le donne, in particolare nel periodo della menopausa a causa dei cambiamenti ormonali che naturalmente hanno un impatto importante anche sulla funzionalità dell'intestino.

In generale facilmente le donne cominciano ad avere questo tipo di problema dai quarant'anni in poi, si tratta però di un problema in aumento anche tra la popolazione maschile.

Ci sono poi alcune categorie di persone che sono più soggette alla costipazione:

  • le donne in stato di gravidanza: in questo periodo infatti il peso del feto che si sviluppa poggia proprio sull'intestino e rallenta il movimento intestinale rendendo più difficile evacuare.
    Inoltre le feci finiscono per stazionare nell'intestino più a lungo del normale e, dato che il corpo è progettato per estrarre acqua sempre e da ogni fonte possibile, anche le feci vengono disidratate maggiormente e diventano più dure, secche e difficili da espellere

  • i viaggiatori e i turnisti: l'intestino è un animale abitudinario. Le sue terminazioni nervose sanno a che ora mangiamo, cosa ci piace mangiare, quanto beviamo, sanno quanto e quando ci muoviamo, sanno quando è giorno e quando è notte e, se tutto funziona a dovere, la digestione e l'attività dell'intestino sono scandite da orari regolari.

    In viaggio questo ritmo si altera, si mangiano cibi a cui non siamo abituati, si beve di meno per paura di non trovare un bagno mentre siamo fuori chissà dove, in aereo ci si disidrata di più ma si finisce per bere meno e può capitare di ritrovarsi a dover sopprimere lo stimolo semplicemente perché non abbiamo un bagno a portata di mano in quel momento o perché rifiutiamo di servirci dei bagni pubblici.

    Anche gli orari dei pasti vengono scombussolati e come se non bastasse magari ci si mette anche il jet lag ad aumentare lo sconquasso. Tutto questo mette naturalmente a dura prova tutto l'apparato digerente e non a caso coloro che viaggiano molto e con grande frequenza o che lavorano su turni (ad esempio piloti, assistenti di volo, infermieri) soffrono spesso di costipazione cronica anche in età ancora giovane

  • persone che ad esempio per motivi economici o a causa del luogo dove vivono hanno scarso accesso a prodotti alimentari freschi

  • anziani che hanno una maggiore probabilità di soffrirne sia perché con il tempo la forza dell'apparato digerente si riduce sia perché tendono ad una maggiore disidratazione

  • persone che hanno subìto interventi chirurgici in particolare nella zona addominale e che quindi hanno paura di fare sforzi per evacuare e non stanno consumando la loro dieta abituale

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Analizziamo le cause più da vicino

Vediamo più nel dettaglio come le cause principali che abbiamo elencato poc'anzi ti portano alla costipazione.

Alimentazione

La tua dieta è sempre la prima causa della tua salute o della malattia e la stitichezza non fa eccezione.

L'alimentazione standard occidentale moderna ha diverse caratteristiche che la rendono facilmente la causa principale della stitichezza:

  • è povera di fibre che sono fondamentali per il buon funzionamento dell'intestino e per la salute del microbiota intestinale. Le fibre si dividono in insolubili e solubili, le prime sono presenti soprattutto nella verdura (in particolare le verdure a foglia), nei cereali e nei semi oleosi, le fibre solubili si trovano per la maggior parte nella frutta, nei legumi e in alcuni semi.

    Le verdure sono spesso le grandi assenti dalla tavola mentre si tende ad abusare di frutta (che dato il suo contenuto di fruttosio dovrebbe invece essere consumata con moderazione).

    Anche i semi oleosi (mandorle, noci, nocciole, ecc.) sono ricchi di fibre ma sono anche molto calorici, tendono ad infiammare in particolare l'intestino e sono molto ricchi di Omega-6 a scapito degli Omega-3 tutti motivi per cui non possono essere la fonte primaria di fibre nella tua giornata

  • comprende un consumo frequente di cibi difficili da digerire come latte e derivati che rallentano la digestione e raffreddano l'organismo. Se la digestione è lenta è difficoltosa ovviamente anche l'evacuazione diventa problematica.

    Questa categoria di alimenti ha anche un altro effetto collaterale che è quello di favorire un'anomala produzione di muco all'interno dell'organismo soprattutto nell'apparato respiratorio e in quello digerente.

    Il muco è necessario e svolge diverse funzioni nell'organismo in particolare protegge le pareti degli organi (ad esempio nello stomaco il muco ne protegge le pareti dall'effetto corrosivo degli acidi che vengono prodotti durante le digestione) e nell'intestino è nel muco che i batteri buoni trovano casa.

    Se però il muco è in eccesso finisce per compromettere il normale funzionamento degli organi (polmoni, stomaco, intestino, ecc.)

  • è carente di grassi sani, in particolare quelli saturi, che spesso sono addirittura completamente assenti a causa della cattiva e immeritata reputazione che questi si sono fatti negli scorsi decenni.

    I grassi saturi sani (ghi, burro, olio di cocco, tuorlo d'uovo) sono fondamentali per la salute in quanto svolgono diverse funzioni all'interno dell'organismo di primaria importanza come, ad esempio:

    1. aiutano il trasporto e l'assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E, K, F), forniscono energia a lento rilascio e aumentano il senso di sazietà e appagamento;

    2. sono un nutrimento essenziale per le cellule del sistema nervoso e del cervello (quest'ultimo è costituito per oltre il 60% della sua massa proprio da grassi) e sono una componente essenziale della guaina mielinica che riveste i neuroni;

    3. aiutano a regolare la temperatura corporea, idratano e lubrificano tessuti e mucose (compreso l'intestino) e ammorbidiscono le feci facilitando il transito intestinale.

    A causa di errori e interpretazioni sbagliate in studi e ricerche condotti nei primi decenni del secolo scorso ai quali si sono aggiunte le campagne pubblicitarie dell'industria alimentare, che avevano lo scopo di incentivare il consumo di grassi vegetali e margarine, i grassi saturi sono stati demonizzati e ingiustamente incolpati di provocare patologie gravissime soprattutto a carico del sistema cardiovascolare e questo ha portato alla loro progressiva eliminazione dalla dieta con le conseguenze sulla salute che oggi vediamo

  • è troppo ricca di zuccheri e carboidrati raffinati come pane, pasta, pizza, dolci, merendine, biscotti e prodotti da forno in generale che spesso costituiscono anche l'80% di quello che mangiamo durante la giornata a scapito di proteine, verdure e grassi che sono invece scarsi se non addirittura assenti.

    Oltre ai vari grossi problemi di salute che l'abuso di zuccheri e carboidrati raffinati comporta nel tempo (tra cui, solo per citarne alcuni, sovrappeso e obesità, diabete, permeabilità intestinale, disbiosi, ipercolesterolemia, sindrome metabolica, steatosi epatica, malattie e disturbi legati alla presenza di glutine, ecc. ) si tratta di alimenti in genere secchi che
    richiedono un particolare dispendio di acqua all'interno dell'intestino per poter essere trasformati in una massa trasportabile all'esterno.

    A questo effetto disidratante si aggiunge anche quello abrasivo sulle pareti intestinali in particolare di alcuni tipi di alimenti che vengono consumati crudi come il muesli (una miscela di cereali e frutta essiccata e/o semi oleosi di vario tipo sempre ricca di zuccheri e spesso associata anche al cioccolato) e i cereali da colazione in genere.

    Il fatto che vengono consumati a crudo li rende molto difficili da digerire e trasformare con un dispendio di energia, acqua e risorse dell'organismo che non viene assolutamente compensato visto lo scarso ricavato di nutrienti che il corpo riesce a trarne

  • include troppi alimenti industriali, poveri di nutrienti veri e invece pieni di zuccheri, grassi di cattiva qualità, sale, conservanti, coloranti e additivi di vario genere che caricano l'organismo di troppe calorie senza fornire il necessario apporto di proteine, grassi, minerali, vitamine che sono essenziali per mantenere il corpo forte e in salute.

    Questa carenza di sostanze nutritive si traduce nel tempo in un indebolimento della struttura stessa dell'organismo che letteralmente per sopravvivere finisce per consumare sé stesso.

    I segnali più evidenti sono debolezza e caduta dei capelli, carie ai denti frequente, infiammazione e sanguinamento delle gengive, unghie che si sfaldano e si spezzano molto facilmente, vista che si indebolisce, problemi alle ossa e alle articolazioni che iniziano anche in giovane età fino ad arrivare anche al prolasso degli organi.

    Una situazione del genere coinvolge naturalmente anche l'apparato digerente e l'intestino che indeboliti non riescono a processare e trasformare correttamente il cibo il che può portare, a seconda dei casi, sia alla stitichezza cronica che al suo contrario cioè ad un intestino colitico perennemente in preda alla diarrea.

  • comprende il consumo frequente di bevande e alimenti con effetto nervino cioè che agiscono alterando le normali funzioni del sistema nervoso come la caffeina contenuta oltre che nel caffè anche nel tè (dove assume il nome di teina ma il principio è lo stesso), nel cioccolato, nel guaranà e in bevande industriali come la Coca Cola, Red Bull e molte bevande energetiche per sportivi.

    La caffeina agisce sia sul sistema nervoso centrale che su quello enterico (quella parte del nostro sistema nervoso autonomo che regola le funzioni dell'apparato digerente e che ha sede proprio all'interno di questo).

    L'effetto farmacologico della caffeina è tale per cui essa è in effetti il farmaco psicoattivo più usato al mondo.

    La caffeina ha un effetto estremamente eccitante ed irritante sull'intestino (motivo per cui molte persone riescono ad evacuare solo grazie al caffè mattutino di cui l'intestino irritato non vede l'ora di liberarsi) ma non si tratta di un effetto positivo.

    Alla lunga infatti questa continua iperstimolazione ha l'effetto opposto di provocare stitichezza che facilmente diventa cronica.

    Oltre a ciò il caffè subisce una pesante tostatura che gli conferisce un effetto fortemente riscaldante e disidratante che favorisce l'insorgere di un forte calore che infiamma i tessuti interni.

    Questi effetti moltiplicati per diverse tazzine al giorno tutti i giorni contribuiscono in buona parte a portarti sulla strada della costipazione cronica.

Disidratazione

L'apporto quotidiano di acqua è un altro punto dolente per molte persone: ci sono quelli che bevono troppo poco e quelli che bevono troppo e in genere entrambe le categorie bevono nel modo e nel momento sbagliati.

Presi dalle mille incombenze quotidiane in molti letteralmente dimenticano di bere e finiscono per passare un'intera giornata con 3 o al massimo 4 bicchieri di acqua che in genere vengono consumati durante i pasti principali.

Ci sono poi quelli che vivono in simbiosi con la bottiglia dell'acqua minerale e bevono in continuazione convinti che più acqua si beve e meglio è.

Entrambi i comportamenti sono controproducenti e, parafrasando gli antichi, si può dire che la salute sta nel mezzo.

Il fabbisogno quotidiano di acqua può variare per diversi motivi ad esempio l'età, il clima, il livello di attività fisica che si fa durante la giornata e ognuno deve valutare la propria necessità di acqua a seconda del momento ma come regola generale si ritiene che un buon quantitativo medio sia intorno al litro e mezzo fino ad arrivare a due litri al giorno.

L'acqua andrebbe bevuta calda, o almeno tiepida, soprattutto lontano dai pasti a partire dalla mattina appena svegli.

Un minimo di due tazze di acqua prima di colazione sono l'ideale per rimettere in moto il tuo l'organismo (compreso l'intestino) e alleviare la sete della nottata appena trascorsa.

Tra la colazione e il pranzo puoi assumere il secondo carico di acqua della giornata (dalle due alle tre tazze) in modo che l'organismo arrivi al momento del pasto ben idratato: la sola digestione infatti richiede l'utilizzo di molta acqua (all'incirca tre quarti di litro) per produrre la saliva, gli acidi gastrici, la bile e tutte le sostanze necessarie per svolgere questa importante funzione.

Bere durante il pasto non solo non serve da questo punto di vista (il corpo va reidratato prima di arrivare al pasto, non durante) ma interferisce con la digestione in quanto l'acqua diluisce la concentrazione degli acidi gastrici e ne diminuisce l'efficacia.

Se poi l'acqua che bevi a tavola è anche fredda (o a temperatura ambiente) la digestione viene completamente scombussolata: la digestione infatti è un processo che richiede calore e non può avvenire correttamente se il tuo stomaco viene costantemente inondato di acqua fredda.

Infine ad una certa distanza dal pranzo (almeno un paio d'ore) puoi bere l'ultimo carico di acqua della giornata (almeno un paio di tazze o anche tre se ne senti il bisogno) evitando di bere troppo a ridosso dell'ora di andare a dormire per non doverti alzare durante la notte per andare in bagno.

La giusta quantità di acqua quotidiana, bevuta alla giusta temperatura e così distribuita durante la giornata è un toccasana anche per il tuo intestino che funzionerà meglio, sarà più regolare e ti regalerà delle sedute mattutine al limite della pura beatitudine.

Malattie

Esistono diverse malattie e disturbi che possono dare costipazione come effetto collaterale.

Una di queste è l'ipotiroidismo una condizione in cui la tiroide non produce ormoni a sufficienza per far fronte alle necessità quotidiane dell'organismo.

Dato che la tiroide, tramite la sua produzione di ormoni, regola e controlla il metabolismo corporeo è facile comprendere come lo squilibrio ormonale causato dalla malattia finisca per coinvolgere anche l'intestino.

Se soffri da lungo tempo di costipazione che sembra essere refrattaria a qualunque tipo di intervento prendi in considerazione di fare degli accertamenti medici per verificare che tu non sia ipotiroideo.

Anche il diabete interferisce con la funzionalità intestinale e può causare stitichezza.

Altre malattie sono ad esempio patologie ano-rettali come le emorroidi e le ragadi  o patologie che colpiscono direttamente l'intestino come la diverticolite e l'IBS (sindrome da colon irritabile).

Per le donne anche il ciclo (prima e durante) può essere un momento in cui compare la stitichezza a causa delle modificazioni ormonali che avvengono in questo fase, oltre al ciclo ci possono essere ragioni più serie come l'endometriosi e neoplasie dell'ovaio e dell'utero.

Sedentarietà

Fare regolarmente attività fisica ha numerosi benefici compreso aiutare a superare la stitichezza.

Il movimento fisico rinforza la muscolatura dell'addome, delle pelvi e della schiena.
In particolare i muscoli addominali lavorano insieme alla muscolatura intestinale quindi  se i primi sono forti anche quelli intestinali funzioneranno meglio e il transito e l'evacuazione saranno più facili.

Inoltre il movimento stimola le circolazioni sanguigna e linfatica il che a sua volta permette anche all'intestino di funzionare al meglio.

Evita però di fare attività fisica (soprattutto se impegnativa) subito dopo mangiato in quanto questo interferirebbe con la digestione.

La digestione infatti richiede all'organismo di convogliare una grande quantità di sangue nella zona dell'apparato digerente, sangue che invece verrebbe destinato ad altro uso in caso di attività fisica subito dopo mangiato.

Quindi via libera ad una passeggiata dopo il pasto ma riserva le attività fisiche più impegnative ad altri momenti della giornata.

Ignorare lo stimolo

Come già spiegato l'intestino è un animale abitudinario che funziona secondo ritmi ben precisi e molto antichi.

Il momento della giornata in cui l'intestino è al massimo della sua forza è la mattina presto e non a caso è questo il momento in cui lo stimolo a svuotarsi è più forte.

Ignorare questo stimolo, per qualsiasi ragione, disturba il normale ritmo di funzionamento dell'intestino.

Se succede occasionalmente in particolari situazioni, come ad esempio in viaggio, recuperare la situazione una volta rientrati a casa e nella propria normale routine non è in genere cosa difficile (anche se a volte può servire un piccolo aiuto) ma se ignori lo stimolo con una certa frequenza (ad esempio perché ti accade di uscire presto la mattina e non vuoi usare i bagni pubblici o del tuo luogo di lavoro) allora l'intestino finisce per abituarsi ad essere ignorato e lo stimolo progressivamente scompare.

A questo punto la stitichezza è assicurata e rieducare l'intestino a lavorare normalmente è un processo lungo  e difficoltoso.

In qualunque situazione ti trovi cerca il più possibile di lasciarti lo spazio e il tempo per dare ascolto al tuo intestino e lasciargli fare il suo lavoro.

Scarsa masticazione

Avresti mai pensato che anche masticare bene e a lungo mantiene in salute l'intestino?

I bambini lo sanno per istinto e mettono in atto questo comportamento in modo del tutto naturale.

Purtroppo crescendo veniamo educati o comunque spinti a fare esattamente l'opposto e finiamo per mangiare sempre troppo in fretta, senza prestare realmente attenzione a quello che stiamo facendo e ingurgitando il cibo quasi senza masticare.

Masticare bene aiuta le funzioni intestinali ( e la digestione in generale) in diversi modi:

  • i batteri intestinali buoni che popolano il nostro intestino svolgono un ruolo fondamentale nella trasformazione e assimilazione del cibo che mangiamo e infine nell'eliminazione degli scarti.

    Il primo presidio di salute dei nostri batteri intestinali è la saliva la cui produzione viene stimolata dalla masticazione: nella saliva infatti è contenuta una sostanza, la mucina, una molecola che costituisce la struttura della mucosa che riveste l'apparato digerente (intestino compreso).

    La mucosa non solo ha un'azione protettiva nei confronti dei tessuti che riveste ma è anche lo spazio vitale dove vivono e prosperano i batteri del microbiota intestinale.

    La scarsità di muco dovuta, tra le altre cause, anche alla cattiva masticazione è il detonatore di molte malattie che si accompagnano ad un microbiota indebolito e alla scarsità di batteri sani

  • tutto ciò che non viene accuratamente masticato e mischiato con la saliva in bocca si sottrae ad una digestione adeguata:
    la prima fase della digestione avviene in bocca ed è di tipo meccanico-chimico per l'azione dei denti (meccanica) e degli enzimi salivari (chimica);

    la seconda fase avviene nello stomaco che pur essendo dotato di una muscolatura molto forte che rilassandosi e contraendosi aiuta a "triturare" e impastare il cibo è comunque di tipo chimico (per l'azione di enzimi e acidi gastrici);

    la terza fase della digestione avviene nell'intestino tenue e anche in questo caso è di natura puramente chimica (grazie all'azione di enzimi, bile e batteri).

    Stomaco e intestino non hanno denti: il cibo quando arriva nello stomaco dovrebbe avere la consistenza di una pappa, quando dallo stomaco passa nell'intestino tenue dovrebbe essere come una crema.

    Masticando accuratamente quindi ci prendiamo cura del nostro stomaco, del nostro intestino e di tutti i batteri nostri amici che lì vivono

  • è di alcuni anni fa la scoperta che masticare rimette in movimento i muscoli intestinali, una scoperta che si è rivelata particolarmente utile per quei pazienti che avevano subìto operazioni all'intestino

Farmaci

Esistono diverse categorie di farmaci che possono causare costipazione.
In questo caso si parla di stitichezza iatrogena cioè causata da terapie mediche o farmacologiche.

Tra i farmaci di uso più comune che possono provocare stitichezza abbiamo:

  • analgesici come la codeina, la buprenorfina e la morfina
  • ansiolitici come le benzodiazepine
  • antiacidi tipo sali di calcio e di alluminio
  • antibiotici ad ampio spettro se non vengono seguiti da un'adeguata terapia ricostituente del microbiota intestinale a base di probiotici
  • antinfiammatori
  • antistaminici
  • antiosteoporotici come gli integratori di calcio
  • integratori di ferro
  • antipertensivi come clonidina, verapamil, prazosina
  • farmaci per l'ulcera

Il rischio di incorrere nella costipazione è un altro buon motivo per non abusare di questi farmaci, soprattutto quelli che possono essere acquistati senza ricetta medica e quindi senza controllo e che invece vengono spesso assunti con troppa leggerezza.

E' quindi buona regola usarli solo se strettamente necessari, per il più breve tempo possibile e evitando il "fai da te" che in caso di farmaci non è mai una buona idea.

Abuso di lassativi

In caso di costipazione soprattutto se prolungata potresti essere tentato di affidarti con troppa frequenza ai lassativi che si trovano in commercio senza ricetta medica e di svariate tipologie.

Se in una situazione di emergenza il lassativo può essere la soluzione non deve però diventare un'abitudine per varie ragioni:

  • alcuni tipi di lassativi (cosiddetti salini o osmotici) agiscono attirando acqua nel lume intestinale che ammorbidisce le feci e permette un transito più agevole.

    L'acqua che viene attirata nell'intestino però viene sottratta ad altre parti del corpo il che alla lunga provoca disidratazione generale e un livello anormale di elettroliti nel sangue cioè questo diventa più denso e la concentrazione di sostanze che contiene finisce per superare i livelli salutari: questo provoca danni ai reni, al cuore e, nei casi di abuso molto prolungato, si può persino arrivare a conseguenze fatali

  • c'è un serio rischio di sviluppare dipendenza dai lassativi in particolare da quelli che agiscono come stimolanti della muscolatura intestinale.

    Questo vale anche per lassativi come la cassia e la senna (anche sotto forma di tè o tisane) che in quanto naturali possono facilmente spingere ad abusarne.

    Questo tipo di lassativo può nel tempo compromettere la capacità dei muscoli dell'intestino di contrarsi e danneggiare progressivamente i nervi intestinali, i muscoli e altri tessuti. Una volta che si smette di usarli  ci vuole molto tempo per ripristinare la normale funzionalità intestinale

  • l'uso frequente e prolungato di lassativi nel corso della vita è stato associato anche ad un maggiore rischio di sviluppare il cancro al colon

Per queste ragioni e dato che esistono rimedi naturali per eliminare la stitichezza, i lassativi andrebbero evitati il più possibile ed eventualmente essere presi solo come ultimissima risorsa e per un periodo molto breve.

Ultimo ma non meno importante i lassativi, oltre agli effetti collaterali visti sopra, liberano al momento l'intestino ma non agiscono in alcun modo sulle cause della costipazione cosa che invece si può fare adottando rimedi e abitudini davvero naturali e in linea con i ritmi e le esigenze dell'organismo.

Alterazioni del microbiota intestinale

Ognuno di noi vive in simbiosi con il proprio microbiota intestinale cioè l'insieme di batteri appartenenti a centinaia di specie diverse che vivono per la maggior parte nell'intestino.

Il nostro compito è di fornire loro un ambiente caldo, sicuro e protetto e del cibo buono e salutare, in cambio i batteri contribuiscono attivamente a mantenerci in uno stato di salute ottimale.

Osservazioni effettuate su animali privi di microbiota intestinale hanno messo in luce alcune delle conseguenze di questa assenza come un volume degli organi ridotto rispetto al normale, alterazioni nel funzionamento degli organi e della motilità intestinale, uno sviluppo anormale del sistema linfatico e anomalie del sistema immunitario.

Alcune delle funzioni che il microbiota svolge sono, tra le altre:

  • un ruolo metabolico: le diverse centinaia di specie di batteri presenti hanno un corredo enzimatico estremamente vario

  • i batteri producono alcune sostanze che sono di nutrimento per cellule e tessuti come ad esempio butirrato e propionato

  • i batteri hanno anche un ruolo protettivo: una presenza ottimale di batteri buoni tiene sotto controllo la proliferazione di agenti patogeni. I batteri amici infatti aderendo alla parete intestinale formano una barriera che impedisce ad agenti esterni e a patogeni di entrare e svilupparsi

  • i batteri amici sono fondamentali per il buon funzionamento del nostro sistema immunitario con il quale in effetti lavorano in sintonia: da una parte aiutano a modulare le risposte difensive in modo che non siano troppo forti e non finiscano per danneggiare anche gli amici insieme ai nemici. Dall'altra però svolgono un'azione di controllo che limita il rischio di trasferimento dei patogeni verso altre zone dell'organismo permettendo comunque alle nostre difese di intervenire in presenza di agenti potenzialmente dannosi.

Studi recenti hanno messo in stretta correlazione diverse malattie con uno stato del microbiota alterato come, ad esempio:

  • patologie dell'intestino come sindrome dell'intestino irritabile (IBS), morbo di Crohn, colite ulcerosa, costipazione, diarrea

  • malattie metaboliche come l'obesità

  • patologie del sistema nervoso come sindrome di Alzheimer, depressione, schizofrenia e autismo

 

Da quanto detto puoi facilmente intuire come sia di vitale importanza che tu ti prenda cura del tuo intestino e mantenga il tuo microbiota in buona salute e il primo presidio per farlo, dalla prima infanzia all'età adulta, è l'alimentazione.

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Un punto cruciale: metti più fibre nella tua dieta

Come già detto in precedenza le fibre sono estremamente importanti per la digestione e per una regolare e soddisfacente eliminazione quotidiana.

Perché sono così importanti e in che modo?

Esistono due tipi di fibre cioè solubili ed insolubili: le prime sono contenute in alimenti come i legumi, la frutta, semi vari (come lino, chia e psillio), e alcuni ortaggi come cipolle, carote e patate; le seconde (costituite principalmente da cellulosa e lignina) sono presenti nelle verdure a foglia, nei cereali integrali, nei semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, noci pecan, ecc.) e anche nei semi di lino.

Molti cibi, nel loro stato naturale, contengono entrambi i tipi di fibra

Proprio la presenza delle fibre richiede di masticare molto lungo per riuscire a digerire questo tipo di alimenti, a differenza dei cibi industriali che sono generalmente poveri di fibre e spesso quasi si sciolgono in bocca privando oltretutto il corpo della funzione essenziale della masticazione.

Le fibre in realtà non vengono digerite e si limitano (per così dire) a transitare nell'intestino e proprio a causa di questo fatto fino a pochi anni fa si pensava che non avessero un ruolo effettivo nella salute dell'organismo umano.

Al contrario negli ultimi decenni si è scoperto che le fibre sono essenziali perché durante il loro transito svolgono diverse funzioni di vitale importanza:

  • le fibre solubili si trasformano in una sorta di gel che rallenta la digestione e aumenta e prolunga il senso di sazietà: grazie a questa loro azione le fibre aiutano nel controllo del peso

  • le fibre insolubili invece non subiscono questa trasformazione in gel, in questo modo aumentano e rendono più compatte e corpose le feci cosa che facilita il passaggio di queste nell'intestino.

    Infatti se le feci avessero poca consistenza e poca massa sarebbe molto più difficile per i muscoli intestinali riuscire a fare presa e a trasportarle fino all'esterno

  • quando i batteri presenti nell'intestino, in particolare nel colon digeriscono le fibre producono un acido grasso a catena corta che si chiama acetato: questo acido grasso viaggia dall'intestino all'ipotalamo dove aiuta a segnalare al corpo quando è ora di smettere di mangiare

  • le fibre sono il cibo preferito dei batteri intestinali nostri amici e oltre all'acetato questi producono altri acidi grassi a catena corta che sono importantissimi per la nostra salute come il butirrato e il propionato: il butirrato in particolare è la primaria fonte di energia dei colonociti cioè le cellule strutturali del colon al punto che la sua mancanza può provocare atrofia della mucosa intestinale

Le fibre e il mantenimento del peso

Il giusto introito quotidiano di fibre nell'alimentazione determina lo stato di salute del microbiota intestinale e quindi anche della salute in generale.

Ricerche pubblicate sull'American Journal of Clinical Nutrition hanno mostrato per esempio che le persone che assumono sufficienti fibre nella dieta hanno più batteri buoni e meno firmicutes nell'intestino.

I firmicutes sono una tipologia di batterio, che vive normalmente nel colon, che aiutano il corpo ad estrarre energia dagli zuccheri e a trasformare e depositare quest'energia sotto forma di grassi.
Diversi studi hanno mostrato che le persone in sovrappeso od obese arrivano ad avere anche fino al 20% in più di firmicutes e addirittura fino al 90% in meno di altri batteri nell'intestino rispetto ai normopeso.

Sono necessarie ancora ulteriori ricerche ma questi dati sembrano mostrare che esiste una correlazione tra la qualità e quantità del microbiota intestinale e il peso corporeo e che in futuro ripristinare o mantenere il peso forma passerà non più attraverso diete ipocaloriche (che non funzionano mai sul medio-lungo termine) ma attraverso il ripristino e l'educazione alimentare del microbiota intestinale.

I vegetali sono la tua migliore fonte di fibre

Grazie a studi e ricerche fatti negli ultimi decenni sulle popolazioni ancora esistenti di cacciatori-raccoglitori (popoli che non vivono grazie all'agricoltura e all'allevamento ma ancora traendo cibo e risorse dalla natura selvatica) si è scoperto che il quantitativo di fibre necessario per avere un intestino in buona salute è molto superiore a quello che normalmente si assume con la dieta standard.

Si è calcolato che siano necessari almeno fino a 30-35 gr. di fibre al giorno il che si traduce in:

  • svariate porzioni di verdura a foglia in più rispetto a quelle che in genere si consumano fino ad un peso complessivo anche di 700-800 gr. al giorno (si tratta comunque di una valore indicativo che può variare in base alle proprie esigenze personali).

    In particolare sono efficaci, e dovrebbero essere regolarmente presenti sulla tua tavola, le verdure amare come la cicoria (o catalogna), il tarassaco, il radicchio, la cima di rapa, il soncino, la scarola, l'indivia e la rucola: queste verdure hanno un effetto depurativo sul fegato e stimolano la peristalsi e la contrazione muscolare.

    Le verdure amare inoltre hanno la capacità di stimolare la produzione della bile, il liquido prodotto dalla cistifellea e dal fegato che ci aiuta a digerire i grassi, e che ha anche un effetto lassativo. Infatti esiste anche una forma di costipazione derivante dall'insufficiente produzione di bile al momento del pasto

  • frutta (senza esagerare dato il suo contenuto di fruttosio) nella quantità di uno, massimo due frutti al giorno purché non ci siano problemi di glicemia alta e non si sia particolarmente sensibili al picco glicemico nel qual caso meglio evitare il consumo quotidiano e privilegiare la frutta a basso indice glicemico come prugne, mele, mirtilli, frutti di bosco, albicocche

  • semi oleosi (girasole, zucca, mandorle, noci brasiliane, noci di macadamia, nocciole, ecc.) in moderate quantità dato che sono molto calorici e possono causare infiammazione intestinale

  • legumi (tipo mung, lenticchie rosse e gialle, ceci) se tollerati a livello intestinale, ben cotti e speziati da una a due volte a settimana anche in questo caso tenendo presente l'alto contenuto di carboidrati

Un'altra ragione per cui i vegetali, in particolare quelli a foglia verde, sono così importanti per la regolarità intestinale è legata alla presenza di policosanoli, cioè alcoli grassi che rivestono le foglie.

Queste sostanze per le piante agiscono come repellenti per l’acqua mentre nell'intestino favoriscono il passaggio del cibo nel tratto gastro-intestinale.

Si tratta però di sostanze che assumi solo se mangi vegetali integri, non lavorati e trasformati in cibi pronti (comprese le verdure già tagliate e lavate vendute in busta) infatti i trattamenti che le verdure destinate alla preparazione industriale e al confezionamento subiscono distrugge i policosanoli e non solo: anche vitamine e sali minerali alla fine vanno per la maggior parte persi lasciando in effetti cellulosa, un po' di clorofilla e ben poco altro.

Se ti rendi conto di avere effettivamente bisogno di aumentare il tuo introito di fibre quotidiano non cedere alla tentazione di farlo aumentando i cereali integrali, grano in particolare, perché questi hanno effetti negativi sulla salute che non bisogna trascurare:

  • contengono antinutrienti come l'acido fitico (che inibisce l'assorbimento di minerali come ferro, zinco, calcio e rame) e le lectine che riducono l'assorbimento dei nutrienti da parte dell'intestino

  • contengono glutine che può danneggiare le pareti intestinali e provocare costipazione in soggetti particolarmente sensibili: se soffri di costipazione cronica prova ad eliminare tutte le fonti di glutine dalla tua alimentazione (le più comuni sono appunto i cereali come grano, orzo, farro e frumento) e a verificare se non ci siano dei miglioramenti

  • sono carboidrati complessi e quindi molto ricchi di zuccheri il cui consumo frequente e in grandi quantità è legato a patologie come sovrappeso e obesità, diabete, problemi cardiovascolari, problemi articolari, malattie neurodegenerative solo per citarne alcune

Un aiuto in più: cibi fermentati e probiotici

Come hai visto, il nostro apparato digerente non è progettato per digerire le fibre che arrivano nell'intestino dove invece che a noi servono da cibo ai batteri intestinali amici che grazie a queste si mantengono in buona salute, proliferano e così facendo tengono sotto controllo la presenza di eventuali batteri dannosi.

Se però il tuo microbiota intestinale è alterato e hai prevalenza di batteri patogeni, lieviti e funghi, le fibre potrebbero persino peggiorare la situazione perché anche i patogeni possono trovare nutrimento oltre che negli zuccheri (che è il loro cibo preferito) anche nelle fibre vegetali.

Ferma restando l'importanza di aumentare il quantitativo di fibre nella dieta quotidiana è altrettanto importante che queste arrivino in un intestino sano quindi, in caso di disbiosi e altri disturbi collegati al microbiota intestinale, bisogna prima di tutto togliere il cibo ai batteri patogeni (quindi eliminare carboidrati e zuccheri).

Mentre i patogeni muoiono di fame puoi dare un ulteriore aiuto ai batteri buoni consumando piccole quantità di cibi fermentati e integrando con dei buoni probiotici.

I cibi fermentati migliori sono i vegetali fermentati come i classici crauti o altre verdure però solo di produzione casalinga o acquistati accertandoti che non contengano, zuccheri, additivi e altre schifezze industriali (quindi evita quelli  del normale supermercato) oppure, se non hai intolleranza o allergia ai latticini, piccole quantità di kefir o yogurt meglio se di capra (in quanto più facilmente digeribile) che trovi nei negozi biologici e rigorosamente bianchi cioè senza zuccheri, frutta e altri additivi da yogurt "classici".

In caso tu sia allergico o intollerante ai latticini puoi preparare a casa yogurt e kefir partendo da latti vegetali come latte di mandorla o latte di cocco (evita quelli di cereali perchè contengono zuccheri) e usando uno starter per fermentazione che si acquista nei negozi biologici.

Se lo desideri puoi dolcificare subito prima del consumo con piccole quantità di eritritolo o stevia e aggiungere poca frutta a basso indice glicemico.

Infine integrare periodicamente con dei buoni probiotici che aiutano a ripopolare l'intestino di batteri buoni.

Nello shop di Energy Foods trovi Energy Flora un ottimo probiotico in capsule che contiene un'ampia varietà di ceppi batterici amici.

Anche l'aceto di mele e l'aceto di cocco, in particolare l'aceto balsamico di cocco, sono utili per il buon funzionamento dell'intestino in quanto favoriscono la digestione e grazie alle loro proprietà probiotiche aiutano a ripristinare il microbiota intestinale.

Integrare regolarmente con cibi fermentati e probiotici di buona qualità ti aiuta a mantenere in salute l'intestino e ad avere un'eliminazione sana, regolare e soddisfacente.

Anche la posizione conta

L'ultima cosa a cui probabilmente pensi quando vai in bagno la mattina è la posizione in cui sei seduto sul water eppure questa può influenzare considerevolmente il risultato delle tue sedute mattutine.

La posizione sbagliata infatti aumenta anche il rischio di sviluppare problemi intestinali come la costipazione e le emorroidi.

I water moderni, usati soprattutto in Occidente, sono disegnati per una posizione da seduti con le ginocchia a 90° rispetto all'addome.

Una posizione "civile" che certo ci differenzia dagli animali (il che è probabilmente proprio la ragione per cui ce la siamo inventata) ma in effetti ti costringe ad evacuare in maniera del tutto innaturale e a compiere degli sforzi che possono causare nel tempo problemi all'organismo come una temporanea aritmia cardiaca, microlacerazioni all'intestino, diverticolosi e prolasso rettale.

La posizione fisiologica infatti è da accovacciati (come i bambini piccoli sul vasino o come quando sei in gita nei boschi e non c'è un bagno pubblico nei paraggi) perché in questa posizione intestino e muscolatura si dispongono in modo tale da favorire l'evacuazione: il retto (cioè l'ultima parte del colon) si raddrizza, il muscolo puborettale (quello che ci permette di trattenere tutto dentro intanto che cerchiamo il bagno nel bosco) si rilassa e ti permette di svuotarti completamente senza sforzo.

Non per niente nei paesi in cui si usa la toilette alla turca i problemi di costipazione sono decisamente poco comuni se non addirittura assenti.

Senza arrivare all'installazione di massa in casa del gabinetto alla turca o a cercare di stare accovacciati in precario equilibrio sopra il water (cosa molto difficile a meno che tu non abbia addominali e muscoli delle cosce d'acciaio) è possibile ovviare sedendosi normalmente e poi mettendo i piedi sopra una panchettina o uno sgabello basso (l'altezza ideale da terra è intorno ai 20 cm. circa) così da trovarsi nella posizione accovacciata fisiologica.

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La stitichezza stagionale

Anche la stagione può contribuire all'insorgere della stitichezza.

Il periodo dell'anno in cui è più facile ritrovarsi costipati è con l'arrivo dell'autunno quando la temperatura inizia a calare e il corpo tende ad una maggiore secchezza.

Il cambiamento di stagione è sempre un momento che genera, sia a livello fisico che mentale, una certa dose di stress alla quale si aggiunge anche l'ansietà causata dalla costipazione che sollecita ulteriormente il sistema nervoso della pancia.

A tutto questo si aggiunge che il non riuscire ad evacuare regolarmente fa sì che le feci restino troppo a lungo nell'intestino e comincino a fermentare.

Questa fermentazione aumenta il livello di tossine presente nel corpo costringendo l'organismo a fare gli straordinari per liberarsene.

La buona notizia è che non dobbiamo subire tutto questo passivamente ma possiamo intervenire adottando alcuni comportamenti virtuosi non appena vediamo comparire i primi segnali premonitori.

I segnali premonitori

All'inizio dell'autunno le feci potrebbero diventare più piccole, più dure e anche di colore più scuro rispetto al solito.

Contemporaneamente si può soffrire maggiormente di gonfiore e formazione di gas intestinale.

La secchezza stagionale si manifesta spesso anche all'esterno in diversi modi: maggiore secchezza della pelle (che si può notare soprattutto a ginocchia, gomiti e pianta dei piedi), secchezza della bocca e delle narici (dove il muco si secca e provoca fastidiose incrostazioni interne), occhi più secchi e facili alle irritazioni.

Cosa causa questa disidratazione stagionale?

Ci sono diversi fattori che contribuiscono a creare una deficienza di liquidi generalizzata nel corpo.

Il primo fattore è la combinazione tra il sudare del pomeriggio (quando in genere le temperature sono ancora abbastanza alte) e una maggiore frequenza nell'urinare di notte che causa un abbassamento del livello dei fluidi.

Al mattino invece la temperatura è già piuttosto bassa e l'aria fredda tende a seccare il corpo più dell'aria calda il che aumenta la perdita di fluidi corporei tramite respirazione e sudorazione.

Come puoi intervenire

Se noti questi segnali questo è il momento di intervenire con alcuni facili accorgimenti:

  • aumenta il quantitativo d'acqua giornaliero

  • aumenta i grassi sani (ghi,olio di cocco e olio di oliva) che consumi durante la giornata: in genere viene spontaneo diminuire la quantità di grassi all'arrivo del caldo nella tarda primavera e inizio dell'estate. Questo è il momento di invertire la marcia, i grassi sani lubrificano l'intestino, ammorbidiscono le feci e aiutano ad evacuare più facilmente e regolarmente

  • aggiungi o aumenta gli alimenti emollienti nella tua dieta quotidiana come prugne, aloe vera, okra, piccole quantità di avena (cotta ad esempio sotto forma di porridge),psillio in semi o polvere,semi di chia, legumi (tipo fagioli mung o lenticchie), mela (cotta). Le fibre solubili contenute in questi cibi aiutano a rendere ben formate e corpose le feci e a nutrire e lubrificare le membrane mucose favorendo quindi un'evacuazione facile e soddisfacente

  • fai un massaggio con ghi o olio di cocco: come insegna l'Ayurveda, oltre ad assumere i grassi sani dall'interno puoi usarli anche all'esterno massaggiando la zona della pancia con ghi o olio di cocco preferibilmente la sera prima di andare a dormire: questo massaggio ha un effetto rilassante e i grassi assorbiti dalla pelle nutrono in profondità e mantengono elastici i tessuti della zona addominale

 

Conclusione

Come abbiamo visto la stitichezza è ben più di un semplice disturbo e se non trattata adeguatamente può avere conseguenze serie per la salute.

Pur essendo un problema in aumento, la medicina allopatica tende purtroppo a sottovalutarne l'importanza e può capitare che il medico si limiti a prescrivere qualche lassativo o al massimo a dare consigli alimentari generici che però non risolvono la situazione.

Vediamo in sintesi cosa fare quando sei alle prese con una situazione di stitichezza persistente:

  • se sei una donna, soprattutto se hai superato i 40, e hai a che fare con una stitichezza ormai cronica che sembra resistere a qualunque intervento fai degli accertamenti per verificare che non ci siano problemi alla tiroide in particolare ipotiroidismo.

  • lavora sull'alimentazione introducendo più fibre sotto forma soprattutto di verdura  poi un poco di frutta, semi oleosi, cibi fermentati (verdure fermentate, yogurt e kefir anche vegetali, aceto di mele o di cocco, miso, kombucha), una moderata quantità di legumi se non ti danno fastidio a livello intestinale

  • riduci il più possibile (meglio se arrivi ad eliminarli del tutto) cibi e bevande di origine industriale come cibi pronti, precotti, cibi in scatola, surgelati, verdure in busta o surgelate, bevande zuccherate, merendine, snack e cibo spazzatura in generale

  • introduci i grassi sani (ghi, olio di cocco, olio d'oliva) e fai in modo che siano sempre presenti in ogni pasto della tua giornata

  • bevi ogni giorno almeno un litro e mezzo/due (o anche di più a seconda delle tue esigenze, della stagione, dell'attività fisica, ecc.) meglio se calda e il più possibile pulita (puoi usare una buona acqua in bottiglia a residuo fisso basso oppure, se ne hai la possibilità, fai installare un depuratore in casa)

  • aggiungi alimenti emollienti alla tua dieta come prugne, aloe vera, okra, semi di psillio, semi di chia, mela, piccole quantità di avena cotta tipo porridge; anche l'inulina, estratta dalle foglie della pianta messicana “Blue Agave Tequilana Weber”, che trovi in vendita nel nostro shop, è un'ottima fonte di fibre: agisce come prebiotico (favorisce cioè la proliferazione di batteri benefici), facilita la digestione e il transito intestinale e contrasta le malattie infiammatorie a carico dell'intestino

  • cerca il più possibile di mantenere una regolare routine quotidiana sia la mattina (lasciando all'intestino il tempo di fare il suo lavoro) sia negli orari dei pasti: più sei regolare in questi aspetti e meglio funzionerà tutto il tuo apparato digerente

  • fai regolarmente e con buona frequenza attività fisica e ricorda che è meglio poco tempo ogni giorno piuttosto che tanto tempo solo una o due volte a settimana

  • periodicamente fai un ciclo di integrazione con dei buoni probiotici per ridare nuova vita al microbiota intestinale

  • quando vai in bagno assumi la posizione fisiologica con l'aiuto di un piccola sgabello su cui appoggiare i piedi

  • usa i lassativi il meno possibile, solo per un  breve periodo e solo in caso di emergenza privilegiando quelli di origine naturale

Tutti i consigli e le indicazioni che hai trovato in questa guida sono meravigliosamente sintetizzati e compresi nel Nuovo Metodo Energy che è stato studiato appositamente per ridare nuova vita all'apparato digerente (il vero motore dell'organismo) e ritrovare così una buona digestione, ripristinare la corretta assimilazione dei nutrienti e finire il ciclo con una completa e soddisfacente eliminazione di scarti e tossine.

Sono tre azioni fondamentali che il tuo organismo deve compiere al meglio ogni giorno, più volte al giorno, per tutta la tua vita e dalle quali dipende il tuo stato di salute ottimale (o la sua mancanza).

Grazie al Nuovo Metodo Energy puoi arrivare a conquistare questo stato di salute ottimale in modo semplice, interessante e divertente facendoti guidare passo per passo fino ad arrivare a creare un metodo alimentare personalizzato che, se lo vorrai, potrà diventare il tuo stile di vita per sempre.

Per ristabilire la corretta funzionalità
della barriera intestinale:

Energy Flora

integratore di probiotici con ben 100 Miliardi di fermenti, è un rimedio che lavora in profondità sulla salute dell’intestino rigenerando la flora batterica sana. Utile per ridurre fermentazione e gas e per eliminare il gonfiore addominale.

Come usare Energy Flora
Effettuare un primo ciclo di probiotici di 3 mesi continuativi. Fare poi cicli di un mese, 4 volte l’anno.

Quando prendere Energy Flora
1 capsula al giorno subito prima della colazione.

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Prodotti citati in questa guida che trovi in vendita nel nostro shop:

Eritritolo

E’ una salutare alternativa allo zucchero bianco, prodotta su base 100% vegetale. L’indice glicemico è pari a zero e non contiene calorie.
Non altera il sapore e può essere usato sia nella preparazione di dolci che di bevande. Il suo potere dolcificante è pari all’80% dello zucchero bianco. Non si accumula nell’intestino e non crea disbiosi intestinale. Non crea carie

Latte di Cocco

E’ una polvere purissima di cocco che ti permette di preparare in un istante una bevanda deliziosa e nutriente.
E’ un’ottima base per Smart Cappuccini, per frullati, come latte per dolci e dessert, puoi portarlo in viaggio e aggiungerlo anche a minestre e brodi salati.
E’ una perfetta base per marinare e cuocere pesce e carne. Non stimola il picco glicemico.

Aceto di Cocco

L’albero di cocco cresce in un terreno molto ricco di sostanze nutritive che vengono assorbite dal nettare dei fiori della palma e dal frutto stesso.
L’aceto di cocco è ottenuto mediante fermentazione naturale del nettare della noce di cocco, senza alcun trattamento termico e senza aggiunta di coloranti.
È fonte naturale di probiotici che vanno a nutrire la microflora intestinale.
È una buona fonte di minerali e vitamine.
Contiene potassio che aiuta a bilanciare gli elettroliti, controllare la pressione sanguigna e a ridurre l’impatto glicemico degli zuccheri.
Fonte di vitamina C dalle grandi proprietà antiossidanti e fondamentale nel combattere l’invecchiamento cellulare.
Contiene vitamine del gruppo B, in particolare B2 (riboflavina), essenziale per la produzione di energia del corpo, per la funzione e il metabolismo cellulare.
Aiuta l’organismo ad assorbire in modo ottimale il calcio ed il magnesio.
Contiene tutti gli aminoacidi essenziali che hanno anche la unzione di ossigenare il sangue e mantenere sano il sistema immunitario.
È un’ottima alternativa all’aceto di vino e all’aceto di mele grazie al suo gusto delicato.

Aceto Balsamico di Cocco

È ottenuto mediante fermentazione naturale del nettare dei fiori di cocco (che dura circa 8-12 mesi), di cui custodisce ancora tutte le preziose proprietà, senza coloranti e senza alcun trattamento termico.
Il nettare della noce di cocco si ottiene dalla raccolta dei fiori della palma di cocco, e dalla successiva separazione della parte liquida dalla parte solida (che diventerà zucchero). La parte liquida, con un basso contenuto di zucchero, viene fatta fermentare in modo da ridurre l’impatto glicemico.
La raccolta del nettare è svolta solo da gennaio a inizio giugno a mano con metodi tradizionali.
Ha un sapore delicato, senza sentori di cocco.
È tonico e digestivo ed è usato nella cucina dell’Asia sudorientale e in alcune regioni dell’India.
L’aceto di cocco è apprezzato in primo luogo per le sue proprietà eupeptiche, toniche e prebiotiche.
I fruttoligosaccaridi in esso contenuti, favoriscono infatti la crescita della flora batterica e svolgono perciò un’azione di prevenzione sia sulle infiammazioni che sulle infezioni intestinali.
Sotto il profilo nutrizionale l’aceto di cocco contiene discrete quantità di potassio, vitamina C e vitamine del gruppo B.
Contiene anche sostanze preziose che aiutano l’organismo ad assorbire meglio il calcio e il magnesio e che riducono al tempo stesso il colesterolo LDL.
È un’ottima alternativa all’aceto di vino e all’aceto di mele.

Ghi

E’ la migliore fonte di grassi a catena corta, immediatamente utilizzabili e che non sono accumulati nel fegato e nelle ghiandole.
E’ uno straordinario presidio anti-invecchiamento per tutte le cellule, soprattutto del cervello.
Favorisce l’assorbimento e il trasporto di tutte le sostanze nutritive, vitamine, minerali e amminoacidi.
Ripulisce il fegato dai grassi ossidati intrappolati nei suoi canali, riequilibra i livelli di colesterolo e favorisce la salute del cuore e dei vasi sanguigni.
Dimezza l’impatto glicemico di tutti i carboidrati, semplici e complessi.
E’ completamente privo di lattosio e caseina.

Olio di Cocco

Rinforza l’energia e l’assorbimento di vitamine e minerali.
Rinforza il sistema immunitario, perché contiene antivirali naturali tra cui acido laurico.
Migliora l’utilizzo dello zucchero del sangue, diminuendo i sintomi dell’ipoglicemia.
Migliora l’assorbimento del calcio, grazie agli ioni di magnesio contenuti.
Nutre il sistema nervoso e contiene potenti antiossidanti, nella forma di acidi grassi essenziali.
Aiuta il corpo ad assorbire omega 3 ed omega 6 in modo più efficiente, per cui potenzia l’assorbimento dei cibi che ne sono ricchi (semi di lino, canapa, microalghe, ecc.).
Rinforza la produzione e l’utilizzo degli ormoni, soprattutto del pregnolone (l’ormone anti-invecchiamento).
Migliora la velocità di azione della tiroide, aiutando il corpo a perdere peso e a non accumulare tossine. Non viene accumulato nel corpo come grasso, ma viene immediatamente bruciato dal fuoco digestivo.
Aiuta a eliminare gli acidi grassi trans.
Va a nutrire in profondità le cellule della pelle, donando grassi di buona qualità.
Aiuta la formazione di colesterolo utile da parte del fegato (HDL), essenziale per tenere puliti i vasi e utilizzare gli ormoni.
Non influisce sui depositi e le calcificazioni coronariche.
E’ il migliore cosmetico per la pelle, favorisce l’abbronzatura e la rende nutrita e soffice.

Psillio in polvere

E’ una fibra prebiotica ottenuta dalla corteccia dei semi della Plantago Ovata.
E’ conosciuta per le sue funzioni lassative, ma è benefica anche per cuore e pancreas.
Promuove la regolarità intestinale e diminuisce la flatulenza, aiuta a rendere le feci ben formate e meno secche.
Utile per combattere le emorroidi e le evacuazioni diarroiche.
E’ utile per regolarizzare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, dopo circa 6 settimane di uso quotidiano.
Promuove il senso di sazietà.
Può contribuire a mantenere un salutare equilibrio di zucchero nel sangue.

Semi di Chia

Sono ricchi di antiossidanti, che impediscono ai grassi presenti nei semi di irrancidire e contrastano la produzione di radicali liberi.
Hanno un bassissimo contenuto di carboidrati e non stimolano il picco glicemico.
Hanno un alto contenuto di fibre. Possono assorbire fino a 10-12 volte il loro peso in acqua, diventando gelatinose, espandendosi nello stomaco e nutrendo una flora batterica simbiotica

Inulina

Studi hanno evidenziato il possibile ruolo dei prebiotici nella prevenzione del cancro al colon.
Contrasta le malattie infiammatorie a carico dell’intestino. Favorisce la digestione e migliora il transito intestinale.
Aumenta il senso di sazietà e contribuisce a tenere sotto controllo il peso. Stimola il sistema immunitario.

Energy Detox

È un preparato a base di erbe e radici naturali, attua una pulizia profonda di colon ed intestino in presenza di una stitichezza ostinata spesso conseguenza, alternata a fasi diarroiche, di un’alterazione della microflora intestinale (disbiosi).

Quando prendere Energy Detox
Per i primi 15 giorni: prendere 4 capsule al giorno con acqua (2 al mattino appena svegli, 2 la sera prima di andare a letto).
Per i restanti 15 giorni: prendere solo 2 capsule prima di andare a dormire. Non usare il prodotto per più di 3 mesi consecutivi.

 

Fonti:

  • Mercola.com
  • PrecisionNutrition
  • DrAxe.com
  • Joyfulbelly.com
  • Mauriziotommasini.it
  • Dr. Giulia Enders: "L'intestino felice", ed. Sonzogno
  • Dr. Anne Katharina Zschocke: "I batteri intestinali" ed. Macro
  • Dr. Adrian Schulte: "Buona cacca a tutti!" ed. Macro

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