Svezzamento e sane abitudini? Facile con il Metodo Energy

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Oggi lo svezzamento del bambino è sempre più visto come un passaggio ad un’alimentazione complementare che non sostituisca, ma integri il latte materno.

Questo infatti dal sesto, ottavo mese, inizia a perdere il suo potere nutritivo e ad essere carente di vitamine e sali minerali per cui si rende necessaria l’introduzione graduale di altri alimenti per supplire a tali carenze e garantire al bambino una crescita regolare.

Non da ultimo, il bambino, con il passare dei mesi, necessita di un apporto energetico maggiore.

Se Energy Training fa ormai parte della tua routine alimentare, e vuoi dar la stessa impronta al tuo bambino, in questo articolo troverai tutte le informazioni su come procedere allo svezzamento in stile Energy.

È questo per lui un momento davvero speciale, di scoperta di nuovi sapori, consistenze ed un primo passo verso l’autonomia.

Cucchiaino e cibi solidi: una gran bella novità

In questa fase vanno rispettate due esigenze del piccolo:

  • Gradualità. Il bambino è abituato ad un solo sapore, quello del latte materno o artificiale, e ad una sola consistenza, quella liquida.
    I movimenti della suzione sono inoltre diversi dal deglutire, diversa è anche la posizione della lingua.
  • Dare tutto il tempo al bambino di abituarsi ed  adattarsi al cucchiaino.
    Anche se viene imboccato, è consigliato dare sempre un cucchiaino di plastica da tenere in mano e di lasciarlo libero di pasticciare con la pappa.
    Anche in questo caso il bambino deve avere il tempo per familiarizzare con nuovi sapori e nuove consistenze.

Quando iniziare?

Secondo l’OMS è bene iniziare lo svezzamento non prima del quarto mese per non incorrere in allergie e non dopo il sesto per non causare carenze nutrizionali.

Attorno al sesto mese inoltre, iniziano a spuntare i primi denti ed è anche il segno della presenza di enzimi digestivi.

Cos’è l’autosvezzamento e perché evitarlo

Vi è una recente linea di pensiero che propende per un tipo di svezzamento autonomo, dove sia il piccolo a decidere cosa e quando mangiare gli stessi cibi che consumano a tavola i genitori.

Oltre ad essere troppo “caotico”, questa nuova tendenza fa di tutta l’erba un fascio e prevede il consumo contemporaneo di: pane, pasta, quindi glutine, uova, pesce, latticini e legumi.

Come molte categorie di questi alimenti sono irritanti ed infiammanti per il nostro intestino, a maggior ragione lo sono per quello di un bimbo di sei mesi con una microflora ancora in formazione.

Introdurre ed abituare invece il bambino a sane abitudini, è ciò che di meglio possiamo fare per lui.

Latte vaccino sì o latte vaccino no?

Oggigiorno il latte di mucca è uno dei primi alimenti che vengono introdotti nella dieta dei bambini dopo lo svezzamento e, in conseguenza, una delle principali cause di allergie alimentari che si sviluppano nella prima infanzia.

L’allergia alle proteine del latte insieme all’intolleranza al lattosio è molto comune nei bambini ed è in genere la prima forma di allergia alimentare che si manifesta e che può portare nel tempo all’insorgere anche di reazioni avverse ad altri alimenti.

Possiamo tranquillamente sostituire il latte vaccino con latte di mandorle e latte di cocco.

Di quali nutrienti ha maggiore bisogno il bambino?

  • Amminoacidi essenziali. Il bisogno di proteine è fondamentale e nel primo anno di vita il bambino ne necessita quotidianamente, circa 3 grammi per chilo di peso corporeo.
  • Acidi grassi essenziali. Sono, non lo dimentichiamo, naturalmente presenti nel latte materno e nel primo anno di vita dovrebbero oscillare attorno al 50% delle calorie totali.

Via libera quindi ad olio di coccoolio MCTghi per rinforzare il sistema immunitario e garantire al piccolo una maggiore protezione da virus e batteri.

  • Le fibre, invece dovrebbero avere un apporto molto inferiore per un intestino così “giovane”. Si consiglia meno di 6 grammi al giorno calcolati con la regola “age plus five ” (età in anni + 5), introdotta da Williams (Child Health Center of the American Health Foundation,1995).

Qual è il ruolo dei carboidrati e degli zuccheri?

Anche nel bambino come negli adulti, i carboidrati sono il carburante per lo sforzo muscolare.

Nel primo anno di vita il corpo cresce e si struttura ad una velocità incredibile, mentre i movimenti sono ancora molto limitati non iniziando a muovere i primi passi che attorno ai 12 mesi.

Per questo vi è la necessità d’introdurre più proteine e grassi e meno carboidrati, che nel rispetto dello stile Energy, sono nella forma di cereali in chicchi senza glutine e quelli derivati dalla frutta.

Svezzamento vegetariano/vegano?

Il Metodo Energy è un metodo onnivoro, ma si adatta con qualche restrizione e compromesso, agli adulti che seguono una alimentazione vegetariana o vegana.

All’interno del programma cerchiamo di aiutarli a seguirla nel modo più bilanciato possibile.

Siamo invece decisamente contrari nello svezzare allo stesso modo i bambini.

Diverse e pericolose sono le carenze a cui il piccolo va incontro, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo neurologico e un probabile ritardo nella crescita, dovuto alla mancanza di Vitamina B12 e collagene, presenti soprattutto nella carne.

Come per i bambini più grandi e i ragazzi, è auspicabile che sia lui stesso a decidere quale regime alimentare scegliere, nel pieno delle sue facoltà, quando sarà il momento.

Svezzamento in stile Energy mese per mese

Quello che puoi fare, se sei una mamma che già si alimenta in modo Energy, è fare altrettanto con il tuo bambino.

Se non lo sei e non conosci il Metodo, nessun problema, è molto più facile di quanto sembra. Vediamo come iniziare.

  • Prima familiarità con cucchiaino con puree di frutta leggere e calde a cui aggiungi un cucchiaino di ghi o olio di cocco.
  • Pappe salate. Preparare un brodo vegetale base, con poche verdure, senza aggiungere sale (eventualmente un pezzetto di alga).

Frullare le verdure e con il brodo preparare pappe di cereali senza glutine, prima sotto forma di farina e poi cotti direttamente in chicchi, con tanta acqua fino a renderli cremosi.

Sono perfetti: riso, grano saraceno, quinoa e miglio.

Puoi preparare anche del brodo con passato di verdura. Aggiungi gradualmente anche sedano, finocchio, bietola, fagiolini, verza, sempre condite con un po’ di ghi.

  • Pappe dolci. Con latte di mandorle, frutta, si possono preparare budini con agar agar, aggiungendo olio di cocco, poche spezie, se vuoi, poca frutta secca ammollata e frullata.
  • Pappa dolce del mattino. Iniziare con purea di frutta e latte di mandorla o di cocco e aggiungere gradualmente pochi cereali e proteine vegetali.

Con latte di cocco e mandorle si possono preparare anche yogurt e kefir. Non usare mai quello in tetrapak, ma preparalo in casa fresco o in polvere.

Quali proteine introdurre?

Dopo il settimo mese iniziare con poca carne omogeneizzata da te, sia rossa che bianca, pochissima ricotta senza lattosio (per evitare il muco).
Pochissimo parmigiano 36 mesi (fare attenzione perché è molto salato).

Dopo l’ottavo mese si può provare ad introdurre legumi e l’albume d’uovo.

Dopo il nono mese è il momento di provare ad introdurre il tuorlo d’uovo e del pesce freschissimo.

Quali cibi sono da evitare?

Il sale, cibi troppo lavorati, piccanti, eccitanti come la cioccolata, cibi confezionati, merendine, succhi e bevande zuccherate, come pure la camomilla e infine caramelle, torte classiche e dolci vari.

Consigli e meta finale

Introduci un alimento nuovo per volta ed aspetta un paio di giorni prima di inserirne un altro.
Controlla sempre la qualità delle feci del tuo bambino: è l’unico modo per capire se l’alimento è stato digerito bene o male assorbito.

Se ci sono segni di rossore, vuol dire che non è ancora pronto. Se il bambino fa fatica a liberarsi e le feci sono dure, aumenta la quantità di olio di cocco e ghi.

La meta è arrivare a due pappe salate complete e due dolci e poi eventualmente iniziare ad offrirgli un biberon con acqua calda: in genere è graditissimo.

Piano piano oltre le puree, prova con verdura a pezzettini e cibo morbido sempre a pezzettini.

Ricordati di favorire l’uso delle mani coprendo il piccolo e porgendogli comunque un cucchiaino in modo che non si senta passivo.

 

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Maria Pia Festini

Amante dei libri e della scrittura, mamma e assistente scolastica, nel 2013 si iscrive al programma di Energy Training, dal quale ne esce trasformata nel fisico e nella mente. Si lascia alle spalle 10 chili, il tormento quotidiano di cucinare solo per dovere e un rapporto conflittuale con il cibo che la segue sin da piccola. Decide così di diventare "Energy Trainer", affiancando Francesca nelle consulenze e firmando articoli per il blog.

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  1. ha commentato:

    …spero che rivedrete seriamente l’articolo! Da voi concetti e preconcetti obsoleti e pericolosi come
    “Questo infatti dal sesto, ottavo mese, inizia a perdere il suo potere nutritivo e ad essere carente di vitamine e sali minerali per cui si rende necessaria l’introduzione graduale di altri alimenti per supplire a tali carenze e garantire al bambino una crescita regolare.” e quello che scrivete qui sullautosvezzamento… non me lo aspettavo proprio!? Per favore, informatevi e riscrivete l’articolo!

    • ha commentato

      Ciao Deborah,
      ti copio qui la stessa risposta che ti abbiamo dato in calce al post su Facebook: spero che tu abbia frainteso l’articolo! Non è certo una crociata contro il latte materno, tutt’altro. La mamma può continuare ad allattare il suo piccolo finché vuole ma deve essere consapevole e ben informata, che dal sesto mese in poi, occorre integrare, ho scritto integrare, non sostituire, al suo latte, alimenti freschi per non incorrere in carenze che nel latte materno sono fisiologiche. Questa non è una nostra opinione, ma ciò che gli studi scientifici convengono e che la stessa OMS raccomanda. Infatti dal primo al sesto mese sono tutti concordi nell’affermare che le proteine del latte materno calano del 30% e che calcio, zinco, vitamine B6, B12, vitamina C, diminuiscono a partire dal quinto mese. Inoltre le riserve di ferro con cui il bambino nasce per averle assorbite dalla mamma durante la gravidanza, si esauriscono attorno a 6 mesi e il latte materno non è ricco affatto di ferro. I grassi invece rimangono invariati fino a dodici mesi. Poi è ovvio che fino ad almeno un anno, il latte materno se possibile, non va eliminato per garantire al piccolo una maggiore protezione da virus e infezioni. Un caro saluto

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