Le 5 regole per una digestione perfetta


Questo articolo è il decimo (e ultimo) della serie I 10 pilastri dell’alimentazione corretta.

Subito dopo aver mangiato, come ti senti?

Stanco e pieno? Vorresti metterti a dormire? Senti un leggero mal di pancia?

O ti senti pieno di forza e di energia, tanto da poterti mettere subito al lavoro?

La tua risposta a questa semplice domanda può cambiarti la vita, perché la salute e la malattia, l’essere in sovrappeso o magro, l’essere sempre sveglio ed energico o debole e stanco, l’invecchiare velocemente o lentamente dipendono molto dalla qualità della tua digestione, ovvero dalla tua capacità di trasformare il cibo in nutrimento ed energia.

La medicina tradizionale cinese è stata in grado di spiegare il processo della digestione in modo semplice e concreto.

La digestione secondo la medicina tradizionale cinese

Secondo questa visione, il processo digestivo è finalizzato a:

  • Trasformare le sostanze grezze in nutrimenti adatti al corpo
  • Distribuire le sostanze nutritive in tutto il corpo
  • Eliminare ciò che non può essere utilizzato

Queste tre fasi hanno una cosa in comune: richiedono calore.

Il processo digestivo, secondo la medicina tradizionale cinese, consiste nel creare nello stomaco una zuppa a 38°.

Dato che lo stomaco teme il secco e la milza teme l’umidità, è importante capire che cibi troppo freddi o troppo secchi mettono in difficoltà lo stomaco che deve trasformarli in poltiglia.

Allo stesso modo, troppa acqua o cibi troppo umidi possono spegnere il fuoco della milza.

E’ importante quindi introdurre cibi né troppo caldi, né troppo freddi, né troppo secchi, né troppo umidi.

Se introduciamo un cibo freddo o beviamo qualcosa di molto freddo ai pasti (una Coca Cola ghiacciata, un bicchierone di acqua fredda), questo rallenta e impedisce la digestione.

Trasformare un cibo freddo e crudo in una zuppa a 38°, infatti, con il tempo indebolisce e affatica lo stomaco.

Se il cibo non viene trasformato bene, sia la medicina ayurvedica, sia la medicina tradizionale cinese dicono che il primo effetto è quello di sviluppare tossine.

Queste tossine si vanno ad accumulare in tutte le cavità del corpo (a partire dagli organi digestivi) e, di conseguenza, impediscono che il nutrimento giunga in tutti gli organi del corpo.

Digerire bene è la chiave per sentirsi in salute e pieni di energia ogni giorno. Ma quali sono le regole per una digestione corretta? Quali sono le cose che rendono il cibo più o meno digeribile?

Regola 1: La giusta cottura

La cottura va vista come una “pre-digestione”. Con la cottura rendiamo l’alimento già digerito in parte e quindi più facile da trasformare in energia.

Come rendere la carne più digeribile

La carne va cotta leggermente o consumata in carpaccio (se ne conosci la provenienza) e va abbinata sempre a rucola e vegetali a foglia verde (cicoria, insalata).

La carne va condita con poco sale e si accompagna bene a spezie come lo zenzero (soprattutto fresco) e ad aromi come alloro e rosmarino.

Va mangiata come primo piatto anziché come secondo, perché è l’alimento che richiede più tempo per essere digerito.

Come rendere le uova più digeribili

Le uova vanno consumate con albume cotto e tuorlo crudo e condite con sale, spezie e succo di limone.

Come rendere la verdura più digeribile

La verdura va cucinata in modo semplice e leggero, per pochi minuti: a vapore, scottata, saltata o stufata. In questo modo si perderanno parte delle vitamine, ma quelle che restano le assimileremo tutte (a differenza della verdura cruda).

Inoltre la cottura rinforza lo stomaco e la milza.

Un altro modo di mangiare le verdure è preparare, con una centrifuga a bassa velocità, succhi freschissimi e leggeri. Sono facili da digerire e da metabolizzare e sono molto ricchi di enzimi, vitamine e minerali.

Puoi consumare quotidianamente anche una piccola porzione di insalata cruda, ma solo se la tua “costituzione” la tollera bene (puoi scoprire la tua costituzione con questo questionario).

Regola 2: Le spezie

L’uso delle spezie in cucina è indispensabile per rendere digeribili i piatti e impedire che ti gonfino.

Tutti credono che le spezie servano solo a dare più sapore ai piatti, ma in realtà hanno un potere straordinario: attivano il metabolismo, rendono ogni piatto più digeribile e migliorano l’eliminazione.

Inoltre, ciascuna spezia ha delle qualità e dei benefici specifici.

Ecco le spezie che uso quotidianamente in cucina (e che consiglio ai miei studenti):

  • Curcuma: è disintossicante, tonica e depurativa del sangue. Fa molto bene al fegato ed è molto indicata per preservare la flora batterica intestinale. Puoi usarla in tutti i piatti che prepari (cereali, proteine e verdure), ne basta un cucchiaino.
  • Semi di anice: rinforzano lo stomaco e regolano il fluire armonico dell’energia. Sono indicati soprattutto nella preparazione di dolci e dessert (torte naturali, gelatine di frutta, budini).
  • Semi di cumino: favoriscono la digestione, migliorano il gusto e stimolano la secrezione dei succhi gastrici. Sono particolarmente indicati nella preparazione di cereali, legumi e zuppe.
  • Semi di finocchio: rinforzano lo stomaco, disperdono il freddo interno e stimolano la peristalsi. Anche questi possono essere usati in tutti i tipi di piatti, soprattutto nella preparazione dei legumi, per favorirne la digestione ed evitare che creino flatulenza.
  • Zenzero: è una spezia che molte ricerche hanno definito “moracolosa” contro le malattie cardiache. E’ anche ottima contro il raffreddore, promuove la sudorazione, è un antidoto all’avvelenamento da pesce, aiuta i polmoni e lo stomaco, elimina tossine e agenti patogeni.

Le spezie vanno usate soprattutto durante la cottura, dall’inizio.

Se cuociamo per esempio dei legumi, dei cereali o dobbiamo saltare la verdura, vanno messe addirittura nella padella con olio caldo, prima di mettere gli altri ingredienti.

Zenzero, prezzemolo, basilico e le altre erbe aromatiche possiamo usarli freschi a fine cottura. Puoi introdurle quotidianamente e coltivarle sul balcone di casa per averle sempre a portata di mano.

L’alloro va bene a inizio cottura.

Regola 3: La masticazione

La masticazione, come una buona cottura, è una “pre-digestione”: ci aiuta a rendere l’alimento molto più digeribile e allunga la vita del nostro stomaco.

Se impariamo a masticare adeguatamente ci sentiremo meno gonfi e, avendo più consapevolezza, non rischieremo di mangiare troppo.

La regola per digerire bene è masticare 30 volte ogni boccone, fino a quando il cibo si riduce quasi a liquido.

Questo è anche un antidoto alla fretta, che ci condiziona sempre. Se non consumiamo il pasto nel tempo adeguato, con calma e masticando bene, il nostro corpo non sarà in grado di ricavarne tutte le sostanze.

Regola 4: Niente frutta a fine pasto

Tutte le proprietà benefiche della frutta scompaiano se la mangi dopo un pasto completo.

La frutta infatti richiede succhi gastrici completamente diversi da quelli delle proteine e dei carboidrati complessi e ha un tempo di digestione molto più rapido, mentre un pasto richiede 3h – 3h e½ per essere digerito.

Cosa succede quando mangiamo frutta a fine pasto?

La frutta (che è zuccherina) si blocca nello stomaco e va in fermentazione, fa surriscaldare quel bolo alimentare che abbiamo introdotto nello stomaco e non riusciremo a digerire né la frutta, né le proteine, né i carboidrati.

Questo cibo mal digerito si trasferirà nell’intestino compromettendo tutte le fasi successive di trasformazione ed eliminazione.

In poche parole ti riempie di tossine e muco.

I dolci dopo i pasti sono ugualmente una cattiva abitudine: portano gonfiore e acidità e sono spesso causa di aumento del peso.

Infatti le proteine (come la carne) richiedono un pH estremamente acido per essere digerite, mentre il dolce richiede un ambiente alcalino per lasciare velocemente lo stomaco. Lo stomaco, nel dover far fronte all’ingresso di due cibi con necessità opposte, sarà messo in grave difficoltà e non “saprà” se sprigionare succhi alcalini o acidi.

In sostanza, anche se abbiamo preparato con amore e con attenzione un pasto equilibrato e naturale, questa abitudine distrugge tutto ciò che di buono abbiamo mangiato.

Questo non vuole certo dire che dobbiamo eliminare la frutta o il dolce dalla nostra vita.

La frutta può diventare uno spuntino da fare a metà mattina o a metà pomeriggio, oppure l’alimento da usare per una colazione dolce. La stessa cosa vale per i dolci che possono essere consumati al mattino o il pomeriggio. In questo modo la digestione avverrà correttamente.

A fine pasto, quando sentirai il desiderio di qualcosa di dolce per “chiudere in bellezza”, prova a instaurare questa nuova abitudine: scopri il beneficio di una piccola bevanda calda.

Acquista una tisana del gusto che preferisci, sono ottime quelle digestive. Ti aiuterà a digerire con più facilità e renderà più facile rinunciare al dolcetto dopo pasto.

Regola 5: Non mangiare troppo

Mangiare troppo ci fa invecchiare prima, ci fa affaticare di più e ci fa produrre una minore energia.

Per vivere a lungo, bene, in forza, in salute, conservando la lucidità mentale, bisogna sapersi contenere e mangiare il giusto.

E’ importante stabilire un tempo minimo del pasto se siamo troppo frettolosi e non mastichiamo per niente, ma è altrettanto importante stabilire un tempo massimo se siamo lì a tavola a mangiare il primo, il secondo, il contorno, e poi cominciamo a guardarci intorno alla ricerca di qualcos’altro.

Quando scade il tempo massimo, ci si alza da tavola e si fa altro.

Come accorgerti che sei arrivato alla fine? La regola è che dobbiamo sempre alzarci da tavola abbastanza leggeri. Ci sarebbe un posto nello stomaco per un’altra cosa, ma noi non la mangiamo.

Questo spazio che non andiamo a riempire, è tutto spazio che diamo allo stomaco per digerire correttamente.

Il motivo per cui spesso esageriamo nella quantità di cibo è che stiamo mangiando degli alimenti poco nutrienti. Il nostro corpo non si sente mai soddisfatto e ne chiede ancora.

I cibi vuoti, raffinati, conservati o surgelati non bastano mai e ne vorremmo sempre di più. Questo perché il nostro corpo in un certo modo riconosce la qualità, l’essenza, l’energia vitale disponibile (o non disponibile) in un cibo.

Bene, queste erano le 5 regole per una digestione perfetta.

Se le seguirai, ti accorgerai in breve tempo che a fine pasto non ti sentirai gonfio, appesantito, stanco e sonnolente, ma soddisfatto e pieno di energia.

La corretta digestione ti aiuterà a mantenere il peso forma, ritrovare la regolarità intestinale e aumentare la tua energia.

Ti auguro tutto il meglio,

Francesca Forcella Cillo