Insulina e resistenza all’insulina – ecco di cosa si tratta8 min read

Insulina

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Tratto da: Authority Nutrition

L’insulina è un importante ormone che controlla diversi processi nel corpo.

Squilibri a livello di questo ormone sono alla base di molte delle malattie moderne.

A volte le nostre cellule smettono di rispondere all’insulina come dovrebbero. Questa condizione è chiamata resistenza all’insulina ed è molto diffusa.

Infatti uno studio del 2002 ha evidenziato che il 32,2% della popolazione degli Stati Uniti potrebbe essere resistente all’insulina (1).

Questo numero sale fino al 70% nelle donne adulte obese e più dell’80% in altri gruppi di pazienti (2, 3). Circa un terzo dei bambini e adolescenti obesi potrebbero avere resistenza all’insulina (4).

Questi numeri sono spaventosi, ma la buona notizia è che la resistenza all’insulina è una condizione che si può migliorare con semplici cambiamenti nello stile di vita e nella dieta.

Questo articolo spiega cos’è la resistenza all’insulina, perché dovresti preoccupartene e come puoi superarla.

Insulina e resistenza all’insulina spiegati in parole semplici

L’insulina è secreta dal pancreas.

Il suo ruolo principale è quello di regolare la quantità di nutrienti che circolano nel torrente sanguigno.

Sebbene l’insulina sia implicata principalmente nella regolazione degli zuccheri nel sangue, è coinvolta anche nel metabolismo di grassi e proteine.

Quando consumiamo un pasto che contiene carboidrati, la quantità di zuccheri nel sangue aumenta.

Questo viene percepito dalle cellule del pancreas, che rilasciano insulina nel sangue.

L’insulina viaggia nel torrente sanguigno e “dice” alle cellule che devono prelevare zuccheri dal sangue.

Questo porta a una riduzione della quantità di zuccheri nel sangue che vengono sistemati là dove devono stare, nelle cellule, per l’uso o la conservazione.

Questo è importante perché alte quantità di zuccheri nel sangue possono avere effetti tossici e causare danni anche gravi.

Per vari motivi (di cui parleremo dopo) qualche volta le cellule smettono di rispondere all’insulina come dovrebbero.

In altre parole diventano “resistenti” all’insulina.

Quando questo succede, il pancreas continua a produrre ancora più insulina, per abbassare i livelli di zuccheri nel sangue. Questo conduce ad alti livelli di insulina nel sangue, condizione chiamata iperinsulinemia.

E questo processo può continuare per molto tempo.

Le cellule diventano sempre più resistenti all’insulina ed entrambi, l’insulina e i livelli di zucchero, si alzano.

Inoltre può succedere che il pancreas, sovraccaricato, non sia in grado di continuare e che le sue cellule si danneggino.

Questo conduce a una diminuzione della produzione di insulina, quindi abbiamo minori quantità di insulina e cellule che non rispondono alla piccola quantità di insulina disponibile.

Questo porta a un esorbitante aumento degli zuccheri nel sangue.

Ed ecco spiegato come si sviluppa il diabete di tipo 2.

La resistenza all’insulina è una delle principali cause di questa malattia che affligge circa il 9% delle persone in tutto il mondo (5).

Resistenza e sensibilità all’insulina

La resistenza e la sensibilità all’insulina sono due facce della stessa medaglia.

Se sei resistente all’insulina, hai una bassa sensibilità all’insulina. E viceversa se sei sensibile all’insulina,  hai una bassa resistenza all’insulina.

Diventare resistenti all’insulina è una cosa negativa, mentre essere sensibili all’insulina è una cosa positiva.

Cosa provoca resistenza all’insulina?

Ci sono molte potenziali cause e fattori della resistenza all’insulina.

Si pensa che uno dei principali sia un aumento dei grassi nel sangue.

Diversi studi mostrano che alte quantità di acidi grassi liberi nel sangue facciano sì che le cellule, come le cellule muscolari, smettano di rispondere all’insulina (6, 7, 8).

Questo potrebbe essere causato in parte dai grassi che si formano all’interno delle cellule muscolari, chiamati grassi intramiocellulari. Questo danneggia il sistema di segnalazione necessario affinchè l’insulina funzioni (9, 10, 11).

La principale causa di questo eccesso di acidi grassi è il troppo cibo. Infatti mangiare troppo, prendere troppo peso ed essere obesi sono fattori fortemente associati alla resistenza all’insulina (12, 13, 14, 15).

Avere un aumento dei grassi viscerali, i pericolosi grassi che si costruiscono attorno agli organi, sembra essere un fattore importante.

Questo tipo di grassi può rilasciare molti acidi grassi liberi nel sangue e ormoni infiammatori che conducono alla resistenza all’insulina (16, 17, 18).

Anche le persone normopeso o quelle magre possono essere resistenti all’insulina, ma è un problema più comune in chi è sovrappeso (19).

Ci sono diverse altre cause di resistenza all’insulina:

  • Fruttosio: Un alto apporto di fruttosio (da zuccheri aggiunti, non dalla frutta) è stato collegato a resistenza all’insulina, sia nei topi, che nell’uomo (20, 21, 22).
  • Infiammazione: Un aumento dello stress ossidativo e dell’infiammazione nel corpo può condurre a resistenza all’insulina (23, 24).
  • Inattività: L’attività fisica aumenta la sensibilità all’insulina. Al contrario, fare una vita molto sedentaria provoca resistenza all’insulina (25, 26).
  • Omega-3: Mangiare acidi grassi omega 3 può in alcuni casi ridurre la resistenza all’insulina. Possono anche abbasssare i livelli di trigliceridi, che sono spesso alti nelle persone con resistenza all’insulina (27, 28).
  • Flora batterica: Ci sono evidenze che una distruzione dell’equilibrio della flora batterica intestinale può provocare infiammazione ed esasperare la condizione di resistenza all’insulina e altri problemi del metabolismo (29).

Ci sono anche altri vari fattori genetici e sociali che contribuiscono alla resistenza/sensibilità all’insulina, e sembra che le persone di colore, gli ispanici e gli asiatici siano in modo particolare a rischio (30, 31, 32).

Come capire se sei resistente all’insulina

Ci sono diversi modi in cui si può determinare se sei resistente all’insulina.

Per esempio, avere alti livelli di insulina a digiuno è un segno di resistenza all’insulina.

Ci sono anche modi per misurare e controllare gli zuccheri nel sangue direttamente, come un test di tolleranza del glucosio orale, in cui ti viene data una dose di glucosio e vengono misurati i livelli di zucchero nel sangue per qualche ora.

Se sei sovrappeso o obeso e soprattutto se hai una grande quantità di grassi addominali le probabilità che abbia resistenza all’insulina sono alte.

C’è anche una malattia della pelle chiamata acanthosis nigrans, caratterizzata da macchie scure sulla pelle, che potrebbe indicare resistenza all’insulina.

Avere colesterolo HDL basso (il colesterolo buono) e alti livelli di trigliceridi sono altri due fattori fortemente associati alla resistenza all’insulina (3).

Resistenza all’insulina, sindrome metabolica e diabete di tipo 2

La resistenza all’insulina è la caratteristica di due condizioni molto comuni, la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2.

La sindrome metabolica comprende un gruppo di fattori di rischio associati a diabete di tipo 2, malattie cardiache e altri problemi.

I sintomi sono: trigliceridi alti, bassi livelli di colesterolo HDL, alta pressione sanguigna, obesità e alti livelli di zuccheri nel sangue (33).

Qualche volta questa condizione viene chiamata anche sindrome da resistenza all’insulina (34).

La resistenza all’insulina è anche un veicolo di diabete di tipo 2. Gli alti livelli di zuccheri sono dovuti alle cellule che non rispondono più all’insulina (35).

Col tempo le cellule nel pancreas che producono insulina possono smettere di funzionare, portando a carenza di insulina (36).

Bloccando lo sviluppo della resistenza all’insulina si può prevenire in molti casi la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2.

La resistenza all’insulina è collegata a malattie cardiache e a ogni sorta di problema di salute

La resistenza all’insulina è anche fortemente associata alle malattie cardiache, che sono la principale causa di morte al mondo (37).

Infatti, le persone con resistenza all’insulina o sindrome metabolica hanno il 93% di rischi in più di malattie cardiache (38).

Ci sono molte altre malattie collegate alla resistenza all’insulina.Tra queste abbiamo: fegato grasso non alcolico, sindrome da ovaio policistico (PCOS), Alzheimer e cancro (39, 40, 41, 42).

Modi per ridurre la resistenza all’insulina (e migliorare la sensibilità all’insulina)

La resistenza all’insulina si può invertire, cambiando il tuo stile di vita.

Ecco alcuni metodi per ridurre la resistenza all’insulina:

  1. Esercizio: possiamo definirlo il singolo, facile modo per migliorare la resistenza all’insulina. L’effetto è quasi immediato (43, 44).
  2. Perdere il grasso addominale: Prova a perdere un po’ di grasso, soprattutto quello viscerale da fegato e pancia.
  3. Smettere di fumare: Il fumo di tabacco può provocare resistenza all’insulina, quindi smettere può aiutare (45)
  4. Zucchero: Prova a ridurre l’apporto di zuccheri, soprattutto le bevande zuccherate.
  5. Mangia sano: Fai una dieta basata principalmente su cibo sano non processato.
  6. Integratori: Un supplemento chiamato berberine può essere efficace per migliorare la sensibilità all’insulina e ridurre gli zuccheri nel sangue (46). Anche i supplementi di magnesio sono utili (47).
  7. Dormi: Ci sono prove che un cattivo sonno causa resistenza all’insulina quindi migliorare la qualità del sonno può aiutare (48).
  8. Stress: Prova a gestire i tuoi livelli di stress (49). Anche la meditazione è molto utile (50).
  9. Dona il sangue: Alti livelli di ferro nel sangue sono collegati a resistenza all’insulina. Negli uomini e nelle donne in post-menopausa, donare il sangue migliora la sensibilità all’insulina (51, 52, 53).
  10. Digiuno intermittente: Anche il digiuno intermittente può migliorare la sensibilità all’insulina (54).

La maggior parte dei consigli della lista sono generalmente collegati a una buona salute, una lunga vita e protezione dalle malattie.

Tieni a mente, però, che questi non sono consigli medici!

Dieta a basso contenuto di carboidrati e resistenza all’insulina

Un’altra cosa che vale la pena menzionare è la dieta a basso contenuto di carboidrati.

Le diete che riducono i carboidrati possono avere incredibili benefici contro la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2 (55, 56), e questo è in parte mediato dal ridurre la resistenza all’insulina (57, 58, 59).

In ogni caso, quando l’apporto di carboidrati è molto basso come quando si fa una dieta chetogenica, il corpo può indurre uno stato di resistenza all’insulina per risparmiare zuccheri per il cervello.

Questo è chiamato resistenza all’insulina fisiologica (opposta a patologica) e non è dannosa (60).

Conclusione

La resistenza all’insulina è uno dei fattori chiave di molte (se non della maggior parte) delle malattie croniche di oggi, che uccidono milioni di persone ogni anno.

La buona notizia è che si può migliorare significativamente con semplici strategie e con un cambiamento dello stile di vita (perdere grassi, mangiare sano e fare esercizio).

Prevenire la resistenza all’insulina è una delle cose che contribuiscono a rendere la tua vita lunga, sana e felice.

Fonte: Authority Nutrition


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Raffaella Scirpoli

Raffaella Scirpoli è una giovane Naturopata che da più di 3 anni collabora con Francesca nel programma Energy Training.

Ha scoperto il mondo dell’alimentazione naturale solo pochi anni fa, ma è stato “amore a prima vista”.

Seguendo i consigli di Francesca, di cui si considera l’allieva numero uno, ha stravolto le sue abitudini alimentari e si è sentita subito più energica, più consapevole e più sana.

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  1. Avatar
    ha commentato:

    Siete stati bravi a rendere di semplice comprensione un argomento molto complesso e importante come la resistenza insulinica e le devastanti conseguenze che porta .
    Grazie e buon lavoro
    Ermanno D’Incecco

    • Avatar
      ha commentato:

      Grazie a te, Ermanno!
      Sono contenta che ti sia piaciuto.
      Un caro saluto

  2. Avatar
    ha commentato:

    mi è piaciuto molto questo articolo, anche perchè mi sono un pò riconosciuta in tanti punti. quindi cercherò di seguire alcune cose che ora faccio solo sporadicamente. grazie e tanti saluti

    • Avatar
      ha commentato:

      Ciao Elena,
      grazie e benvenuta sul blog! 🙂
      Un caro saluto

  3. Avatar
    ha commentato:

    Complimenti, è un articolo scritto veramente bene e con parole che tutti possono capire. Veramente interessante!

  4. Avatar
    ha commentato:

    Concordo con gli altri; complimenti perché avete spiegato molto bene un argomento tanto complesso. Grazie

    • Avatar
      ha commentato:

      Ciao Maria,
      benvenuta sul blog e grazie del tuo feedback!

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