Osteoporosi e salute delle ossa: la guida definitiva26 min read

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L’osso è un organo che dà forma al nostro corpo, ne sostiene il peso e ne facilita la locomozione fornendo ai muscoli l’inserzione per agire come leve.

E’ formato prevalentemente da tessuto osseo, che a seconda della struttura si distingue in compatto e spugnoso.

Può avere un colore variabile a seconda dell’età e consistenza diversa in base al tessuto osseo presente.

Le ossa sono molto elastiche e questo fa sì che possano resistere a sollecitazioni meccaniche di notevole entità.

Se però le sollecitazioni meccaniche sono d’intensità tale da superare le capacità di resistenza alle deformazioni dell’osso, questo può subire una frattura.

Ma generalmente non è un danno irreparabile, in quanto le ossa hanno la capacità di riparare se stesse riacquistando la propria forma originaria.

Inoltre svolgono una funzione protettiva nei confronti di organi più delicati, come il cuore e i polmoni, il cervello e il midollo spinale.

A seconda della forma si distinguono in:

  • ossa piatte (es. costole, cranio) formate soprattutto da una sostanza detta “compatta” (che essendo densa, non va incontro a osteoporosi);
  • ossa lunghe (es. ossa della gamba, come il femore): formate da una sostanza compatta esternamente e dal midollo osseo al loro interno;
  • ossa corte (es. vertebre): formate da un rivestimento di sostanza compatta e da una struttura spugnosa all’interno.

Sono quest eultime le ossa che possono diventare fragili con gli anni; l’osteoporosi agisce infatti sulla struttura spugnosa indebolendola.

Le ossa sono costituite da tessuto osseo, ma anche da materiale connettivo: il periostio che le ricopre all’esterno e l’endostio che ne tappezza le cavità interne; da parti cartilaginee che ne rivestono le superfici articolari, e nell’età pre-puberale anche dalla cartilagine di accrescimento.

Come hai visto, le ossa lunghe ospitano al loro interno il midollo osseo, tessuto con attività emopoietica (in cui cioè si formano gli elementi corpuscolati del sangue: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine). Queste cellule ematiche verranno poi liberate nel circolo sanguigno.

Nel loro insieme le ossa fungono da deposito di sali minerali, in particolare il 70% sono costituite da sali di calcio, ione che riveste un ruolo importante nella regolazione di alcuni processi vitali, come vedremo in seguito.

Oltre al calcio, una complessa rete di ormoni, di sostanze e di meccanismi sottili influenza il metabolismo osseo:

  • il paratormone (PTH), secreto da alcune piccole ghiandole chiamate paratiroidi (che si trovano accanto alla tiroide) è uno degli ormoni che regolano la dismissione del calcio nel flusso sanguigno
  • la calcitonina, secreta anch’essa da un gruppo di cellule vicine alla tiroide
  • la vitamina D3, di cui parleremo più approfonditamente in seguito
  • la quantità di calcio e di fosforo presente nel sangue dipende anche da altri organi: i principali sono il rene e l’intestino
  • il rene regola l’eliminazione attraverso l’urina degli ioni di calcio in eccesso;
  • l’intestino aumenta o diminuisce l’assorbimento del calcio dai cibi a seconda dei messaggi ormonali che riceve
  • poi troviamo un 22-25% di collagene oltre a un 5-8% di acqua. Il collagene, in particolare, è una proteina che rappresenta ben 1l 30% delle proteine totali del corpo e che contribuisce a sostenere e tenere coesa la struttura di tutto il nostro organismo, rendendo flessibili le articolazioni e solide le nostre ossa
  • all’interno della struttura ossea ci sono, inoltre, cellule specializzate nella deposizione e nella rimozione del calcio: osteoblasti (che costruiscono le ossa), oste

Come prenderti cura delle tue ossa

Innanzitutto devi sapere che le nostre ossa crescono con noi fino ai 20 anni circa, poi succede una seconda fase che potremmo definire di consolidamento (fino ai 30-35 anni di età).

Si raggiunge così il “picco di massa ossea“, cioè la massima quantità di osso relativa a ciascun individuo.

Da questo momento in poi la massa ossea si riduce e inizia la fase di decremento che prosegue per tutta la vita.

In particolare, per le donne, la menopausa rappresenta un momento delicato in cui la massa ossea risente in modo negativo del mancato sostegno dato negli anni precedenti dagli estrogeni.

In ogni caso, anche per gli uomini vi è riduzione di massa ossea: negli anziani, sia maschi sia femmine, la densità dell’osso è molto ridotta, e il rischio di fratture è elevato.

Diviene, perciò, fondamentale prenderti cura delle tue ossa il prima possibile.

La salute e la longevità delle ossa dipendono principalmente da tre fattori fondamentali.

Prenderli tutti nella giusta considerazione, ti consentirà di vivere a lungo in perfetta forma fisica.

Riconosci i ladri silenziosi

Innanzitutto dovrai prendere consapevolezza di quali siano i ladri silenziosi.

Per ladri silenziosi, si intendono quegli alimenti, medicinali o stili di vita che ti sottraggono minerali preziosi: troppi carboidrati e glutine, alcol e bevande alcoliche in genere, fumo, succhi di frutta, derivati del latte, statine per abbassare il colesterolo, paradossalmente anche i farmaci per osteoporosi.

Questi prodotti acidificano fortemente il sangue: il corpo deve perciò provvedere a tamponare la situazione e per far questo utilizza proprio quei minerali che dovrebbero mantenere in salute le ossa.

La sottrazione di minerali si vede innanzitutto da un indebolimento di capelli e unghie, prima ancora che venga diagnosticata da specifici esami.

Muoviti regolarmente

Fondamentale per conservare un’ottima salute delle ossa e preservare la loro longevità è fare movimento su base regolare: ogni giorno almeno 30 minuti di esercizio fisico, anche moderato, mentre due volte la settimana potrai dedicarti a un esercizio più intenso, come yoga, Tai Chi, Qi Gong, pilates, passeggiata veloce.

Porta in tavole nuove e sane abitudini

Infine dovrai promuovere nuove abitudini a tavola, che ti aiutino a conservare in salute il tuo rifornimento di minerali preziosi, senza intaccarlo o dissiparlo.

I “mattoni” delle tue ossa

Le ossa per mantenersi in salute richiedono l’apporto equilibrato soprattutto di quattro sostanze nutritive:

  • Calcio;
  • Vitamina D;
  • Vitamina K2;
  • Magnesio.

Queste quattro sostanze dipendono l’una dall’altra e devono essere in completo equilibrio.

Vediamole in modo più approfondito.

Calcio

Cominciamo con il calcio che naturalmente è indispensabile per la salute e la conservazione delle ossa.

Le sue funzioni principali sono:

  • attività metabolica: agisce sul metabolismo della cellula e ne favorisce le funzioni vitali
  • attività ghiandolare: interviene nella secrezione esocrina ed endocrina delle ghiandole
  • conduzione nervosa: favorisce la trasmissione nervosa centrale e periferica
  • contrazione muscolare: è fondamentale per l’attività dei muscoli volontari, lisci e cardiaco
  • coagulazione del sangue: agisce sulle piastrine e interviene nella coagulazione
  • mantenimento dell’integrità cutanea

Il calcio viene rilasciato nel sangue ogni qualvolta l’organismo lo richieda (per esempio quando è necessario riportare al giusto equilibrio un sangue troppo acido per aver ecceduto con gli zuccheri!).

Perché il calcio possa espletare al meglio la sua funzione, deve essere accompagnato da:

  • magnesio
  • fosforo
  • vitamina A
  • vitamina C
  • vitamina D
  • vitamina E

Il calcio è legato alla presenza del fosforo in un rapporto di 2,5:1, dove il primo valore riguarda il calcio e il secondo il fosforo.

Come vedi è un elemento davvero importante per mantenere le ossa sane e questo potrebbe indurti a integrarlo nella tua dieta anche attraverso supplementi.

Purtroppo però questi supplementi di calcio possono aumentare il rischio cardiovascolare se non ben bilanciati dall’apporto di vitamina D e vitamina K, oltre a una eccessiva calcificazione dei tessuti molli, che può portare ad un aumento dell’indurimento e della calcificazione delle arterie.

Inoltre si creano durissimi depositi di calcio in cui si possono annidare batteri, virus e funghi che riescono a vivere così nel nostro corpo combattendo il sistema immunitario.

Questi depositi sono molto difficili da rimuovere, è facile che si trasformino in depositi di  metalli tossici e possano produrre cisti e calcoli, oltre che ispessimento dei tessuti.

La cosa migliore è assicurarti un buon apporto di calcio attraverso la dieta: ghi, burro da pascolo, eventuali formaggi freschi da latte crudo, ma anche sesamo, salmone, mandorle, diversi tipi di verdure, microalghe come spirulina e chlorella.

Se avrai la necessità di supplementare il calcio, assicurati che provenga dai gusci d’uovo (non contengono metalli tossici, hanno un livello di calcio più equilibrato e sono facilmente assorbibili) o assumi del collagene naturale.

Vitamina D

Gli ultimi studi hanno appurato che la vitamina D in effetti è un ormone e si comporta come gli altri ormoni steroidei, come il cortisolo per esempio.

La sua azione è rivolta ad ogni cellula del nostro corpo, ad ogni tessuto e ad ogni organo al punto che non esiste un altro ormone con una capacità così universale.

La vitamina D ha un effetto su 229 geni, compresi quelli interessati nella malattie della sclerosi multipla, del diabete e del morbo di Crohn.

E’ fondamentale per l’assimilazione del calcio: l’assenza di vitamina D è la causa principale dell’osteoporosi.

Ha anche molte altre funzioni come:

  • l’inibizione della crescita cellulare
  • il controllo della differenziazione cellulare
  • la prevenzione della trasformazione neoplastica (che la dice lunga sulla sua importanza nella prevenzione del cancro)
  • la modulazione della risposta autoimmune
  • il controllo della secrezione insulinica, della funzione muscolare, del sistema nervoso

Per quanto riguarda il suo rapporto con il nostro sistema immunitario, bisogna sapere che la vitamina D verifica e controlla che il sistema immunitario esegua correttamente il suo lavoro.

E’ per questo che d’inverno ci ammaliamo di più che in estate, poiché la vitamina D è carente.

Questa carenza fa sì che il nostro sistema possa attivare una risposta immunitaria inutile e dannosa, come nel caso di un’infiammazione cronica alla base delle malattie autoimmuni (che spiegheremo meglio in seguito).

La assimiliamo attraverso l’alimentazione e attraverso l’esposizione al sole grazie alle cellule della pelle che utilizzano i raggi UVB per processare il colesterolo.

Vitamina K2

Una delle funzioni della vitamina K2 è proprio quella di dirigere il calcio verso le zone che ne hanno più bisogno, come le ossa e i denti, e tenerlo lontano dalle aree del corpo dove non deve depositarsi come i vasi sanguigni ed i tessuti ghiandolari creando depositi calcificati, evitando così i rischi di tossicità della vitamina D assunta da sola.

Magnesio

Un altro minerale fondamentale è il magnesio, indispensabile per l’attività di oltre 300 enzimi e che svolge un ruolo fondamentale praticamente su quasi tutti gli apparati del corpo umano.

Ha, inoltre, un effetto stimolante sui globuli bianchi e in generale su tutto il sistema immunitario.

Consente anche un buon equilibrio minerale necessario agli organi per l’espletamento delle loro funzioni, ha potere decalcificante per le membrane delle articolazioni mentre fissa il calcio alle ossa consolidandone così la formazione e la crescita.

Il magnesio interviene nella coagulazione sanguigna e nel metabolismo dei lipidi, delle proteine e dei glucidi e permette la produzione di energia.

Favorisce il mantenimento di un Ph equilibrato nel sangue, regola il ritmo cardiaco e ha un’azione vasodilatatrice.

E’ essenziale anche per l’attività e l’equilibrio del sistema nervoso: svolge un’azione distensiva e calmante e attenua l’eccitabilità dei nervi e dei muscoli.

Riduce la secrezione dell’adrenalina e si rivela efficace per sciogliere i crampi e rilassare le tensioni, ad esempio in caso di mal di testa e contro il nervosismo, intestino irritabile, tachicardia e dolori allo stomaco.

La carenza di magnesio si verifica in condizioni di stress o di traumi a livello psicofisico e produce disturbi neuromuscolari (spasmofilia, difficoltà di concentrazione, insonnia, ecc.), malattie cardiocircolatorie e gastrointestinali.

Proprio per questo calcio e magnesio dovrebbero essere sempre assunti in contemporanea: infatti, se il calcio prevale rispetto al magnesio, i muscoli tendono ad essere vittima di spasmi e questo può avere conseguenze gravi, anche per la funzionalità cardiaca.

Nel caso di assunzione di rimedi a base di calcio, non dimenticare di affiancarli al magnesio nel rapporto di 1:1 (la stessa quantità di calcio e di magnesio).

Il giusto equilibrio tra questi nutrienti dovrebbe essere: per ogni 1000 UI di vitamina D3, 100 mcg di K2 e 150/200 mcg di Magnesio.

La principale e più diffusa malattia delle ossa: l’osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia metabolica che provoca la progressiva perdita di massa ossea, cioè le ossa divengono fragili e più soggette a fratture.

L’osteoporosi interessa più frequentemente la colonna vertebrale, le ossa lunghe e il bacino; le fratture da fragilità si riscontrano soprattutto a carico delle vertebre, del femore, del polso e dell’omero.

Possono essere distinti due tipi di osteoporosi:

  1. l’osteoporosi primitiva che si verifica nella maggior parte dei casi nelle donne in post-menopausa (che subiscono un calo degli estrogeni), negli uomini in andropausa (con calo degli androgeni) e nei pazienti anziani. All’osteoporosi primitiva possono contribuire anche la diminuita assunzione di calcio, i bassi livelli di vitamina D, insufficienza renale e problemi di malassorbimento;
  2. l’osteoporosi secondaria, che può invece derivare da altre condizioni mediche o dall’impiego protratto di alcuni farmaci osteopenizzanti, cioè in grado di contribuire alla perdita della massa ossea come i corticosteroidi usati per ridurre gli stati infiammatori (come traumi, asma, artriti, reumatismi, allergie…), gli anti-epilettici, gli immunosoppressori e gli ormoni tiroidei.

Perché insorge l’osteoporosi?

Tra le patologie che possono favorire l’insorgenza dell’osteoporosi ci sono alcune malattie endocrine (come ad esempio il morbo di Cushing, l’ipertiroidismo, il diabete mellito ecc.) e alcune malattie dell’apparato gastro-intestinale, come il malassorbimento, la celiachia, il morbo di Crohn e l’insufficienza renale cronica.

Inoltre, l’osteoporosi può riscontrarsi in caso di immobilizzazione prolungata, deficit di calcio o vitamina D (per scarsa esposizione al sole e vita in luoghi chiusi), malattie croniche ostruttive di bronchi e polmoni, artrite reumatoide e alcune neoplasie maligne.

I pazienti osteoporotici sviluppano spesso dolore osseo o muscolare, soprattutto a livello lombare (bassa schiena).

Inoltre, l’assottigliamento e la fragilità delle ossa predispongono all’incurvamento della colonna vertebrale.

Molto comuni sono anche le fratture vertebrali da compressione, che possono anche passare pressoché inosservate.

Fattori di rischio per l’osteoporosi sono:

  • per le donne, avere una menopausa precoce, sia naturale, sia indotta (per rimozione delle ovaie, radioterapia o chemioterapia);
  • amenorrea, cioè l’assenza di mestruazioni frequente nelle donne con anoressia nervosa o nelle donne che praticano un’attività fisica intensa, come le atlete professioniste, le ginnaste e le ballerine;
  • terapia a base di steroidi (cortisonici), prescritta ad esempio per le malattie reumatiche o polmonari, per l’infiammazione dell’intestino e per alcune forme di tumore (meglio fare cicli terapeutici brevi o applicazioni locali sotto forma di creme, unguenti o somministrazioni per via aerea)
  • fratture precedenti
  • malattie alla tiroide: una sovrapproduzione dell’ormone tiroideo, la tiroxina, provoca perdita ossea e può indurre l’osteoporosi se non viene curata abbastanza precocemente. Lo stesso effetto si può avere se si assume una quantità eccessiva di tiroxina per curare l’ipotiroidismo.
  • cancro: alcune forme di cancro, come il mieloma, portano a una rapida distruzione delle ossa.

Come diagnosticare l’osteoporosi

La medicina ufficiale ci fornisce molti strumenti per diagnosticare l’osteoporosi prima che si verifichino fratture.

Eccone alcuni:

  • misurazione della massa ossea, attraverso la mineralometria ossea computerizzata (MOC) si misura la massa ossea a livello dell’anca, della colonna vertebrale, del polso o dell’intero scheletro. Richiede pochi minuti e il livello di radiazioni sembra sia molto basso e non particolarmente pericoloso;
  • radiografia, è utile per diagnosticare le fratture da osteoporosi, ma non molto per individuare una scarsa massa ossea. La dose di Raggi X impiegata è molto maggiore rispetto alla MOC;
  • esami del sangue e delle urine, si ricorre a questi esami non tanto per diagnosticare l’osteoporosi, ma per cercare altre malattie associate a perdita ossea, come per esempio l’ipertiroidismo, certe malattie del fegato o il mieloma. Sono utili anche per misurare il tasso di perdita ossea e per monitorare la risposta alle cure.

L’approccio ufficiale

La maggior parte delle terapie farmacologiche indicate per l’osteoporosi agisce prevenendo la perdita ossea e quindi riducendo il rischio di fratture, ma senza poter “curare” la malattia al punto di ripristinare lo stato originario delle ossa.

Ecco perché è meglio che le persone a rischio intraprendano azioni preventive o curative il prima possibile.

Nella medicina ufficiale la prevenzione e la terapia dell’osteoporosi comportano un’integrazione di calcio e vitamina D, esercizi per aumentare la resistenza dell’osso e la forza muscolare e una terapia farmacologica per preservare la massa ossea (es. bifosfonati) o stimolare la formazione di nuovo tessuto osseo (es. raloxifene).

Questi farmaci devono essere assunti a lungo (almeno 5 anni) e non avranno effetti immediati sui sintomi presenti, specialmente sul dolore.

Un altro trattamento classico per l’osteoporosi è il trattamento ormonale sostitutivo (THS) basato sulla somministrazione di estrogeni che, soprattutto con la menopausa, subiscono un calo notevole nella donna.

Secondo certi autori, questo trattamento permetterebbe di ridurre della metà il numero di fratture legato all’osteoporosi, inoltre avrebbe effetti positivi sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, le vampate di calore, l’incontinenza urinaria e la vaginite atrofica.

Secondo altri autori, invece, il trattamento ormonale deve essere prolungato per moltissimi anni, poiché dopo la sospensione, nel giro di due anni, la massa ossea ritorna ad essere identica a quello che sarebbe stata senza trattamento.

Inoltre, risulta raddoppiato il rischio di cancro al seno oltre a quello di trombosi venosa ed embolia cerebrale.

Altri effetti secondari sono l’aumento del peso corporeo, la ritenzione idrica, tensione ai seni, mal di testa, ritorno delle mestruazioni.

Il metodo Energy per mantenere forti e in salute le ossa

Le medicine antiche, in modo particolare la Medicina Tradizionale Cinese, affermano che la salute delle ossa ha una stretta relazione con quella dei reni, che sono anche il magazzino della nostra energia vitale (riserva di energia che riceviamo alla nascita e che ci accompagna fino alla fine della nostra vita esaurendosi gradualmente).

Per conservare ossa forti è di vitale importanza preservare il più a lungo possibile una buona salute dei reni, evitando di raffreddarli (con cibi e bevande molto fredde) o di esaurire troppo precocemente la loro riserva di energia (attraverso un’esagerata attività fisica e mentale che non è supportata da una adeguata quantità di cibi sani e nutrienti assunti quotidianamente e completamente assimilati).

Per facilitare l’assorbimento, il principale segreto è seguire il principio del calore, consumando una maggiore quantità di cibi caldi e leggermente cotti, bevendo acqua calda lontano dai pasti ed evitando tutti quei cibi che non contengono energia (cibi industriali, zucchero bianco, ecc…).

Anche lo stile di vita ha naturalmente la sua importanza: sonno regolare, movimento all’aria aperta, ecc.

Secondo l’approccio di Energy Training si parte dal presupposto che le articolazioni e le ossa hanno bisogno soprattutto di minerali e parallelamente di grassi indispensabili per assorbirli: il colesterolo permette infatti di digerire i grassi e di poter assorbire vitamine e minerali.

E’ fondamentale anche per eliminare i radicali liberi e diminuire l’infiammazione.

Come abbiamo visto in precedenza, le ossa sono il principale deposito di sali di calcio per il nostro organismo, che contribuisce a mantenerle sane e forti.

Quando nel corpo si produce un eccesso di acidità, per cercare di “tamponarlo” (cioè di bilanciare questa acidità), vengono prelevati dalle ossa il carbonato di calcio e il fosfato di calcio.

Questi minerali (soprattutto calcio), sottratti alle ossa, vengono portati nei tessuti degli organi a rischio acidità, attorno alle articolazioni per esempio e/o sulle pareti dei vasi sanguigni (“calcificazione dei tessuti molli”).

Proprio nelle verdure a foglia verde trovi un buon quantitativo di calcio, ma anche nei semi di sesamo, nell’erba di grano e nel brodo di ossa.

Se vuoi integrare anche con del latte o del formaggio (senza esagerare), accertati che non sia pastorizzato ma crudo, proveniente da mucche allevate al pascolo.

Il nostro organismo funziona con un equilibrio basico (ph7 neutro), di conseguenza l’abbassamento al di sotto di questo parametro  è sintomo dell’acidosi, mentre l’innalzamento provoca alcalosi (troppa basicità).

Il mantenimento dell’equilibrio avviene in modo naturale all’interno del corpo, ma l’alimentazione moderna e il nostro stile di vita hanno aumentato la produzione delle scorie acide.

Di conseguenza il corpo non riesce più ad inattivarle e queste ristagnano nei tessuti.

I cibi che creano maggiore acidità non sono (come si crede) le proteine animali che, se mangiate nelle giuste quantità, con una corretta cottura, di buona qualità e sempre abbinate ai vegetali, oltre che masticate a lungo, nutrono le ossa e non le depauperano.

Le verdure abbinate alle proteine evitano inoltre fenomeni di putrefazione intestinale e favoriscono l’azione enzimatica.

Per alcalinizzare l’ideale è aumentare il consumo di grassi sani, come ghi, olio di cocco, olio di oliva e.v., uniti alle spezie non piccanti (curcuma, coriandolo, cardamomo), alle verdure cotte in modo leggero, alle proteine e a piccole porzioni di cereali.

L’ideale, per tutti, è un periodo di quattro settimane di una dieta che chiamiamo Restart, che serve ad eliminare dal nostro corpo ogni traccia di infiammazione.

Per Restart si intende una sospensione temporanea (appunto quattro settimane) del consumo di tutti gli alimenti in grado di favorire il sorgere dell’infiammazione nel corpo, cioè alimenti che creano dipendenza, che disturbano e sbilanciano gli ormoni, che hanno un effetto squilibrante sulla flora batterica intestinale e sul sistema immunitario.

Gli alimenti NO per le ossa

Zucchero, glutine, cereali, latte e derivati (squilibrano fortemente il nostro sistema ormonale, sono troppo ricchi di calcio che inibisce il corretto assorbimento dei minerali, contengono proteine particolarmente irritanti come la caseina che possono provocare allergie e intolleranze e contengono lattosio, uno zucchero molto difficile da digerire), legumi (irritanti per intestino e sistema immunitario), frutta (crea dipendenza e accumulo di glicogeno nel fegato, indebolisce la digestione e nutre la flora batterica patogena), oltre a caffè, cioccolata, alcool, pomodoro, spezie piccanti e cibi industriali.

Il Restart è un periodo in cui, sospesi gli alimenti potenzialmente infiammanti, vengono consumate buona quantità di vegetali, grassi e proteine, in modo vario e completo.

Poi una volta riportato il corpo in equilibrio gradualmente si torna ad un regime di mantenimento più vario, dove i tre nutrienti fondamentali (grassi, proteine e carboidrati) sono assunti in una proporzione bilanciata.

Un altro fattore di rischio è rappresentato anche dai semi oleosi e dai cereali integrali, che possono creare un aumento della infiammazione a causa delll’alto contenuto di acido fitico (che ostacola l’assorbimento dei nutrienti, soprattutto di minerali e oligoelementi).

L’acido fitico disturba anche l’intestino riducendo ulteriormente la capacità di assorbimento e favorendo una progressiva condizione di acidità e infiammazione delle cellule.

I semi oleosi e i cereali vanno quindi consumati nella giusta quantità, previo ammollo in acqua e limone o aceto (per ridurre la presenza di fitati) e comunque abbinati ad altri alimenti.

I semi se consumati da soli producono gonfiore intestinale, irritazione addominale e infiammazione delle articolazioni.

Dovranno essere freschi, biologici e non tostati poiché la tostatura fa irrancidire i loro grassi.

I cereali, dopo ammollo e completa cottura, vanno consumati idealmente a fine pasto, dopo un piatto di proteine, di vegetali e grassi, in modo da ridurne l’impatto glicemico.

Fondamentale è anche bere un buon quantitativo di acqua (circa un litro e mezzo/due al giorno), possibilmente calda e lontano dai pasti.

Cureremo anche con particolare attenzione la regolarità del transito intestinale e l’eventuale presenza di un appetito esagerato.

Il consumo di grassi sani e di acqua calda in buona quantità, oltre che di verdure cotte, dovrebbero essere un aiuto sia per la stitichezza che per un eccessivo desiderio di cibo.

Poco per volta il nostro corpo si nutre in profondità con cibi adeguati e questo ha come naturale conseguenza una graduale diminuzione dell’appetito: mangeremo il giusto quantitativo evitando di continuare a mangiucchiare per tutto il giorno e ci sentiremo sazi e soddisfatti.

Schema alimentare base

Uno schema base utile potrebbe essere il seguente:

  1. COLAZIONE: colazione salata con proteine, animali o vegetali, verdure cotte e grassi o una bevanda energetica e proteica;
  2. PRANZO: completo con proteine, verdure e grassi (eventuali cereali in chicchi ma dopo il periodo di Restart);
  3. CENA: molto leggera con zuppa di verdure + eventuali verdure cotte. Se non se ne sente la necessità, la cena può essere sostituita da un piccolo spuntino pomeridiano: in questo modo daremo agio al fegato di ripulire il corpo dalle tossine durante la notte.

Movimento

Superato un possibile attacco di dolore acuto, riprendere l’attività, cominciando a ritmo ridotto, accelera la ripresa.

Se si soffre di dolori osteoarticolari, praticare regolarmente un’attività fisica, scelta in base alle proprie condizioni fisiche e capacità, non solo migliora l’umore e aumenta l’energia, ma consente di mantenere la mobilità articolare, rafforza i muscoli che proteggono le articolazioni, migliora l’equilibrio e la capacità di coordinazione riducendo i rischi di cadute, favorisce il mantenimento del peso, senza contare i benefici per la salute di cuore e polmoni.

Camminare in piano, nuotare, andare in bicicletta (se non si sottopongono le ginocchia a sforzo eccessivo), una partita di golf, un ballo “poco movimentato”, curare le piante, sono le attività più adatte per il basso impatto sulle articolazioni.

Oggi sono molto diffuse alcune cosiddette “ginnastiche dolci”.

Si tratta di esercizi che vengono effettuati con movimenti lenti e calibrati in modo tale da sollecitare in maniera fisiologica, senza “stress eccessivi”, le strutture ossee, tendinee, muscolari ed articolari.

Una di queste ginnastiche è il Tai Chi Chuan che sollecita in modo “dolce” le strutture dello scheletro e può essere praticato da persone di ogni età e condizione fisica.

Il tai chi chuan va appreso da un “maestro”, cioè da un “addestratore esperto”, perché è molto importante eseguire con precisione e correttezza i movimenti, seguendo piani e assi ben definiti, senza mai forzare.

Numerosi studi ufficiali hanno dimostrato i benefici di questa disciplina a livello fisico (miglioramento dell’equilibrio e della stabilità, aumento della forza muscolare e articolare, miglioramento della circolazione) e a livello psicologico (riduzione di stress, ansia e nervosismo).

Lo stesso dicasi per il Qi Gong che, per mezzo delle posture e soprattutto dei movimenti che rispettano il corretto gioco delle diverse articolazioni, consente di mantenere sino ad un’età avanzata una buona mobilità articolare, nonché ossa forti e solide.

Inoltre è posta molta cura nei vari esercizi anche alla micromobilità, intesa sia quella riguardante piccole articolazioni che spesso passano “inosservate” (articolazioni sterno-clavicolari, sterno-costali, sacro-iliache), sia la mobilità riguardante le brevi escursioni di movimento a carico delle grosse articolazioni (per esempio è molto utile percepire e praticare micromovimenti all’interno del cingolo scapolare).

Per quanto concerne invece il sistema muscolare, attraverso queste pratiche, si lavora non soltanto sulla muscolatura superficiale, ma anche su quella profonda, sui muscoli più interni spesso dimenticati dalle comuni forme ginniche occidentali (diaframma toracico, ileo-psoas, muscoli paravertebrali, perineo, muscoli masticatori); s’interviene anche sui piccoli muscoli di mani, piedi e testa anche tramite l’automassaggio.

Come conseguenza dell’aumentata mobilità articolare, si ha pertanto un coinvolgimento di muscoli raramente utilizzati nelle pratiche più “fisiche”.

I movimenti di basculamento del bacino fanno lavorare in profondità i muscoli interni a questo e quelli degli arti inferiori; le continue flesso-estensioni e rotazioni dell’asse vertebrale lo rieducano e lo rafforzano.

Lo scopo è di tonificare ed elasticizzare senza affaticare, poiché l’indurimento muscolare è considerato come un blocco dell’energia vitale.

A tal riguardo, la pratica del Qi Gong si prefigge di “rafforzare i muscoli senza indurirli ed ammorbidire i tendini senza rammollirli”.

Molto valido anche lo yoga, facendo attenzione però a non sovraccaricare troppo ginocchia e legamenti.

Infine interessante è anche lo stretching che, inizialmente, dovrebbe essere seguito rivolgendosi a un operatore esperto.

Approcci alternativi

E’ utile anche un approccio di tipo emozionale.

Infatti, può esserci anche una predisposizione familiare ad avere, a un certo punto della vita, una reazione di lotta con alcune parti di sé che non sono accettate, con le quali ci si relaziona con una certa difficoltà.

In Italia c’è l’esperta di questo approccio, Gabriella Bardelli, con la quale è possibile fare anche un percorso di lavoro emozionale, tipo l’ascolto biologico (vedi podcast n.6).

Gabriella Bardelli può aiutare anche via skype e, essendo anche una formatrice, può metterti in contatto con qualcuno che fa questo lavoro anche in zone diverse.

Anche Claudio Trupiano e la Nuova Medicina Germanica possono aiutare.

E’ possibile fare il lavoro con la medicina cellulare, particolarmente efficace per quanto riguarda le malattie autoimmuni tra le quali rientra anche l’infiammazione articolare. (ascolta il podcast n.3 con l’intervista a Marilena D’Alessandro).

In sintesi

  • L’osso è costituito principalmente da proteine e da una sostanza minerale che contiene calcio.
  • durante l’infanzia e l’adolescenza, la quantità di tessuto osseo presente nello scheletro aumenta, raggiungendo il suo picco tra i 20 e i 30 anni.
  • a partire dai 40 anni circa, la quantità di osso presente nello scheletro comincia a diminuire in entrambi i sessi.
  • l’osteoporosi è il risultato dell’assottigliamento delle ossa che tendono quindi a rompersi con facilità.
  • il rischio dell’osteoporosi dipende da quanto tessuto osseo è presente in un individuo giovane, adulto e da quanto velocemente lo perde con l’avanzare dell’età.
  • per quanto sia più comune tra le donne anziane, l’osteoporosi può colpire anche gli uomini e può presentarsi a qualsiasi età.
  • alcuni dei fattori di rischio per l’osteoporosi sono di natura ereditaria.
  • altri fattori, come la menopausa precoce, una terapia a base di steroidi e l’anoressia nervosa, aumentano notevolmente il rischio di osteoporosi.
  • la salute delle ossa è legata a molti aspetti della vita quotidiana: attività fisica, fumo, consumo di alcol, ma soprattutto il tipo di alimentazione.
  • con una dieta che elimina i cosiddetti “ladri di minerali” (zucchero, carboidrati, glutine in primis) e soprattutto con un Restart fatto bene, puoi invertire la rotta della decalcificazione e riportare equilibrio in tutto il corpo.
  • mangia proteine di buona qualità, cotte in modo naturale, accompagnate da buoni quantitativi di verdura, soprattutto a foglia verde.
  • se a questo aggiungi movimento, soprattutto all’aria aperta, esposizione equilibrata al sole e alcuni integratori e se lavori anche d’anticipo, puoi avere ossa forti e scongiurare il presentarsi dell’osteoporosi senza assumere farmaci che possono avere gravi effetti collaterali.

Rimedi utili

Come abbiamo già detto in precedenza, le vitamine sono fondamentali per mantenere in salute le ossa, in particolare la Vitamina A, D e K2 che interagiscono in modo sinergico per supportare il sistema immunitario, la crescita e la salute delle ossa; la Vitamina C poi è necessaria alla corretta sintesi del collagene (proteina a fondamento delle ossa e di molti tessuti) e alla riparazione delle stesse.

Per avere ossa sane senza carenze di minerali puoi integrare con:

  • Silica (fonte di silicio, rinforza ossa e articolazioni)
  • MSM (intensa azione antinfiammatoria per giunture e muscoli, elimina i depositi di abuso del latte dai vasi e dalle ossa)
  • Chlorella (ricca di vitamine e sali minerali)
  • Spirulina (anch’essa ricca di vitamine e sali minerali, ottimo presidio antinfiammatorio, rinforza anche il sistema immunitario).
  • Osteoflex perché è ricco sia di collagene che di vitamina C e acido ialuronico.
  • Collagene, la principale proteina strutturale del tessuto connettivo nel corpo che si trova nella pelle, cartilagini, ossa, denti, membrane e cornee, la cui mancanza è alla base dell’osteoporosi (puoi fare 4 cicli l’anno)
  • Epax Clean (antinfiammatorio e antiossidante, puoi fare 4 cicli l’anno).

Per mantenere articolazioni e ossa sane puoi usare in combinazione Silica + MSM e Chlorella + Osteoflex a mesi alterni tutto l’anno.

Anche Superfoods specifici utili per il calcio ti possono aiutare a mantenere le ossa in buone condizioni.

Eccone un elenco dal quale sceglierai quelli che maggiormente si addicono alla tua situazione:


Prodotti citati in questa guida che trovi in vendita nel nostro shop:


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Fonti:

Mercola.com
Prof.ssa Juliet Compston, “Osteoporosi”, ed. Alpha Test
Philip Kéros, “Osteoporosi. Prevenzione e cura con le medicine dolci“, ed. Macro
Marialessandra Panozzo, “Osteoporosi, come prevenirla e curarla”, ed. Giunti


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Antonella Andreoletti

Mamma di due bambini, insegnante di lettere nella scuola media.
Bambina spesso malata, ha cominciato a interessarsi di alimentazione e cure naturali fin dall’adolescenza. Ha seguito la macrobiotica per diversi anni per poi passare a Energy Training fin dalla sua prima uscita. Da subito ha capito che Francesca non dispensa indicazioni uguali per tutti, ma prende a cuore ognuno secondo la sua condizione e questo l’ha mantenuta fedele al percorso per molti anni, finché ha deciso di candidarsi a divenire una Trainer.
Oggi affianca Devi nelle consulenze e scrive articoli per il blog.

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  1. Avatar
    ha commentato:

    grazie

  2. ha commentato:

    Purtroppo io soffro anche di esofagite cardias beante, gastrite cronica e tiroidite di HASCIMOTO ipo non so proprio come coadiuvare la mia alimentazione la mia massa ossea è meno 30% dolori artrosici.mi curo con omeoprazolo senza poter interrompere. Ho smesso bifosfonatlo da 2 anni,l ho preso per 10. Non avrei potuto curare i denti. E poi so che porta cancro all esofago. La ringrazio se volesse darmi una dritta. Ora prendo solo vit D.

    • Avatar
      ha commentato:

      Ciao Lucilla,
      L’ideale sarebbe seguire il programma magari affiancato da un nostro tutor. Serve una alimentazione adatta a te che abbassi il livello d’infiammazione e tamponi la perdita di minerali, oltre ad una integrazione mirata. Puoi scrivere a info@energytraining.it Un caro saluto

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