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Sistema immunitario e malattie autoimmuni: quando il corpo combatte sé stesso10 min read

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Sistema immunitario

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Tramite i tuoi cinque sensi sei costantemente informato nei confronti di ciò che accade all’esterno del tuo organismo e che in qualche modo può coinvolgerti.

Come fai, però, ad accorgerti che un virus o un batterio è entrato in te?

Per fortuna nel tuo corpo c’è un sistema che opera come un organo di senso che è appunto il sistema immunitario, la tua arma contro gli attacchi esterni che neutralizza virus, batteri, tossine per evitare che danneggino il tuo organismo.

Capirai quindi quanto sia importante la sua funzione a presidio della tua stessa vita e quanto sia necessario averne cura e proteggerlo sempre al fine di consentirgli di compiere il suo lavoro al meglio in ogni circostanza.

Cosa stimola il sistema immunitario?

Il sistema immunitario reagisce a stimoli sia esterni che interni.

Gli stimoli interni sono, per esempio, la condizione di salute delle cellule, il loro stato di sofferenza o stress e il motivo della loro eventuale morte (se per causa cruenta, per esempio un’infezione, o per morte naturale).

Gli stimoli esterni sono dati da tutto ciò che viene in contatto con la pelle, con le mucose e con il sangue, ma fondamentalmente la maggior parte delle sostanze potenzialmente reattive (antigeni) entra dal naso o dalla bocca respirando e mangiando.

Se gli antigeni entrano con il respiro, saranno le tonsille e le adenoidi ad occuparsene.

Nel caso gli antigeni entrino con il cibo, il diretto interessato sarà l’intestino.

Se un antigene entra in contatto con la pelle, verrà catturato dalle cellule dendritiche che lo “presenteranno” ai linfociti nei linfonodi regionali.

Infine, se un antigene dovesse penetrare direttamente nel sangue, sarà la milza che se ne farà carico visto il suo compito di filtro del sangue.

Come funziona il sistema immunitario?

Quando il sistema immunitario viene a contatto con i diversi stimoli di cui abbiamo parlato in precedenza, risponde attraverso l’infiammazione: dall’area infiammata si liberano una miriade di sostanze, prodotte dall’eventuale microrganismo che ha scatenato la risposta e/o dal sistema immunitario stesso, che sono in grado di richiamare notevoli quantità di cellule immunitarie.

Per esempio, in un ginocchio gonfio per un attacco reumatico, in un’ora possono entrare fino a 100 milioni di neutrofili (globuli bianchi speciali che hanno il compito di distruggere il corpo estraneo), allertati da citochine, chemochine e da vari mediatori dell’infiammazione in grado di attrarre le cellule immunitarie.

Finché l’infiammazione è un fenomeno isolato o, quantomeno, riesce a rimanere entro i limiti, il sistema funziona bene e dopo un po’ l’infiammazione si attenua fino a sparire.

Il problema nasce quando falliscono i meccanismi di spegnimento della risposta immunitaria.

Ciò avviene o perché lo stimolo infiammatorio persiste, o perché i linfociti aggrediscono organi o parti del corpo come nelle malattie autoimmuni.

In questo caso il sistema immunitario si attiva contro le cellule del corpo perché, per via di un errore, le considera dei virus, dei batteri o degli invasori e sviluppa verso di esse degli anticorpi.

Questo meccanismo perverso, che si chiama “mimetismo cellulare”, dipende da diversi fattori ed è la causa delle malattie autoimmuni, tra cui possiamo annoverare anche le allergie.

In altre parole sono una risposta difensiva esagerata, inappropriata e dannosa, scatenata dal sistema immunitario verso allergeni che per la maggior parte dei soggetti sani sono completamente innocui.

Di conseguenza il sistema immunitario, per difendersi, libera sostanze molto attive che lo irritano, come l’istamina, e che provocano per questo diversi disturbi (gonfiore della laringe, degli occhi, orticaria, difficoltà respiratorie).

Ma ci sono anche molte altre malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso, la tiroidite, il diabete di tipo I, la vitiligine, la sclerosi multipla, il morbo di Crohn.


Per capire come proteggere e potenziare il tuo sistema immunitario leggi anche l’articolo Come potenziare naturalmente il sistema immunitario


Cosa porta allo sviluppo delle malattie autoimmuni?

Lo stress tra le cause delle malattie autoimmuni

Innanzitutto, entrano in gioco il sistema dello stress (cortisolo, adrenalina, noradrenalina e dopamina) e gli ormoni sessuali come gli estrogeni.

Gli stessi ormoni sessuali influiscono poi sul sistema dello stress in un corto circuito che stimola continuamente il sistema immunitario.

Si capisce perché una situazione di grande perturbazione ormonale come la gravidanza non fa altro che aumentare il rischio di sviluppare una malattia autoimmune.

In questo caso infatti il sistema immunitario femminile deve imparare ad essere tollerante nei confronti del feto, ad accettarne la presenza e a non reagire come se fosse un corpo estraneo fino ad arrivare anche al punto di introdurre nel sangue materno una certa quantità di cellule fetali, che potranno sopravvivere a lungo.

Queste cellule estranee possono costituire uno stimolo permanente verso il sistema immunitario, con un aumento del rischio di autoimmunità.

Tornando al sistema dello stress che viene attivato come risposta antinfiammatoria, questa è assolutamente normale nel caso di uno stress acuto (per esempio nella gazzella che deve fuggire dall’attacco del leone) e stimola l’attività immunitaria.

Quando invece lo stress da temporaneo e di breve durata diventa cronico (quindi costante e continuo), il sistema immunitario si indebolisce e le sue capacità di difesa diminuiscono lasciandoci più esposti  a disturbi e malattie.

Ma cercare di evitare assolutamente tutte le situazioni stressanti è comunque impossibile e anche controproducente: è più forte un organismo allenato allo stress che uno che lo evita sistematicamente.

Perciò devi imparare a controllarne l’intensità e, al momento giusto, staccare la spina e disattivare la reazione di stress.

Per farlo ci sono diverse tecniche sempre più diffuse e pubblicizzate.

Ad esempio puoi dedicarti a discipline che ti facciano recuperare la connessione con il tuo centro interiore: yoga, chi gong, massaggio, agopuntura, meditazione.

Anche lo studio di antiche filosofie che insegnano a vedere la vita con occhi diversi, con maggiore distacco ed equilibrio, aiutano molto a non farsi sommergere dalle emozioni negative e dall’ansia.

Passa del tempo all’aria aperta, in mezzo alla natura. Il colore verde degli alberi ha un particolare influsso positivo sul fegato e sull’umore in generale.

Trova del tempo da dedicare a te stesso, a svolgere attività che ti piacciono e che danno nutrimento vero alla tua mente e al tuo corpo.

Il sistema immunitario e gli ormoni

Oltre agli ormoni sessuali, un ormone che influisce sulla risposta immunitaria è la leptina che ha l’importante compito di regolare lo stimolo della fame: quando lo stomaco è pieno le cellule adipose rilasciano leptina, per mandare al cervello il messaggio di smettere di mangiare.

La leptina deve però essere assolutamente in equilibrio: un suo deficit conduce a una riduzione dell’attività immunitaria e quindi ad un aumento del rischio di infezioni virali; un eccesso invece causa un’iperattivazione infiammatoria con conseguente aumentato rischio di infiammazione cronica e autoimmunità.

Perché aumenta troppo la leptina?

Attacchi di fame e leptina

Cellule adipose e macrofagi producono entrambi leptina.

Questo eccesso di leptina deriva soprattutto dal grasso addominale (la tanto odiata pancetta) che, a differenza del grasso che si deposita nelle altre zone del corpo, si comporta come una grossa ghiandole e produce esso stesso ormoni (compresa la leptina) che mandano in squilibrio tutto il sistema.

Se il livello di grasso è molto basso, anche la leptina è bassa e il cervello invia il messaggio della fame per consumare nuovo cibo, al contrario se c’è troppo grasso la leptina avvisa il cervello di smettere di mangiare o di iniziare a muoversi per smaltire l’eccesso.

Tutto funziona perfettamente fino a che le vie di comunicazione sono efficaci.

Ma sia la leptina che l’insulina risentono degli influssi negativi degli stessi nemici: i carboidrati e naturalmente gli zuccheri di cui sono composti.

Se il corpo è sovraccarico di sostanze che portano a continue impennate di leptina, i recettori di questo ormone cominciano a desensibilizzarsi e si diventa leptino-resistenti.

In questo caso, livelli alti di leptina non riescono a segnalare per tempo al cervello che siamo sazi e rischiamo di mangiare troppo, perché il sistema di allarme della sazietà in effetti non funziona più come dovrebbe.

La leptina c’è, ma il cervello non se ne accorge e tu continui a mangiare anche quando non ne hai bisogno.

Ecco i principali sintomi di leptino-resistenza:

  • sovrappeso
  • non riuscire a perdere peso
  • fame continua di zuccheri e di caffè
  • stanchezza dopo i pasti
  • sensibilità ad ansia e stress
  • fame notturna
  • tendenza a fare spuntini dopo i pasti
  • livelli elevati di trigliceridi
  • osteoporosi
  • insonnia e difficoltà ad addormentarsi
  • ipertensione
  • grasso addominale e maniglie dell’amore.

Ma la leptina non si limita ad alterare la bilancia immunitaria, riduce anche la produzione di cortisolo e di androgeni surrenalicini producendo ulteriore infiammazione.

La combinazione di questi fenomeni ci fa capire meglio la rilevante connessione tra cattivo controllo del peso, cattivo controllo dell’infiammazione e squilibrio neuroendocrino.

Il ruolo della melatonina

Un altro ormone che ha effetti sul sistema immunitario è la melatonina.

Come saprai la melatonina è un ormone prodotto soprattutto durante la notte ed è fondamentale per poter dormire bene.

Si è scoperto che questo ormone è essenziale per l’attivazione del circuito Th1 (che ha effetto protettivo nei confronti delle infezioni virali ma anche contro le cellule maligne), mentre il cortisolo fa aumentare il Th2 (che agisce contro le infezioni batteriche).

Ci sono stati studi epidemiologici che hanno segnalato un incremento del rischio di cancro in persone che svolgono per lungo tempo lavori notturni e che quindi hanno alterato il ritmo fondamentale della melatonina.

Un processo autoimmune può iniziare a seguito di una esposizione ad un virus, a causa di un forte trauma o un periodo di forte stress, o a causa della esposizione prolungata ad alimenti fortemente dannosi per il sistema immunitario.

Parte sempre da uno squilibrio del microbiota intestinale che genera una permeabilità della parete dell’intestino che consente il passaggio di cibo o batteri intestinali proteici chiamati LPSs (lipopolisaccaridi) che vanno a raggiungere direttamente il sistema immunitario.

In realtà le ricerche più recenti sul sistema immunitario e sulla infiammazione mostrano come, una volta rimossa la causa o il fattore scatenante e aiutato il corpo a riequilibrarsi, il sistema può gradualmente tornare alla normalità.

Conclusione

Il sistema immunitario è un vero e proprio apparato difensivo indispensabile per proteggere il nostro corpo dall’attacco di virus, batteri, funghi, protozoi.

E’ costituito da un complesso insieme di organi e cellule altamente specializzate, dislocate in varie parti del corpo, che cooperano, ciascuna con un ruolo ben determinato, alla difesa dell’organismo dalle infezioni.

L’infiammazione è il processo attraverso il quale il sistema immunitario cerca di far fronte all’attacco di patogeni e virus.

L’infiammazione è quindi necessaria ma è fondamentale evitare che questa divenga sistemica e generalizzata: in questo caso il sistema immunitario non riesce più a far fronte ai suoi compiti e facilmente attacca anche parti e organi del corpo provocando malattie autoimmuni.

Il sistema immunitario è influenzato dallo stress e dagli ormoni e proprio gli squilibri ormonali sono alla base delle malattie autoimmuni.

Il cibo è un potente modulatore del sistema immunitario insieme a particolari vitamine.

Attraverso un cibo di buona qualità, mangiato nel giusto ordine e nelle giuste quantità, eliminando certi alimenti fortemente infiammanti, è possibile ridurre l’infiammazione e riportare il sistema immunitario alla normalità.

Anche l’attività fisica e la capacità di tenere a bada lo stress sono utili per ristabilire l’equilibrio del sistema immunitario e quindi di tutto l’organismo.


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Fonti:
F. Bottaccioli, “Il sistema immunitario: la bilancia della vita”, Tecniche nuove.
F. Bottaccioli, “Psiconeuroimmunologia”, Edizioni Red.
P. Giordo, “Vitamina D, regina del sistema immunitario”, Terra Nuova edizioni.
S. Khalsa, “I poteri curativi della vitamina D”, Macro edizioni.


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Antonella Andreoletti

Mamma di due bambini, insegnante di lettere nella scuola media.
Bambina spesso malata, ha cominciato a interessarsi di alimentazione e cure naturali fin dall’adolescenza. Ha seguito la macrobiotica per diversi anni per poi passare a Energy Training fin dalla sua prima uscita. Da subito ha capito che Francesca non dispensa indicazioni uguali per tutti, ma prende a cuore ognuno secondo la sua condizione e questo l’ha mantenuta fedele al percorso per molti anni, finché ha deciso di candidarsi a divenire una Trainer.
Oggi affianca Devi nelle consulenze e scrive articoli per il blog.

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